SINGAPORE
 
Singapore: la crescita economica rallenta ai minimi da dieci anni
 
 
Singapore, 12 apr 12:00 - (Agenzia Nova) - Singapore ha conseguito una crescita economica dell’1,3 per cento annuo tra gennaio e marzo 2019. Lo attestano le stime ufficiali pubblicate dal governo della Città-Stato nella giornata di oggi, che attribuiscono il brusco rallentamento della crescita alla stagnazione del settore manifatturiero. Singapore non conseguiva una crescita così contenuta da secondo trimestre 2009, a ennesima dimostrazione dell’impatto esercitato sull’economia dell’Isola dalla guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina. Il dato relativo al primo trimestre dell’anno è inferiore alle previsioni degli economisti, e all’1,9 per cento registrato tra ottobre e dicembre 2018. Proprio oggi la banca centrale di Singapore ha deciso di non apportare modifiche ai tassi di interesse e alla politica monetaria.

Il ministro delle Finanze di Singapore, Heng Swee Keat, si è detto convinto che la città-Stato e altre economie del Sud-est asiatico reggeranno alle turbolenze dell’economia globale Le 10 economie dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) “e l’Asean nel suo complesso continueranno a crescere abbastanza bene anche quest’anno e il prossimo”, ha dichiarato Heng nel corso di una intervista a “Bloomberg”. “Ci sarà ancora crescita, anche se sarà meno equamente distribuita a livello globale e sarà inferiore rispetto a prima”, ha detto il ministro. L’economia globale ha segnato un rallentamento all’inizio del 2019, preoccupando le economie orientate al commercio come quelle del Sud-est asiatico. Per il momento la crescita regionale sembra reggere, ma la Banca asiatica di sviluppo (Adb) prevede un sensibile rallentamento.

La crescita economica delle economie asiatiche emergenti rallenterà nel 2019 ai minimi da quasi vent’anni a questa parte, per effetto della perdurante conflittualità commerciale tra Stati Uniti e Cina. E’ la previsione formulata dalla Banca asiatica di sviluppo (Adb), secondo cui quest’anno la crescita media delle economie asiatiche in via di sviluppo sarà del 5,7 per cento, il dato peggiore dal 4,9 per cento registrato nel 2001. Per l’anno prossimo l’Adb prevede un ulteriore rallentamento, con un tasso di crescita medio del 5,6 per cento. Le previsioni sono contenute nel rapporto “Asian Development Outlook”, pubblicato dalla Banca nella giornata di oggi. I dati sono stati rivisti leggermente al ribasso rispetto alle precedenti previsioni dell’Adb, risalenti allo scorso dicembre. Yasuyuki Sawada, economista della Banca asiatica di sviluppo, ha avvertito che “un protrarsi o un deterioramento del conflitto commerciale tra la Repubblica Popolare Cinese e gli Stati Uniti potrebbe minare gli investimenti e la crescita nell’Asia in via di sviluppo”.

Il tasso di crescita complessivo delle principali economie del Sud-est Asiatico ha segnato una flessione per la prima volta da tre anni a questa parte, per effetto di fluttuazioni della domanda interna e domestica che potrebbero proseguire nel corso del 2019. Stando ai dati pubblicato dalla Banca asiatica di sviluppo (Adb) la scorsa settimana, le cinque maggiori economie della regione – Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Thailandia – sono cresciute mediamente del 4,8 per cento nel corso del 2018; l’anno precedente il tasso di crescita era stato del 5,1 per cento. Il Sud-est Asiatico ospita complessivamente 650 milioni di persone, ed è una delle regioni economicamente più dinamiche dl pianeta; lo scorso anno, però, le economie regionali hanno subito gli effetti dell’indebolimento delle valute locali rispetto al dollaro, e del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Il tasso di crescita dell’economia di Singapore, in particolare, è calato per la prima volta da tre anni, dal 3,9 al 3,2 per cento; la crescita del settore manifatturiero si è ridotta dal 10,4 al 7,2 per cento, e quella del commercio all’ingrosso e al dettaglio dall’1,9 all’1,5 per cento. Il rallentamento del pil delle Filippine, dal 6,7 per cento del 2017 al 6,2 per cento dello scorso anno, non riflette le tensioni del sistema degli scambi internazionali, quanto la frenata dei consumi interni causata dall’inflazione troppo elevata. Il tasso di crescita della Malesia è calato dal 5,9 al 5,2 per cento tra il 2017 e il 2018, per effetto di dinamiche domestiche come il brusco calo degli investimenti pubblici (meno 5,2 per cento) seguito all’elezione del governo di Mahathir Mohamad. Thailandia e Indonesia, invece, sono cresciuti lo scorso anno più che nel 2017: l’Indonesia ha conseguito una crescita del 5,17 per cento (5,07 per cento nel 2017), a dispetto di sfide quali la lunga serie di disastri naturali abbattutisi sul paese; la Thailandia, invece, ha pubblicato il dato ufficiale relativo all’andamento del pil nel 2018: più 4,1 per cento, contro il 3,9 per cento del 2017.

La salute del settore manifatturiero nell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) ha esibito segnali di deterioramento nel mese di febbraio. L’indice Nikkei dei direttori agli acquisti regionale ha esibito un calo di un decimo di punto rispetto al mese di gennaio, da 49,7 a 49,6 punti. Un dato inferiore a 50 punti fotografa una fase di contrazione del settore in analisi. La lettura relativa al mese di febbraio segna il primo deterioramento mensile consecutivo delle condizioni di business regionali da oltre due anni a questa parte. Sebbene si tratti di una contrazione di entità marginale, il dato è pur sempre il peggiore da giugno 2017, a dimostrazione di una persistenza della condizione di generica debolezza della domanda. (Fim)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..