GUATEMALA

 
 
 

Guatemala: ex procuratore Aldana denuncia arresto "arbitrario" in Honduras

Città del Guatemala, 12 apr 2019 13:53 - (Agenzia Nova) - L'ex procuratore generale del Guatemala, Thelma Aldana, ha denunciato un presunto tentativo di arresto "arbitrario", nuovo capitolo di una polemica riaccesa con la sua candidatura alle prossime presidenziali. Contro Aldana, da tempo severa critica dell'attuale presidente Jimmy Morales, era stato spiccato a metà marzo un ordine di cattura per presunta frode fiscale e malversazione di fondi pubblici, ragione che l'aveva spinta a trasferirsi in El Salvador. In un messaggio pubblicato sul proprio profilo Twitter, l'ex procuratore ha detto di essere stata fermata dalle autorità onduregne una volta sbarcata a Tegucigalpa, dove si era recata per una visita di lavoro. Il ministero della Sicurezza dell'Honduras ha però fatto sapere che Aldana "ha deciso di tornare in El Salvador con un volo privato, prima di sottomettersi al controllo migratorio".

A metà marzo, il giorno dopo la notifica del mandato di cattura, Aldana aveva annunciato la sua candidatura alle presidenziali ottenendo, tra le altre cose, l'immunità giudiziaria fino alla fine della contesa elettorale. A inizio aprile però il Tribunale elettorale del Guatemala (Tse) aveva accolto tre ricorsi e annullato la candidatura giudicando decisiva l'esistenza di processi aperti a carico di Aldana. L'ex procuratore ha ancora a disposizione altri strumenti giuridici per veder convalidare la sua candidatura. Assieme al partito che l'ha sostenuta, il Movimiento Semilla, potranno ottenere una sospensione - provvisoria o definitiva - del provvedimento presso la Corte suprema di giustizia (Csj), e ottenere così l'iscrizione. La decisione di questa corte potrà essere oggetto di appello di una delle parti presso la Corte costituzionale: in ultima istanza sarà questo organo a decidere se confermare o revocare la decisione.

Aldana ha promosso processi importanti come quello che nel 2015 è costato il posto all'ex presidente Otto Perez Molina. Un lavoro quest'utimo, condotto in stretta collaborazione con la Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala delle Nazioni Unite (Cicig), agenzia cui il presidente Morales non ha rinnovato il mandato dando vita a una serrata polemica con risvolti internazionali. Ed è proprio con l'attuale capo dello stato che Aldana è da tempo impegnata in un vivace dibattito a distanza. La magistrato accusa Morales di essere parte delle forze che si oppongono alla lotta contro la corruzione, proprio per l'atteggiamento scelto nei confronti della Cicig.

La polemica sull'attività della Cicig si apriva il 7 gennaio con la decisione di Morales di mettere fine all'accordo istitutivo dell'agenzia. Morales ha accusato la Cicig di negoziare "con sequestratori, assassini e terroristi", e chiesto alla procura nazionale di istruire un processo per violazione "dei diritti dei guatemaltechi". "La Cicig ha violato le leggi del Guatemala, le leggi internazionali, la Carta internazionale dei diritti umani delle Nazioni Unite e tutti i trattati in materia di diritti umani", aveva detto Morales in una conferenza stampa alla presenza di un gruppo di persone che hanno denunciato presunti abusi sofferti per l'azione della commissione. Secondo il capo dello stato, la commissione ha "messo a rischio la sicurezza pubblica e la governabilità del paese, soprattutto con l'azione di Ivan Velasquez, che il governo del Guatemala ha deciso di non riconoscere più come commissario della Cicig su raccomandazione del Consiglio nazionale di sicurezza.

Il responsabile della Cicig, il colombiano Ivan Velasquez, ha risposto con una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Velasquez ha ricordato che dal 2007, anno di insediamento dell'agenzia, la Cicig "ha lavorato con convinzione per soddisfare il suo mandato accompagnando le istituzioni nazionali nell'identificazione e disarticolazione dei corpi illegali e apparati clandestini di sicurezza". In omaggio a questo lavoro, che ha portato anche alla "promozione di riforme legale e istituzionali per impedire il ripetersi dei reati", la Cicig appoggiato "oltre cento casi dinanzi ai tribunali nazionali, la maggior parte dei quali di grande impatto, ha identificato oltre 60 strutture criminali complesse, ha ottenuto oltre 300 sentenze di condanna e promosso oltre 34 riforme legali". Il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, ha da parte sua ricordato che per l'Onu l'accordo rimane in vigore fino a settembre.

La Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala è stata creata il 12 dicembre del 2006 con un accordo approvato dal parlamento guatemalteco ad agosto del 2007. Si tratta di un organismo indipendente creato con lo scopo di appoggiare il pubblico ministero, la polizia nazionale e altre autorità investigative e giudiziarie nell'azione contro un ampio vasto numero di reati. L'idea di fondo è quella di fortificare le istituzioni individuando zone e gruppi criminali, contribuire al loro smantellamento e indicare buone pratiche per migliorare il sistema giustizia.

Il contributo della Cicig viene riconosciuto su una ventina di processi, tra cui quello conosciuto con il nome de "La Linea", che portò alla rinuncia di Otto Perez Molina e Roxana Baldetti rispettivamente dalle cariche di presidente e vice presidente del Guatemala. La Cicig, assieme all'ufficio del procuratore generale - all'epoca presieduto da Thelma Aldana -, aveva da ultimo chiesto alla Corte suprema di giustizia di togliere l'immunità al capo dello stato per poter procedere a un'indagine per un presunto reato di finanziamento illecito nella campagna elettorale del 2015. Lo scorso ottobre il parlamento guatemalteco ha respinto per la terza volta una richiesta di revocare l'immunità al capo dello stato perché potesse essere sottoposto a un indagine. La mozione, che avrebbe dovuto contare su 105 "sì", è stata respinta con 79 voti contro i 39 favorevoli. (Mec)
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