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Imprese: colossi dell’high-tech cinesi consolidano presenza sui social media occidentali (3)
Pechino, 20 mar 05:17 - (Agenzia Nova) - Il colosso cinese dell’elettronica per le telecomunicazioni, Huawey Technologies, ha respinto la scorsa settimana le accuse mossegli dal governo degli Stati Uniti – 13 capi d’imputazione in tutto – presso la corte federale di Brooklyn, a New York. L’azienda è accusata di frode bancaria, violazione delle sanzioni all’Iran e ostruzione della giustizia. Il direttore finanziario di Huawei è stato arrestato a Vancouver lo scorso dicembre, proprio in relazione a queste accuse, che sono divenute pubbliche solamente il mese successivo. James Cole, uno dei legali dell’azienda, ieri ha ribadito la professione d’innocenza di Meng e dell’azienda cinese. L’azienda sostiene che Skycom Tech – che secondo le autorità Usa sarebbe stata una compagnia di facciata tramite cui condurre affari con l’Iran – fosse in realtà un partner locale, e non una controllata di fatto. Il mese scorso media Usa hanno pubblicato informazioni secondo cui la banca Hsbc, che sarebbe stata frodata da Huawei nell’ambito dei traffici con l’Iran, ha cooperato con le autorità federali Usa per monitorare e documentare le azioni illecite dell’azienda cinese; le autorità Usa si sarebbero servite anche della raccolta segreta di informazioni, ad esempio estraendole da dispositivi elettronici di dirigenti di Huawei in viaggio attraverso gli aeroporti Usa. (segue) (Cip)
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