Esteri
 
I fatti del giorno - Africa sub-sahariana
 
 
Roma, 08 mar 12:00 - (Agenzia Nova) - Zimbabwe: dipartimento di Stato Usa chiede a presidente Mnangagwa cambiamenti politici ed economici - Il governo dello Zimbabwe, sotto la guida del presidente Emmerson Mnangagwa, non è riuscito ad apportare i cambiamenti politici ed economici necessari per migliorare la reputazione del paese. È quanto dichiarato oggi alla stampa statunitense il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Robert Palladino, nel motivare l’estensione di un anno delle sanzioni Usa ad Harare. “Crediamo che il presidente Emmerson Mnangagwa debba ancora attuare la revisione politica ed economica necessaria per migliorare la reputazione del paese davanti alla comunità internazionale e agli Stati Uniti”, ha detto il portavoce. “Le azioni degli individui presi di mira continuano a minare i processi democratici dello Zimbabwe”, ha aggiunto Palladino, sottolineando le preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani nello Zimbabwe. Nell’annunciare l’estensione delle sanzioni per un anno, la Casa Bianca ha chiesto nei giorni scorsi al presidente Mnangagwa di cambiare le leggi che limitano la libertà dei media e di manifestazione.

Mali: Minusma denuncia presenza di fosse comuni nella regione di Kidal - La Missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) ha annunciato che sta indagando sull'esistenza di fosse comuni e su numerose accuse di violazioni dei diritti umani da parte di gruppi armati che tentano di controllare la regione settentrionale del paese. In una dichiarazione diffusa oggi, Minusma ha affermato di essere stata informata di accuse di abusi e gravi violazioni dei diritti umani imputati ai gruppi firmatari dell'accordo di pace del giugno 2015 e ha annunciato di aver schierato suoi uomini per la protezione dei diritti umani e per indagare e documentare i presunti casi di abusi e violazioni, in particolare nella località di Anefis, nella regione di Kidal, dove è stata segnalata l'esistenza di fosse comuni. Dei 67 episodi denunciati, 34 sono stati confermati, inclusi i casi di sparizioni forzate di individui, rapimenti, maltrattamenti, distruzione di case e furti. “Le squadre Minusma hanno rinvenuto sul posto l'esistenza di singole fosse comuni, senza essere in grado di stabilire al momento il numero di persone sepolte e le circostanze della loro morte”, prosegue il comunicato, aggiungendo che le indagini continueranno soprattutto sul destino delle persone scomparse.

Gabon: presidenza, Bongo non sostituito da “clone” - La presidenza del Gabon ha respinto le voci secondo cui il presidente, Ali Bongo, sarebbe stato sostituito da un “clone”. “È totalmente una bufala. Ammiro il livello di creatività, specialmente su Internet. Il presidente della Repubblica è qui in carne ed ossa, un certo numero di persone lo ha visto”, ha dichiarato in una nota il portavoce presidenziale, Ike Ngouoni. Bongo, che attualmente si trova in Marocco per sotttoporsi a cure mediche, è tornato in Gabon solo due volte da quando ha avuto un ictus nel novembre 2018 mentre si trovava in visita in Arabia Saudita. A gennaio, il capo dello Stato ha presenziato a Libreville alla cerimonia di giuramento del nuovo governo gabonese, guidato dal premier Julien Nkoghe Bekale. Nel suo discorso di Capodanno, Bongo aveva ammesso i suoi problemi di salute ma assicurato che si stava riprendendo. La famiglia Bongo ha governato il paese africano produttore di petrolio per quasi mezzo secolo: il capo dello Stato è succeduto a suo padre, Omar, morto nel 2009. La sua rielezione nel 2016 è stata segnata da rivendicazioni di frodi e proteste violente.

