ALGERIA

 
 

Algeria: Esercito ordina immediata destituzione del presidente Bouteflika

Algeria, 02 apr 2019 20:24 - (Agenzia Nova) - L'Esercito popolare nazionale algerino deve applicare con decorrenza immediata l'articolo 102 della Costituzione per destituire il capo dello Stato Abdelaziz Bouteflika e respingere ogni decisione assunta in questo periodo di transizione dalla presidenza della Repubblica: è quanto deciso dal generale Ahmed Gaid Salah, viceministro della Difesa algerino e capo di Stato maggiore dell'Esercito popolare nazionale, durante un incontro con i vertici militari del paese nordafricano tenuto questo pomeriggio nella sede dello Stato maggiore. L'annuncio è stato trasmesso stasera dall'emittente televisiva pubblica nazionale algerina. Alla riunione hanno partecipato i comandanti delle Forze armate e delle regioni militari dell’Algeria, nonché i vertici del ministero della Difesa e i vertici dello Stato maggiore. L’incontro segue gli sviluppi relativi alla proposta dell'Esercito popolare nazionale per attuare gli articoli 7, 8 e 102 della Costituzione. L’articolo 8 stabilisce che “il potere costituente deve appartenere al popolo” e consente al presidente della Repubblica di “ricorrere direttamente all'espressione della volontà del popolo”; l’articolo 102 prevede la destituzione del capo dello Stato per “impedimento fisico all’esercizio delle funzioni”. Bouteflika, 82 anni, è stato colpito da ictus anni fa e da allora è costretto sulla sedia a rotelle e parla raramente in pubblico.

Gaid Salah ha sottolineato di aver seguito da vicino le dimostrazioni pacifiche in corso nel paese dal 22 febbraio scorso, durante le quali il popolo "ha espresso richieste legittime”, accogliendo con favore "il comportamento civile e l'alto livello di coscienza e maturità" mostrato dai cittadini scesi in piazza. “E’ imperativo risolvere questa crisi il più presto possibile. Le soluzioni ci sono, purché facciano parte del quadro costituzionale", ha spiegato il capo di Stato maggiore, citato in un comunicato stampa ufficiale. Secondo Gaid Salah, “è necessario trovare una via d'uscita dalla crisi nell'immediato futuro e proporre l'attuazione dell'articolo 102 della Costituzione”. Il sopracitato quadro costituzionale è “l'unica garanzia per mantenere una situazione politica stabile”, ha aggiunto il viceministro della Difesa. Per quanto riguarda “il saccheggio” e “lo sperpero del potenziale e delle risorse economiche e finanziarie del paese”, Gaid Salah ha puntato il dito contro “una manciata di persone” che hanno accumulato “impunemente e in breve tempo ingenti ricchezze attraverso metodi illegali”. Queste persone avrebbero “approfittato delle loro conoscenze con alcuni centri decisionali controversi, cercando di fuggire all’estero con il capitale trafugato”, prosegue la dichiarazione.

La procura generale del tribunale di Algeri ha aperto un fascicolo per indagare sui casi di presunta corruzione e su trasferimenti illeciti di capitali all’estero. Dodici top manager del paese e i loro familiari sono impossibilitati a lasciare il paese. Tra le persone coinvolte vi sarebbero Bairi Mohamed, amministratore delegato del gruppo algerino Ival (distributore dei marchi automobilistici italiani Iveco e Fca), Reda Kouninef, Tarek Kouninef, Abdelkader Kouninef, Ali Haddad, Omar Haddad, Mahieddine Tahkout (rappresentante della casa automobilistica coreana Hyundai), Tahkout Nasser, Tahkout Billel, Ould Youcef Mohamed e Boudina Ibrahim. Inoltre, la Direzione dell’aviazione civile ha emanato una direttiva in base alla quale nessun aereo privato potrà lasciare l’Algeria o atterrarvi. Si tratta di una delle decisioni adottate dalle autorità per impedire la fuga dal paese di esponenti politici o operatori economici legati alla ristretta cerchia di potere del presidente Bouteflika. Nella mattinata del 31 marzo, l’ex presidente del Forum dei capi d’impresa (Fce), Ali Haddad, è stato arrestato mentre tentava di varcare il confine con la Tunisia con un passaporto britannico.

Il generale Gaid Salah, inoltre, ha definito “nulla” la dichiarazione pubblicata ieri sera, primo aprile, dal presidente della Repubblica, nella quale Bouteflika (o chi per lui) annunciava le proprie dimissioni entro il 28 aprile prossimo, data di scadenza del suo quarto e attuale mandato, minacciando al contempo una serie di azioni di ritorsione contro i vertici militar. “Mentre il popolo algerino si aspettava che le sue legittime affermazioni venissero rispettate, è stata pubblicata una dichiarazione attribuita al presidente della Repubblica, prodotta in realtà da entità non costituzionali e non autorizzate, che implicava importanti processi decisionali riguardanti la fase di transizione. In questo particolare contesto, confermiamo che ogni decisione presa al di fuori del quadro costituzionale è considerata nulla", ha spiegato Gaid Salah. Il generale ha fatto riferimento a “riunioni sospette tenute clandestinamente per complottare contro le richieste del popolo e per adottare pseudo-soluzioni al di fuori del quadro della Costituzione”. Si tratta, a detta di Gaid Salah, di “vani tentativi” di “entità non costituzionali” e “realtà malvagie” per “esacerbare la situazione e renderla più complicata”, nonché di “fuorviare l’opinione pubblica”.

Ieri, primo aprile, il quotidiano algerino “Echorouk” ha dato notizia di un altro incontro tra l’ex capo dei servizi segreti algerini, Mohamed Mediene, detto generale Toufik, il capo del Dipartimento di sorveglianza e sicurezza algerino (Dss), generale Athmane Tartag, e Said Bouteflika, fratello del capo dello Stato, in presenza di membri dei servizi segreti francesi. Un incontro destinato, secondo la stessa fonte, a impedire l'applicazione dell'articolo 102 della Costituzione, che prevede la destituzione del presidente Abdelaziz Bouteflika. Lo stesso giornale afferma che l'ex presidente Liamine Zeroua è stato invitato dal generale Toufik ad assumere la presidenza per un periodo di transizione. Quest'ultimo avrebbe però rifiutato una volta appreso chi c’era dietro questa iniziativa, ovvero Parigi. Una riunione tenutasi mercoledì scorso, 27 marzo, “aveva lo scopo di seminare discordia e causare il caos” nei confronti del capo di Stato maggiore e viceministro della Difesa, Ahmed Gaid Salah, conclude “Echorouk”. Oggi lo stesso Zeroual ha ammesso di aver incontrato Toufik, per colloqui sulla fase di transizione dopo le dimissioni del capo dello Stato, Abelaziz Bouteflika, ma di aver rifiutato l’offerta. (Ala)
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