LIBIA
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Libia: Luttwak a "Il Messaggero", Roma rafforzi la sua presenza militare (3)
Roma, 17 apr 09:19 - (Agenzia Nova) - "Questo vuol dire che la popolazione riconosce la vostra autorità e che apprezzerebbe un vostro intervento in misura più decisa. Basterebbe un piccolo esercizio di forza per piegare alla ragione le bande tribali e le milizie improvvisate". Sarebbe opportuno in questo senso un pronunciamento degli Usa. Non c'è da aspettarselo - osserva il politologo - e l'Italia non deve sentirsi obbligata a richiederlo. Quando gli Usa decidono di intervenire in modo concreto nel teatro di guerra di un paese straniero, lo fanno in un solo modo: 'boots on the ground', gli scarponi dei loro militari sul suolo del conflitto. In Libia non ci sono marines perché l'amministrazione di Donald Trump non ha nessuna intenzione di mandarceli, né di impicciarsi della situazione locale. In questo quadro, l'intervento deciso di un paese amico che possa risolvere la crisi umanitaria e politica sarebbe soltanto benvenuto. Lo scacchiere in realtà sembra più complesso: il Qatar finanzia Sarraj, l'Arabia Saudita Haftar; poi ci sono i russi che contano sull'appoggio egiziano per entrare in ballo. "Nessuna di queste presenze o dei soldi che riversano sul paese ha un vero effetto risolutivo. Vincerà alla fine il paese che saprà dimostrare la sua autorità con una presenza militare. E quel paese nella mia opinione dovrebbe essere l'Italia, a patto che chi la governa si renda conto della posta in gioco", ha concluso Luttwak. (Res)
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