TERRORISMO
 
Terrorismo: "Bin Laden l'italiano" rivela tentato golpe contro Al Baghdadi
Damasco, 15 apr 11:30 - (Agenzia Nova) - Sei mesi fa ci sarebbe stato un tentativo di golpe interno allo Stato islamico per rimuovere dalla leadership Abu Bakr al Baghdadi. A rivelarlo è stato un ex membro dello Stato islamico in Siria, chiamato “Bin Laden Al Itali" (Bin Laden l'italiano). In un’intervista all’emittente televisiva “Al Arabiya”, l’uomo, chiamato anche Abu Nasiba Al Itali, sostiene che Al Baghdadi “si trovasse in quel periodo vicino ad Ash Sha'fah, pochi chilometri a nord di Abu Kamal, al confine tra Siria e Iraq”. L'ex membro del califfato poi aggiunto che il leader dello Stato islamico “non appare in pubblico dall’inizio dei raid aerei della Coalizione internazionale contro quella zona. Ritengo che molto probabilmente si trovi nascosto in Iraq o in Turchia”. Nell’intervista, il terrorista che ora collabora con le milizie curdo-siriane che l’hanno catturato, racconta di come l’organizzazione terroristica potesse rifornirsi dall’esterno. “Vendevamo petrolio alla Turchia ed avevamo ogni tipo di prodotto ,dai vestiti al cibo”.

Il terrorista, che ha origini marocchine e che si è trasferito a Milano all’età di 5 anni dopo la separazione dei suoi genitori, si trova ora ad Al Baghuz, dove ha incontrato una giornalista della Tv con sede a Dubai alla quale ha confessato che prima del suo ingresso nella formazione jihadista fosse ateo. “Il confine tra la zona dello Stato islamico e la Turchia era aperto - ha spiegato - e tutti i materiali entravano da lì”. Prima di essere ferito e quindi catturato dalle milizie curde siriane, “Bin Laden l'italiano” aveva combattuto sul fronte dello Stato islamico di al Muazan, vicino Deir-Ez-Zor. E’ rimasto ferito in un bombardamento nella zona di Susa. Parlando del suo arrivo in Siria, l'ex militanti dell'Is ha affermato che “è stato molto facile in quanto sono entrato dalla Turchia dal valico di Tel Abiadh. C’era un accordo tra Turchia e Stato islamico e molti capi del gruppo jihadista si trovavano a quel tempo in Turchia”. Per quanto riguarda il rifornimento di armi, secondo questa testimonianza “lo Stato islamico comprava armi sia dall’Esercito siriano libero, che da quello del regime di Damasco che dalla Turchia”. (Res)
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