LIBIA
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Libia: Sarraj al "Corriere della Sera", 800 mila migranti pronti a partire per l'Italia (4)
Roma, 16 apr 09:44 - (Agenzia Nova) - "Apprezziamo molto il lavoro dell'Italia. Primo Paese occidentale a riaprire l'ambasciata dopo gli eventi del 2011 con il ritorno dei suoi diplomatici, presenti anche oggi. In questi giorni ho parlato direttamente con Macron e Conte, certo che ho colto le divisioni europee. Ma ho voluto lanciare un messaggio molto netto: ciò che avviene sul terreno è inammissibile, un brutale tentativo di presa del potere manu militari. Ogni giorno ormai vengono commessi crimini di guerra che andranno giudicati e puniti. Haftar e i suoi alleati parlano di operazioni contro il terrorismo, ma è falso". In verità - continua - sono state le nostre forze armate a lanciare tre anni fa una guerra epica contro Isis a Sirte. Abbiamo perso oltre 700 giovani combattenti in quella campagna. Ci sono voci a Tripoli di militari francesi sul terreno assieme alle truppe di Haftar. Abbiamo sentito questa informazione - conferma - anche dai nostri rapporti interni e la stiamo ancora investigando. Stimo che la Francia abbia un ruolo importante per la relazione speciale che intrattiene con Haftar, tanto da poter frenare l'attacco contro Tripoli. II teatro libico assomiglia sempre più a quello siriano o yemenita, con attori esterni capaci di influenzarlo. Una guerra regionale a tutti gli effetti, con Arabia Saudita, Egitto, Qatar, Turchia, Francia, Italia, Russia coinvolti e i libici sempre meno coinvolti sulle decisioni. C'è questo pericolo. "Assolutamente sì. Da oltre tre anni abbiamo fatto il nostro meglio per evitare ogni tipo di confronto militare, per esempio nell'oasi in AI Jufra, nel sud, oppure nelle zone dei campi petroliferi e in tante altre località in momenti diversi. Ma oggi è diverso. Si tratta di un'aggressione diretta sulla capitale. Ci difendiamo contro la spirale della guerra. Ci sono oltre 45 missioni diplomatiche a Tripoli e tutte possono segnalare i miglioramenti nella sicurezza interna, il valore delle riforme economiche. Ma Haftar vuole farci ricadere nel circolo di violenza e instabilità". (segue) (Res)
 
 
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