SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Sudan, arrestati due fratelli del presidente deposto Bashir
Khartum, 19 apr 15:00 - (Agenzia Nova) - Il Consiglio militare di transizione in Sudan ha arrestato due fratelli del presidente destituito Omar al Bashir. Lo ha reso noto un portavoce del Consiglio citato dall’emittente satellitare “Al Arabiya”, secondo gli arresti fanno parte dell’ondata di arresti contro i “simboli del precedente regime”. Lo stesso portavoce ha aggiunto che le milizie irregolari collegate al Partito del congresso nazionale (Ncp) di Bashir sono state sottoposte al controllo dell'esercito e della polizia. Nel frattempo il presidente sud sudanese Salva Kiir si è offerto di contribuire a mediare nella transizione politica in atto in Sudan dopo la deposizione di Bashir. Lo ha reso noto in un comunicato l’ufficio della presidenza di Giuba, secondo cui Kiir si è detto pronto a sostenere le “aspirazioni democratiche” di Khartum e a contribuire a realizzare una transizione pacifica nel paese. “Il presidente si è offerto di mediare i negoziati in corso tra i vari gruppi in Sudan con la speranza che la nuova transizione inaugurerà una nuova era in Sudan”, si legge nella dichiarazione. L’annuncio giunge dopo che il Consiglio militare di transizione (Tmc), Abdel Fattah al Burhan, ha ricevuto a Khartum una delegazione del Sud Sudan cui ha ribadito l’impegno del suo governo a sostenere le relazioni tra i due paesi. La delegazione sud sudanese, come riporta l’agenzia di stampa “Suna”, era guidata dal consigliere presidenziale per gli Affari della sicurezza, Tut Kew Gatluak, il quale ha consegnato ad Al Burhan una lettera firmata dal presidente Kiir. In passato era stato lo stesso Bashir a fare da mediatore nei colloqui di pace in Sud Sudan, la cui ultima versione è stata firmata nel settembre scorso. Intanto il ministero degli Esteri di Khartum ha respinto la notizia diffuse da “Al Arabiya” secondo cui il Consiglio militare si sarebbe rifiutato di ricevere una delegazione del Qatar guidata dal vice primo ministro e ministro degli Esteri, Mohammed bin Abdulrahman al Thani. Il portavoce del ministero, Babiker al Siddiq, ha dichiarato all’agenzia di stampa sudanese “Suna” che sono in corso dei colloqui con le autorità di Doha per far sì che la visita della delegazione a Khartum abbia luogo al più presto. Nei giorni scorsi il governo dell'Uganda ha avanzato la possibilità di concedere asilo a Bashir, il quale è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Kobar. “Se Bashir chiederà asilo in Uganda, la questione potrà essere presa in considerazione dal presidente dell'Uganda”, aveva detto il ministro di Stato per la cooperazione regionale, Okello Oryem, parlando alla stampa di Kampala al termine di un’audizione in parlamento. “Il presidente Omar Bashir è stato co-garante dell'accordo di pace in Sud Sudan, ha svolto un ruolo molto importante per il quale siamo molto grati e il suo asilo in Uganda è un qualcosa che possiamo considerare”, ha aggiunto. Bashir è stato incriminato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi nel conflitto nel Darfur, scoppiato nel 2003. L’ex capo dello Stato, al potere in Sudan per 30 anni, è stato estromesso lo scorso 11 aprile dopo mesi di proteste di massa. A succedergli era stato l’ex ministro della Difesa, Ahmed Awad Ibn Auf, il quale si è tuttavia dimesso il giorno dopo aver assunto la carica. (Res)
 
 
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