CINA
 
Cina: il secondo Forum sulla Nuova via della seta si terrà a Pechino dal 25 al 27 aprile
Pechino, 19 apr 07:10 - (Agenzia Nova) - Il secondo Forum sulla Nuova via della seta per la Cooperazione Internazionale (Brf) si terrà a Pechino dal 25 aprile al 27 aprile. Lo ha annunciato oggi in una conferenza stampa il consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. Sotto lo slogan "Cooperazione sulla Nuova via della seta per un futuro condiviso più luminoso", il secondo Brf mira a promuovere una cooperazione di alta qualità nell'ambito della Belt and Road Initiative (Bri, Nuova via della seta). Wang ha spiegato che il forum di quest'anno sarà accompagnato da una serie di eventi collaterali, tra cui 12 sotto-forum incentrati sulla cooperazione pratica; inoltre, per la prima volta, verrà organizzata una conferenza specifica per la comunità imprenditoriale. Il presidente Xi Jinping parteciperà alla cerimonia di apertura del forum, in programma venerdì 26 aprile. Il ministro degli Esteri Wang ha sottolineato che il forum è la piattaforma di cooperazione internazionale più elevata nel quadro della Bri.

Secondo quanto riferito da Wang, ad oggi hanno confermato la partecipazione al Forum i leader e capi di stato e di governo di 37 paesi: Austria, Azerbaigian, Bielorussia, Brunei, Cambogia, Cile, Cipro, Repubblica Ceca, Gibuti, Egitto, Etiopia, Grecia, Ungheria, Indonesia, Italia, Kazakhstan, Kenya, Kirghizistan, Laos, Malesia, Mongolia, Mozambico , Myanmar, Nepal, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Filippine, Portogallo, Russia, Serbia, Singapore, Svizzera, Tagikistan, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan, Vietnam. Più di 150 paesi, oltre 90 organizzazioni internazionali e quasi cinquemila ospiti stranieri saranno presenti all’evento. Inoltre, più di quattromila giornalisti cinesi e stranieri si sono registrati per partecipare all'evento.

Il volume degli scambi di beni tra la Cina e i paesi e le regioni lungo la Nuova via della seta ha superato i seimila miliardi di dollari nel periodo compreso tra il 2013 e il 2018, secondo i dati resi noti dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc). "Negli ultimi sei anni, la Cina ha firmato 173 documenti di cooperazione con 125 paesi, compresi i paesi sviluppati e in via di sviluppo, e 29 organizzazioni internazionali", ha riferito oggi in una conferenza stampa Yuan Da, portavoce della Ndrc. "Molte aziende e istituzioni finanziarie nei paesi sviluppati hanno inoltre collaborato con la Cina per esplorare opportunità nei mercati terzi", ha detto Yuan. Il portavoce ha aggiunto che i progetti delle ferrovie Cina-Laos e Cina-Thailandia e del porto greco del Pireo stanno procedendo senza intoppi. "I treni merci Cina-Europa, che collegano la Cina con 50 città in 15 paesi europei, hanno effettuato oltre 14 mila viaggi", dal 2013 alla fine di marzo, ha precisato. "In termini di connettività finanziaria, la Cina ha firmato accordi tra le banche centrali per lo scambio delle rispettive valute con 20 paesi lungo la Belt and Road (Bri) e ha formato accordi di compensazione con Rmb con sette paesi", ha detto ancora Yuan.

Secondo il "China Daily", nei cinque anni trascorsi dal lancio della Bri, il tasso di crescita del commercio estero tra la Cina e i paesi collegati è stato superiore al tasso di crescita globale del commercio estero nello stesso periodo. La dogana, parte importante della catena logistica del commercio internazionale, ha rafforzato la supervisione e ottimizzato i servizi di assistenza per garantire un flusso regolare nella logistica. Secondo quanto riferito dal quotidiano, quest'anno, l'amministrazione doganale migliorerà ulteriormente il livello di interconnessione. Le dogane nazionali accelereranno inoltre il riconoscimento reciproco e la cooperazione degli operatori certificati (Aeo) e il networking internazionale dei certificati elettronici. La Zhanjiang Customs, ad esempio, servirà il porto di Zhanjiang, una città della Cina meridionale, nella provincia di Guangdong, per rafforzare il ruolo dello scalo principale nel sud-ovest e creare un centro logistico che colleghi la Nuova via della seta. In generale, le dogane hanno sottolineato l'importanza della costruzione di porti nelle aree sud-occidentali come Guizhou e di un canale logistico di importazione e esportazione su larga scala che colleghi il resto del mondo ai paesi Asean (Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico).

Un totale di 152 paesi e organizzazioni internazionali hanno firmato documenti di cooperazione con la Cina relativi alla Nuova via della seta. Solo nel corso dell'anno scorso ben 67 paesi hanno firmato accordi. Gli scambi di merci tra la Cina e i paesi che aderiscono all'iniziativa della Nuova via della seta dovrebbero aumentare di 117 miliardi di dollari nel corso del 2019, secondo la previsione contenuta in un'analisi della società di assicurazione del credito commerciale Euler Hermes. Per la Cina, tale cifra potrebbe significare ulteriori esportazioni per un importo pari a 56 miliardi di dollari, e maggiori importazioni per 61 miliardi di dollari dagli 80 paesi che compaiono nel manifesto ufficiale cinese dell'iniziativa. Il rapporto stima che la Nuova via della seta contribuirà a un aumento del commercio globale nell'ordine dello 0,3 per cento, e a una crescita del prodotto interno globale dello 0,1 per cento. Si tratta di una buona notizia per Pechino, in un contesto segnato dalle ostilità commerciali con gli Usa e dal rallentamento della prima economia asiatica. (Cip)
 
 
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