ITALIA-LIBIA
 
Italia-Libia: estradato a Roma il presunto trafficante di armi Franco Giorgi
Roma, 01 apr 13:31 - (Agenzia Nova) - Dovrebbe essere atterrati oggi a Ciampino l’aereo che ha riportato in Italia Franco Giorgi, ricercato dal 2016 per aver fatto da intermediario nella compravendita di ingenti quantitativi di armi e munizioni verso la Libia. Lo ha reso noto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, su Facebook. “Proprio il paese maghrebino ha deciso la sua espulsione verso l'Italia, dopo che ne avevamo chiesto l'estradizione. Un buon viatico per i prossimi negoziati con la Libia e un altro successo nella cooperazione giudiziaria: del resto, le stesse indagini che avevano portato all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giorgi sono state svolte in concerto con l'autorità giudiziaria britannica, l'Onu e la Repubblica di Slovenia, in una proficua collaborazione internazionale”, ha scritto ancora Bonafede. “Questa è la dimostrazione di quanto sia importante il meticoloso lavoro che si svolge quotidianamente per assicurare alla giustizia latitanti e condannati che hanno pensato, sbagliando, di poterla fare franca oltrepassando i confini del paese. Ma, non mi stancherò mai di dirlo, alla Giustizia italiana non si sfugge. Continuiamo a lavorare, col massimo riserbo che richiede questa attività, per riportare in Italia chi ha ancora un conto in sospeso con la Giustizia”, ha concluso il Guardasigilli.

Giorgi è accusato del presunto coinvolgimento in un traffico di armi dal valore di diversi milioni di euro. L’uomo è menzionato anche in un’inchiesta delle Nazioni Unite come il principale referente italiano del gruppo di Abdurraouf Eshati, cittadino libico ritenuto a capo di un’associazione internazionale volta a far arrivare nel suo paese ingenti quantitativi di armi. Secondo gli inquirenti del Regno Unito - dove Eshati è stato condannato a sei anni di reclusione – Eshati avrebbe contrabbandato armi del valore di 28,5 milioni di dollari. Su Giorgi pendeva un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 30 agosto 2016 dal gip di Ascoli Piceno. Il nome del presunto trafficante italiano è legato anche ad alcune inchieste su giri di armi nell’ex Jugoslavia (da qui il coinvolgimento della Slovenia) durante le guerre degli anni 90. Nel 1998 è stato assolto da un’inchiesta avviata a Napoli, ma distanza di quasi vent’anni la sua figura emerge nuovamente nelle cronache italiane. (Res)
 
 
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