CINA-MALESIA
 
Cina-Malesia: Pechino accoglie con favore partecipazione premier malese a secondo Forum Bri
 
 
Pechino, 16 apr 14:44 - (Agenzia Nova) - La Cina accoglie con favore la partecipazione del primo ministro della Malesia, Mahathir Mohamad, al secondo Forum sulla cooperazione internazionale per Nuova via della Seta, che si terrà a Pechino alla fine di aprile. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha fatto le sue osservazioni oggi durante l'incontro con Muhammad Shahrul, segretario generale del ministero degli Esteri malese, che si trova a Pechino per colloqui strategici tra i due paesi. "La Cina apprezza la promozione da parte di Mahathir dei valori asiatici e il sostegno della Malesia all'iniziativa Belt and Road (Bri, Nuova via della seta), ha detto Wang, aggiungendo che è pienamente fiducioso nel futuro dei legami bilaterali. "Mahathir non vede l'ora di partecipare al secondo forum sulla cintura e la strada per la cooperazione internazionale", ha detto Shahrul, aggiungendo che questo mostra che la parte malese attribuisce importanza e sostiene l'iniziativa Bri. Shahrul ha anche espresso la speranza della parte malese di intensificare gli scambi ad alto livello e approfondire la cooperazione in vari campi con la Cina.

Ieri, il primo ministro della Malesia ha espresso soddisfazione per i termini dell'accordo raggiunto con la Cina per il rilancio del progetto ferroviario East Coast Rail Line (Ecrl). La Cina, ha detto Mahathir, no ha solamente accettato di ridurre significativamente il costo dell'opera, ma ha anche approvato l'istituzione di una joint venture paritaria per la gestione della linea ferroviaria di 640 chilometri. Tale accordo, ha spiegato il premier Malese, consentirà a Kuala Lumpur di generare entrate da destinare al ripianamento del debito per la realizzazione dell'opera, riducendo così il rischio che il paese possa scivolare in una "trappola del debito". "Per noi si tratta di un risparmio considerevole", ha spiegato Mahathir. "Gli interessi saranno assai inferiori".

Malesia e Cina sono giunti la scorsa settimana a un accordo per il rilancio del progetto ferroviario East Coast Rail Line (Ecrl), dopo mesi di negoziati che avevano gravato sulle relazioni bilaterali. Era stato il primo ministro malese, Najib Razak, a decidere di congelare l'opera dopo la sua elezione, lo scorso anno, argomentando che il costo fosse insostenibile per lo Stato malese. L'accordo prevede una riduzione del costo dell'infrastruttura di circa un terzo, da 65,5 miliardi di ringgit (16 miliardi di dollari) a 44 miliardi di ringgit (10,7 miliardi di dollari). "La riduzione (del costo) apporterà sicuri benefici alla Malesia, e allevierà l'onere sulla posizione finanziaria del paese", recita una nota diffusa dall'ufficio del primo ministro malese.

Le autorità della Malesia indagano dallo scorso gennaio un presunto coinvolgimento della Cina nello scandalo del fondo d'investimento sovrano 1Mdb: Pechino avrebbe offerto al precedente governo malese di intervenire finanziariamente per sviare le indagini internazionali relative alla cattiva gestione del fondo, in cambio di progetti infrastrutturali sul territorio della Malesia. A rendere pubbliche le indiscrezioni è stato il "Wall Street Journal", secondo cui "l'offerta d'aiuto" cinese è giunta nel 2016. Il governo malese attualmente in carica è all'oscuro dei presunti contatti tra Pechino e Kuala Lumpur descritti dal quotidiano, ma sta conducendo accertamenti in proposito, ha commentato il ministro delle Finanze malese, Lim Guan Eng.

L'attuale governo malese, insediatosi nel giugno dello scorso anno, ha bloccato alcuni vasti progetti infrastrutturali negoziati dalla precedente amministrazione con la Cina, polemizzando per lo scarso avanzamento dei lavori e i costi eccessivi. Il ministro Lim ha dichiarato che i costi dei progetti infrastrutturali sostenuti dalla Cina è certamente aumentato dopo il 2016, ma non è ancora chiaro se ciò sia effettivamente avvenuto nel contesto di un accordo ufficioso per sostenere il governo del precedente governo malese, Najib Razak, nella gestione dello scandalo 1Mdb. (Cip)
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