MALDIVE
 
Maldive: il partito pro-indiano del presidente Solih vince le elezioni parlamentari
Male, 09 apr 04:29 - (Agenzia Nova) - Il Partito democratico delle Maldive, formazione pro-indiana del presidente Ibrahim Mohamed Solih, ha conseguito una vittoria alle elezioni parlamentari disputate nell’Arcipelago domenica. Il partito ha ottenuto circa 60 degli 87 seggi parlamentari: il risultato del voto segna un ulteriore allontanamento del paese dall’orbita economica e strategica cinese, un processo innescato già lo scorso anno dalla grave crisi istituzionale nel paese e dalla conseguente vittoria di Solih alle elezioni presidenziali, nel mese di settembre. I risultati definitivi dell’elezione parlamentare dovrebbero essere divulgati dalla Commissione elettorale maldiviana nella giornata di venerdì. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha già contattato telefonicamente Solih, congratulandosi per la vittoria del suo partito.

Il nuovo governo delle Maldive, guidato dal presidente Solih, intende abbandonare l’accordo di libero scambio sottoscritto dal precedente Governo con la Cina. Lo ha dichiarato alla fine del mese scorso Mohamed Nasheed, leader del Partito democratico maldiviano, la principale formazione politica che sostiene il nuovo governo. “Lo squilibrio commerciale tra Cina e Maldive è di proporzioni tali che nessuno concepirebbe mai un accordo di libero scambio tra le due parti”, ha dichiarato Nasheed, scagliandosi di fatto contro l’ex presidente Abdulla Yameen. L’annuncio di Nasheed è l’ennesimo segnale del brusco tentativo di allontanamento dall’orbita cinese intrapreso dal nuovo governo Mladiviano, dopo il periodo di crisi politico-istituzionale culminato nelle elezioni dello scorso settembre. “La Cina non compra nulla da noi. E’ un trattato a senso unico”, ha detto Nasheed. Assumendo formalmente la carica di presidente, nella giornata di sabato, Solih ha dichiarato che le casse dello Stato sono state “razziate” dalla precedente amministrazioni, ed ha anticipato gravi difficoltà finanziarie legate all’enorme debito contratto da Male con la Cina.

Il presidente eletto delle Maldive ha avvertito a novembre che il team economico del suo futuro Esecutivo sarà chiamato a far luce sugli accordi sottoscritto dal precedente esecutivo con la Cina, per finanziare lo sviluppo infrastrutturale del paese. Già all’indomani della sua elezione, il 23 settembre scorso, il presidente eletto aveva ammonito: “Preparatevi a uno scenario peggiore di quanto immaginiamo”; di lì a poco, i timori di Solih avevano trovato conferma: durante il suo primo incontro con l’ambasciatore cinese a Male, infatti, il presidente ha appreso che le Maldive non devono a Pechino 1,5 miliardi di dollari, come sostenuto dal precedente Esecutivo, ma il doppio: quasi tre miliardi di dollari, una cifra superiore a due volte le entrate annue del piccolo Stato insulare.

L’ex presidente maldiviano, Abdulla Yameen, ha concesso in leasing un’isola dell’Arcipelago vicina a Male alla Cina a un prezzo di favore, e invitato le aziende cinesi a costruire un ponte, migliaia di appartamenti ed espandere l’aeroporto nazionale. Quasi tutti questi progetti sono stati avviati sulla base di condizioni riservate, senza gare d’appalto e con prezzi apparentemente inflazionati, circostanza che suggerisce pratiche corruttive diffuse. I dettagli relativi al debito contratto dal paese con la Cina, e dei progetti infrastrutturali intrapresi nell’isola, inizieranno ad emergere solo dopo il 17 novembre, data prevista per l’insediamento di Solih e della sua amministrazione.

Yameen ha perso le elezioni del 23 settembre, distanziato del 16 per cento dal candidato dell'opposizione Ibrahim Mohamed Solih, un risultato salutato come una vittoria per la democrazia nell'arcipelago dell'Oceano Indiano. Il 59enne ha inizialmente ammesso la sconfitta, ma in seguito ha invitato i suoi sostenitori a protestare contro l'esito delle elezioni. L'11 ottobre ha quindi presentato una denuncia alla Corte Suprema, accusando i funzionari delle elezioni di usare "inchiostro a scomparsa", schede di voto modificate per rigare il voto a favore del suo avversario, ed altre irregolarità. La magistratura delle Maldive aveva ammesso la scorsa settimana la petizione presentata dal presidente uscente Abdullah Yameen contro l’esito del voto.

Il ministro degli Esteri dell’India, Sushma Swaraj, ha concluso il 18 marzo un viaggio ufficiale di due giorni a Male, nelle Maldive, su invito dell’omologo maldiviano, Abdulla Shahid. Durante la visita, riferisce un comunicato congiunto, sono stati firmati un accordo per l’esenzione dall’obbligo del visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio; un protocollo d’intesa sull’assistenza indiana, attraverso gli enti locali, nell’attuazione di progetti di sviluppo ad alto impatto per la comunità e un memorandum sulla cooperazione nel settore dell’energia, in particolare nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili. Shahid ha confermato che il governo è impegnato in una politica estera che dà priorità all’alleato indiano ed è sensibile alle sue preoccupazioni strategiche, come già annunciato dal presidente, Ibrahim Mohamed Solih, nei suoi recenti incontri col premier indiano, Narendra Modi. Swaraj ha ribadito che Nuova Delhi attribuisce grande importanza alla sua relazione con lo Stato insulare ed è pronta a sostenerne lo sviluppo.

Shahid ha ringraziato l’India per il sostegno già fornito, ad esempio per la ristrutturazione dell’Indira Gandhi Memorial Hospital, a Male, simbolo di amicizia tra i due paesi, che Swaraj ha visitato. Gratitudine è stata espressa anche per l’assistenza finanziaria sotto forma di sostegno al bilancio, operazioni di cambio e linee di credito agevolate. Swaraj ha annunciato che saranno rinnovate per un periodo di tre anni, a partire dal primo aprile, le quote previste per alcune materie prime essenziali, come gli aggregati per l’edilizia. I due ministri hanno commentato positivamente l’aumento degli scambi commerciali e si sono trovati d’accordo sulla necessità di migliorare la connettività e di promuovere gli investimenti privati; quest’anno sarà organizzato un forum d’impresa bilaterale.

L’India e le Maldive condividono legami etnici, linguistici, culturali, religiosi e commerciali. Nuova Delhi è stata la prima capitale a riconoscere lo Stato maldiviano dopo l’indipendenza dal Regno Unito, nel 1965, stabilendovi una rappresentanza diplomatica dal 1972. I due paesi sono entrambi membri dell’Associazione sud-asiatica per la cooperazione regionale (Saarc). Nell’arcipelago vivono 25 mila persone di nazionalità indiana, la seconda comunità di origine straniera. I turisti indiani sono il sei per cento dei visitatori accolti ogni anno dalle Maldive. Per i maldiviani, invece, l’India è una destinazione privilegiata per l’istruzione, per l’assistenza sanitaria, per lo svago e per gli affari. Le Maldive, a 700 chilometri dall’arcipelago indiano delle Laccadive e a 1.200 dalla terraferma indiana, sono rilevanti per l’India, per molte ragioni. Innanzitutto sono situate in un’area strategica dell’Oceano Indiano, in prossimità di rotte navali che assicurano rifornimenti energetici all’India: per quel mare passa più del 97 per cento del commercio internazionale indiano in termini di volume e il 75 per cento in termini di valore (Inn)
 
 
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