Sudan: nuove proteste anti-Bashir a Khartum e Omdurman dopo proclamazione stato d’emergenza - Per la seconda volta dalla proclamazione dello stato d’emergenza, lo scorso 22 febbraio, migliaia di manifestanti sono tornati in piazza ieri in diverse città del Sudan per chiedere le dimissioni del presidente Omar al Bashir. La marcia di protesta, come riporta il quotidiano “Sudan Tribune”, è stata indetta dall'Associazione professionale sudanese (Spa) – promotrice delle proteste scoppiate il 19 dicembre scorso nel paese – in onore delle donne che hanno aderito alle proteste, alla vigilia della Festa internazionale della donna che ricorre oggi. Le principali manifestazioni si sono svolte nelle città di Khartum e Omdurman e sono state caratterizzate dalla significativa partecipazione di donne che hanno scandito slogan critici nei confronti del presidente Bashir e chiesto le sue dimissioni. Le manifestazioni più importanti si sono svolte nei quartieri meridionali di Khartum, in particolare Al Kalakala, Jabra, Alshajara e Al Hamadab, dove i manifestanti hanno scandito slogan chiedendo il cambio di regime e la libertà e il cambiamento. Nel distretto di Burri, a est di Khartum, gli agenti in assetto anti-sommossa hanno disperso la folla arrestando decine di dimostranti.

Sud Sudan: segretario generale Onu Guterres propone modifica mandato missione Unmiss - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha proposto di modificare il mandato della Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (Unmiss) per includervi il sostegno al processo di attuazione dell'accordo di pace rivitalizzato, firmato nel settembre scorso ad Addis Abeba. Nella sua relazione inviata al Consiglio di sicurezza, Guterres ha sottolineato la necessità di rivedere il mandato della missione, che attualmente è indirizzato principalmente alla protezione dei civili e degli operatori umanitari, menzionando la richiesta da parte dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) di estenderlo al sostegno dell'attuazione dell’accordo di pace e del processo di ritorno dei profughi e dei rifugiati nelle loro aree di origine. “Mentre i quattro pilastri del mandato (di Unmiss) restano validi, propongo che il mandato venga rinnovato per un anno e sia rafforzato per consentire alla missione di sostenere l'attuazione dell'accordo rivitalizzato e il processo di pace in modo agile e flessibile, anche attraverso il fornitura di assistenza tecnica per le priorità della costruzione della pace”, si legge nella relazione, citata dal quotidiano “Saudan Tribune”.

Benin: elezioni legislative, Cedeao critica assenza candidati dell'opposizione - È polemica in Benin per l'assenza di rappresentanti dell'opposizione fra i candidati alle prossime elezioni legislative, in agenda il prossimo 28 aprile. La Commissione elettorale nazionale ha infatti invalidato tutte le candidature presentate dai partiti di opposizione del paese, lasciando di fatto accedere alla selezione solo rappresentanti della maggioranza: sulle liste affisse dalle autorità elettorali, riferisce la stampa beninese, risultano candidabili solo i membri di due formazioni politiche vicine al presidente Patrice Talon, l'Unione progressista (Up) e il Blocco repubblicano (Br). "È un fatto negativo per la reputazione democratica del Benin", ha dichiarato il presidente dell'organizzazione civile "Task Force Citoyenne" della Cedeao, la Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale. È la prima volta dal 1990 che il paese si trova ad affrontare una situazione simile. In quell'anno, a 29 anni dalla sua indipendenza, si tenne la conferenza nazionale per la sovranità del paese, iniziativa voluta dalle forze democratiche per risolvere le difficoltà derivanti dal periodo coloniale. L'esempio beninese fu seguito dai governi di Gabon, Repubblica del Congo, Mali, Togo, Niger e Zaire.

Mozambico: al via missione Fmi nel paese, obiettivo ripresa colloqui dopo scandalo corruzione - Si apre oggi la visita in Mozambico di una delegazione tecnica del Fondo monetario internazionale (Fmi), in una missione che è finalizzata a proseguire le consultazioni sui "debiti nascosti" del paese. Lo ha riferito in una nota l'Fmi. In seguito ad uno scandalo di corruzione che ha visto protagoniste tre società pubbliche mozambicane, accusate di aver effettuato prestiti controversi ed aver emesso eurobond per un valore di oltre 2 miliardi di dollari senza informarne l'Fmi, quest'ultimo ha deciso di sospendere il programma di aiuti con Maputo, seguito a ruota da altri paesi ed organizzazioni multilaterali che erano diretti finanziatori del governo mozambicano. I vertici dell'Fmi chiedono da tempo che le persone coinvolte nello scandalo siano condannate, com'è finora avvenuto con l'ex ministro delle Finanze Manuel Chang, arrestato in Sudafrica e in attesa dell'esito di due domande di estradizione presentate dagli Stati Uniti e Maputo. Come riferito dal portavoce dell'Fmi, Gerry Rice, la visita che si apre oggi servirà a rivedere le misure di politica monetaria recentemente adottate dalla Banca centrale del Mozambico, e ad analizzare la situazione macroeconomica del paese lusofono, oltre che le prospettive a breve, medio e lungo termine. L'ultima visita di un team tecnico del Fondo risale allo scorso mese di novembre.

