LIBIA
 
Libia: terminati gli scontri a Sabrata l'attenzione si sposta sulla messa in sicurezza di Mellitah
 
 
Tripoli, 09 ott 2017 17:23 - (Agenzia Nova) - Terminati gli scontri scoppiati il 17 settembre scorso a Sabrata, città costiera libica della Tripolitania, ora l’attenzione delle milizie e delle autorità della zona a ovest di Tripoli si sposta sulla zona di Mellitah, dove sono presenti impianti di gas strategici per l'Italia. Le strutture, che si trovano a metà strada tra Sabrata e Zuwara, hanno visto svolgersi a poca distanza i combattimenti tra la “Cabina di regia" contro lo Stato islamico, milizia accusata di essere vicina al generale Khalifa Haftar, e la Brigata 48 legata al clan locale dei Dabbashi. Nei giorni scorsi le operazioni di messa in sicurezza di questi impianti hanno provocato polemiche tra le parti libiche della zona, in particolare dopo la ritirata delle milizie di Ahmed al Dabbashi, detto “Al Ammu”, che erano incaricate in precedenza di proteggere l’area e dopo che, nei giorni scorsi, il sito è stato sorvolato da alcuni velivoli militari.

In particolare il sindaco di Zuwara, Hafiz Bin Sami, si è recato dal premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, per discutere con lui della situazione nella sua città e della messa in sicurezza del sito della Mellitah Oil and Gas, società in joint venture fra National Oil Corporation (50 per cento) e Eni (50 per cento). In base ad un accordo raggiunto in via temporanea, la strategica piattaforma di Mellitah verrà protetta dalla Brigata 105 che fa capo alea Guardie petrolifere libiche (Pfg), mentre le milizie di Zuwara controlleranno l’entrata orientale della città. Al momento l’impianto di Mellitah opera regolarmente e non è stato colpito dagli scontri delle scorse settimane. Le milizie di Zuwara controllano un’area che va da Mellitah fino a Ras Jedir, al confine con la Tunisia.

In una nota ripresa dal sito internet informativo “Libya al Akhbar”, la compagnia Mellitah Oil and Gas ha assicurato che l’impianto lavora normalmente e che le Guardie petrolifere ne hanno assunto la protezione, specificando che nel fine settimana, lungo la porte est di Zuwara, "è arrivata una nuova direzione della sicurezza con alcuni esponenti della Brigata 105 che controlla la zona, ma che non ha nulla a che fare con l’impianto di Mellitah che non è stato preso d’assalto o attaccato”. Alcuni mezzi d'informazione, afferma ancora la joint-venture italo-libica, "non vogliono che Mellitah sia sicura e diffondono notizie false per provocare divisioni”. Attraverso la nota, l'azienda petrolifera afferma di operare "in coordinamento con tutte le parti interessate" e chiede "di fermare la diffusione di notizie false che fanno l’interesse di chi vuole la distruzione del paese”.

Sul dossier Mellitah era intervenuto sabato scorso, 7 ottobre, anche il capo della “Cabina di regia" delle operazioni contro lo Stato islamico di Sabrata, Omar Abdel Jalil, il quale nel corso di una conferenza stampa ha annunciato che il sito sarebbe ora protetto dalle Guardia petrolifere. “La nostra priorità è stata la protezione del sito petrolifero di Mellitah", ha affermato l’ufficiale. "Una volta cacciate le milizie di 'al Ammu' - ha aggiunto Jalil - abbiamo dato il sito alle forze di sicurezza nazionali, che hanno affidato i suoi ingressi alle Guardie petrolifere". Queste ultime, spiega il capo della milizia, "già in passato erano nella zona, ma si erano indebolite" a causa della presenza di al Ammu. "Ora noi le rafforzeremo", aggiunge Jalil. Nel corso della conferenza stampa, il leader della “Cabina di regia" ha confermato che il clan Dabbashi controllava l'area di Mellitah dal 2015. Dopo tre settimane di scontri il bilancio finale delle vittime a Sabrata è stato di 17 morti e 164 feriti, secondo quando riferito da Jalil. (Lit)
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