GIAPPONE
 
Giappone: le elezioni governatoriali alterano gli equilibri nel partito del premier Abe
Tokyo, 10 apr 12:41 - (Agenzia Nova) - Le elezioni governatoriali che si sono tenute in Giappone lo scorso fine settimana hanno visto protagonista esclusivo il Partito liberaldemocratico (Ldp) del premier Shinzo Abe, delineando i rapporti di forza tra i principali esponenti di quella storica formazione conservatrice. Le elezioni a Fukuoka, Osaka e nell’Hokkaido, in particolare, paiono confermare la graduale ascesa del segretario capo di Gabinetto e portavoce del governo giapponese, Yoshihide Suga, verso il vertice dell’Ldp; dal voto esce invece ridimensionata la statura del vicepremier e ministro delle Finanze, Taro Aso. I due politici appaiono ad oggi i più probabili successori del premier giapponese Abe alla presidenza dell’Ldp. Abe ha ottenuto la riconferma a presidente del partito per un terzo mandato, alla fine dello scorso anno, nonostante i regolamenti interni prevedessero un vincolo di non più di due mandati. Esponenti dell’Ldp hanno ventilato nelle scorse settimane una ulteriore modifica ai regolamenti, per consentire ad Abe di guidare il partito per un quarto mandato quadriennale. Tale prospettiva, però, ha suscitato malumori da parte di diverse correnti interne, e non pare godere del sostegno dell’elettorato giapponese.

Dopo essere tornato ad occupare l’ufficio di primo ministro, nel 2012, il premier Abe si è affidato a una serie di figure di alto profilo del suo partito per formare la spina dorsale dell’Esecutivo, che è rimasta sostanzialmente invariata sino ad oggi: Aso e Suga in particolare, oltre all’ex ministro della Rivitalizzazione economica, Akira Amari, e al segretario generale dell’Ldp, Toshihiro Nikai. Suga, che la scorsa settimana ha avuto l’onore di annunciare ufficialmente al paese il nome della prossima era imperiale, è uscito rafforzato dalle elezioni dello scorso fine settimana, che hanno premiato candidati a lui vicini; il portavoce del governo pare essersi elevato una spanna sopra i suoi colleghi di partito, mentre all’orizzonte si profila la corsa alla successione di Abe.

Le elezioni governatoriali hanno punito invece Aso: il candidato dell’Ldp per la prefettura di Fukuoka, sostenuto personalmente dal vicepremier nonostante i dubbi di diversi esponenti del partito, ha rimediato una sconfitta. Aso si è scusato già nella serata di domenica per la sconfitta del candidato a lui vicino, ma ciò non lo ha sottratto alle critiche di diversi suoi colleghi, incluso l’ex segretario generale dell’Ldp Taku Yamasaki, che ha parlato di un “autogoal di Aso”. L’elezione per il governatore dell’Hokkaido, prefettura tradizionalmente caratterizzata da un elettorato di orientamento meno conservatore rispetto alla media del paese, è stata una tra le poche davvero contese dai partiti di orientamento progressista. Anche in quella prefettura, però, il candidato appoggiato dall’Ldp e dal partito Komeito, Naomichi Suzuki, ha avuto la meglio sul candidato delle forze di sinistra.

La vittoria dell’Ldp nell’Hokkaido è merito in gran parte di Suga, che si era speso attivamente a sostegno della candidatura di Suzuki sino al giorno precedente il voto, con un comizio presso la stazione della capitale prefetturale, Sapporo. Suzuki aveva illustrato proprio a Suga i propri piani per la candidatura a governatore dell’Hokkaido lo scorso anno, e aveva ottenuto il sostegno convinto del segretario capo di Gabinetto. L’impegno diretto di Suga ha contribuito a un risultato storico per l’Ldp, che si è aggiudicato la maggioranza all’assemblea prefetturale dell’Hokkaido per la prima volta da 36 anni a questa parte. Suga esce politicamente rafforzato anche dalle elezioni per la municipalità e la prefettura di Osaka, dove l’Ldp ha sostenuto i candidati del partito Ishin no Kai, parte della maggioranza di governo. Suga coltiva rapporti personali con la leadership dell’Ishin no Kai sin dal 2012. Il partito a vocazione regionale, che ha il suo principale serbatoio di consensi proprio a Osaka, potrebbe essere determinante per il successo del programma di riforma della Costituzione giapponese promosso dal premier Abe.