Zimbabwe: partito al governo Zanu-Pf, rinnovo sanzioni Usa impedirà aiuti finanziari al paese - Le sanzioni che gli Stati Uniti hanno rinnovato sullo Zimbabwe sono "illegali" ed impediranno al paese di ricevere il sostegno finanziario di istituzioni multinazionali. Lo ha detto all'agenzia di stampa "Sputnik" il presidente del partito al governo Zanu-Pf, Dickson Dzora. "Quelle sono sanzioni illegali, non sono sanzioni delle Nazioni Unite: un paese ha deciso di imporne ad un altro in modo indipendente, e questa è una cosa che non capiamo", ha dichiarato Dzora, sostenendo che in questo modo Washington sta "semplicemente usando il suo potere, i suoi muscoli, in quelle istituzioni finanziarie multinazionali per bloccare qualsiasi supporto". Il politico ha precisato che con il rinnovo delle sanzioni statunitensi Harare avrà difficoltà a ricevere prestiti da organizzazioni come la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale (Fmi) proprio a causa della mancanza del sostegno degli Stati Uniti. La misurà avrà un impatto negativo sullo Zimbabwe, ha ribadito Dzora, "perché gli Stati Uniti sono il principale contributore" di quegli organismi finanziari multilaterali, sui quali possono quindi "esercitare un controllo di gestione", applicando il loro diritto di veto ogni qual volta una risoluzione verrà messa al voto in quel contesto.

Etiopia: ridistribuzione case di proprietà oromo, migliaia di persone in piazza - Migliaia di persone sono scese in strada nella regione etiope di Oromia per protestare contro la ridistribuzione delle case popolari di proprietà degli oromo, la più numerosa etnia del paese. La protesta, riferisce la stampa locale, è al suo secondo giorno consecutivo e sta coinvolgendo diverse località della regione, di cui fa parte anche la capitale Addis Abeba. Gli oromo contestano la decisione del governo di rimettere nel mercato circa 12 mila unità abitative con queste caratteristiche sulle 51 mila stimate complessivamente, una decisione che nel caso della capitale è stata giustificata dal vice sindaco Takele Uma Banti come soluzione alla grave carenza di alloggi. Gli oromo denunciano da anni politiche discriminatorie da parte delle autorità etiopi. Proteste di massa erano già esplose fra il 2014 e il 2016 contro un piano governativo che avrebbe esteso i confini amministrativi della capitale Addis Abeba: le violenze, che hanno provocato la morte di almeno 700 persone, hanno portato il governo centrale a imporre uno stato di emergenza abrogato solo nello scorso mese di agosto con la firma di un accordo di riconciliazione tra i militanti del Fronte di liberazione oromo (Olf) ed il governo. L’entrata in carica del premier Ahmed, il primo di etnia oromo, sembrava in seguito aver messo a tacere le proteste.

Malawi: inondazioni causano 23 morti e 11 dispersi - Almeno 23 persone sono morte e altre 11 risultano disperse a causa delle forti piogge e delle inondazioni nel sud del Malawi. Lo ha reso noto oggi il ministro della Sicurezza nazionale Nicholas Dausi in una dichiarazione, secondo cui più di 110 mila persone sono state colpite dalle inondazioni. Le inondazioni hanno inoltre causato grossi danni alle risorse energetiche e idriche del paese, con circa 270 megawatt (Mw) di capacità idroelettrica attualmente fuori uso, come riferito in un comunicato dalla compagnia elettrica statale Egenco. (Res)
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