SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: la Zona economica di Khorgos, investire nel centro dello spazio eurasiatico
Khorgos, 18 apr 17:00 - (Agenzia Nova) - La collocazione strategica in un punto centrale dello spazio eurasiatico e il potenziale per l’attrazione di investimenti esteri sono gli elementi fondamentali del progetto infrastrutturale avviato nel 2016 a Khorgos, in Kazakhstan, alla frontiera con la Cina. Si tratta nello specifico di un porto secco e di una Zona economica speciale (Zes), lungo la linea che separa i due paesi, come raccordo fondamentale della Nuova via della Seta in Asia centrale. Il progetto di Khorgos è stato ideato dalle autorità kazakhe nel 2013, approfittando della volontà cinese di potenziare il commercio frontaliero nel quadro dell’Iniziativa Belt and Road. Le autorità del Kazakhstan hanno dunque potuto contare su un partner con cui cooperare nella costruzione delle infrastrutture logistiche e di trasporto necessarie per la costruzione non solo del porto secco, ma anche della Zona economica speciale “Eastern Gate”, con un’area destinata all’assemblaggio di prodotti e una da impiegare come deposito per manufatti e generi alimentari quali grano e granturco provenienti da tutta la regione. Il complesso copre complessivamente un’area di quasi 600 ettari, ma nella visione finale delle autorità kazakhe l’intero progetto potrebbe estendersi fino a 4.500 ettari. “L’obiettivo finale è quello di rendere Khorgos uno dei principali porti secchi al mondo, e sicuramente il principale di tutta l’Asia centrale” ha spiegato Hicham Belmaachi, il direttore delle operazioni della compagnia di gestione della Zes di Khorgos, Db World. L’attrazione degli investimenti è al contempo cruciale, anche approfittando dell’attenzione creatasi in questi anni intorno ai progetti della Nuova via della Seta. Il Kazakhstan ha un ruolo centrale nella visione della Nuova via della seta, ma le autorità nazionali hanno sempre pensato a questo progetto. Secondo Belmaachi va infatti considerato come Khorgos possa divenire lo snodo ideale fra la Cina e l’Unione economica eurasiatica (Uee): “Le merci che arrivano dal paese asiatico giungono in Kazakhstan e da lì possono essere inviate in tutte le altre nazioni componenti l’Uee in maniera diretta, senza necessità di altri controlli”. Per questo motivo i dirigenti della Zes di Khorgos intendono inserire la struttura in un quadro di sviluppo dell’intera supply chain lungo la Nuova via della seta, impiegando insieme il porto secco, gli spazi della zona industriale e di quella di stoccaggio merci che verranno a crearsi nella Zona economica speciale. Fondamentale in questo senso è osservare come non solo Khorgos sia il punto di congiunzione delle ferrovie cinesi e kazakhe, ma sia anche servito da pochi anni dalla nuova autostrada Western Europe-Western China, insieme al nuovo posto di confine, che permette il transito di un grande numero di camion. Intorno alla Zes è già nata inoltre la cittadina di Nurkent 1, che presto verrà affiancata da quella di Nurkent 2; gli abitanti dei due nuclei urbani saranno i lavoratori delle strutture di Khorgos, considerando un deciso aumento del numero di personale richiesto nelle varie strutture. “Non bisogna guardare all’intera area solo con una prospettiva immediata, ma immaginare gli sviluppi che ci saranno nei prossimi anni”, ha proseguito Belmaachi. Ciò che già può essere dato per certo è la riduzione consistente dei tempi di spostamento dei convogli merci fra la Cina e l’Europa, passando dai 45 giorni circa richiesti per il transito via mare ai 15 tramite quello ferroviario, ha sottolineato il rappresentante di Db World. Il terzo polo intermodale per lo spostamento delle merci sarà inoltre costituto da uno scalo aeroportuale internazionale, rivolto anche al traffico passeggeri, che verrà costruito nell’area della Zes nei prossimi anni. Un altro aspetto importante è quello relativo alla digitalizzazione, ovvero il trattamento dei dati che fanno riferimento alle merci in transito, creando un ampio database utilizzabile dalle aziende socie del consorzio, e alla possibilità di semplificare i processi burocratici, permettendo di guadagnare ulteriore tempo per lo spostamento dei convogli. I treni cinesi si fermano nella stazione di Altynkol, in territorio kazakho, dove vige uno scartamento ferroviario differente. Da lì i convogli vengono indirizzati presso le strutture del porto secco, dove possono essere smistati su sei binari separati, il che permette di lavorare in contemporanea su sei treni merci. I risultati al momento sono incoraggianti, specialmente osservando la crescita registrata nel biennio 2017-2018. A distanza rispettivamente di uno e due anni dal lancio della Zes, i container spostati dai treni cinesi a quelli diretti verso il Kazakhstan e l’Asia centrale sono aumentati del 113 per cento e poi di un ulteriore 44 per cento, passando dai 43.457 del 2016 ai 95.652 del 2017 e 133.922 dell’anno scorso. Per il 2019 la quota dei container spostati dovrebbe salire a 168.440, in base alle proiezioni di Db World, e nel 2021 a 330.142. Le merci movimentate tramite treni sono principalmente beni di consumo, pezzi di ricambio per auto e pneumatici. Allo stato attuale, come riconosciuto dallo stesso Belmaachi, il flusso di merci è sostanzialmente univoco, viaggiando da est a ovest. “Ma questo è normale, vale per Khorgos e l’Asia centrale come per qualsiasi altra parte del mondo: la Cina è la fabbrica globale per eccellenza, e il trend si manterrà tale per diverso tempo”, ha aggiunto, auspicando però una maggiore crescita delle esportazioni dai paesi dell’Europa occidentale e dell’Uee verso Pechino. (Frm)
 
 
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