Negli scorsi anni, Suga si è gradualmente affermato come factotum del premier Abe, incaricato di dossier delicati come i rapimenti di Stato nordcoreani di cittadini giapponesi. Il segretario è ricorso all’Ufficio di Gabinetto per gli affari del personale come strumento per esercitare una rigida supervisione sugli alti funzionari di ministeri e agenzie governative, promuovendo l’attuazione della piattaforma politica del premier e accrescendo al contempo la propria influenza politica. Dopo aver suggerito che i fornitori dei servizi di telefonia mobile del paese potrebbero ridurre le tariffe del 40 per cento, Ntt Docomo ha annunciato un taglio compreso tra il 20 e il 40 per cento nel corso di quest’anno fiscale.

Suga è stato anche essenziale per contenere e neutralizzare l’opposizione dei funzionari di ministeri agenzie alle nuove leggi sull’immigrazione, tese ad aumentare significativamente l’afflusso di lavoratori stranieri nel paese. Il segretario capo di Gabinetto visiterà inoltre gli Stati Uniti nel mese di maggio, per incontrare il vicepresidente Usa Mike Pence: la visita eleverà la statura internazionale di Suga, anche se il funzionario – oggi 70enne – ha affermato di “non pensare all’ipotesi di divenire primo ministro”. In effetti, la prospettiva di un avvicendamento Abe-Suga al vertice dell’Esecutivo giapponese appare poco probabile, se non altro per ragioni anagrafiche. L’ipotesi che Suga possa assumere la presidenza dell’Ldp, invece, appare sempre più concreta, tanto che gli esponenti di diverse correnti interne al partito hanno dato segnali di fibrillazione. Secondo un membro della corrente che fa capo all’ex segretario generale Shigeru Ishiba, citato dal quotidiano “Yomiuri”, “è inevitabile che l’influenza di Suga aumenti ulteriormente con l’approssimarsi della prossima elezione per la presidenza dell’Ldp”.

L’ipotesi di un quarto mandato di Abe ai vertici del partito conservatore, invece, ha perso terreno nei giorni scorsi, dopo le dichiarazioni in tal senso da parte del segretario generale dell’Ldp, Toshihiro Nikai. “C’è una buona possibilità (che ciò possa accadere)”, aveva detto Nikai il mese scorso. “Se dovesse rivelarsi difficile trovare un successore (ad Abe), non vedo quale sarebbe il problema”, aveva aggiunto il segretario. Diversi esponenti del partito hanno però reagito alle dichiarazioni di Nikai accusandolo di voler compiacere Abe per ritagliarsi una posizione di governo in occasione del prossimo rimpasto dell’esecutivo, che seguirà le elezioni per il rinnovo della Camera alta della Dieta, la prossima estate. Abe è stato rieletto presidente dell’Ldp per la terza volta lo scorso anno, e il suo attuale mandato scadrà a settembre 2021. L’Ldp ha già modificato le regole interne per prorogare la leadership di Abe in un’occasione, e dovrebbe ricorrere a tale controversa misura un’altra volta, per riconfermarlo dopo il 2021.

Un sondaggio effettuato all’inizio di aprile dal quotidiano “Nikkei”, in collaborazione con Tv Tokyo, rileva che tale prospettiva non piace agli elettori giapponesi. Il 54 per cento dei giapponesi intervistati tra il 22 e il 24 marzo scorsi si dice contrario all’ipotesi di un quarto mandato consecutivo di Abe come presidente del principale partito di governo e principale formazione conservatrice giapponese. Il 35 per cento, invece, è favorevole. Il terzo mandato di Abe alla testa del partito scadrà a settembre 2021, e nei giorni scorsi figure di primo piano dell’Ldp hanno già ventilato l’ipotesi di cambiare le regole interne per consentire ad Abe un ulteriore mandato. Tra gli elettori dell’Ldp, la percentuale dei favorevoli ad un quarto mandato di Abe sale al 55 per cento, mentre è contrario il 35 per cento. Tra gli elettori giapponesi di età compresa tra 18 e 29 anni, l’ipotesi di un quarto mandato di Abe come presidente dell’Ldp raccoglie circa il 53 per cento dei consensi; tale percentuale cala invece tra gli elettori di età superiore a 30 anni. (Git)
 
 
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