SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Tunisia, situazione politica sempre più tesa in vista delle elezioni di autunno
Tunisi, 15 mar 15:00 - (Agenzia Nova) - Gli osservatori internazionali guardano con crescente preoccupazione alla crisi in Libia e alle proteste in Algeria, ma anche in Tunisia la situazione politica, sociale ed economica merita di essere analizzata con attenzione. L'Istanza superiore indipendente per le elezioni della Tunisia (Isie) ha recentemente annunciato la data delle prossime elezioni parlamentari e presidenziali, che si terranno rispettivamente il 6 ottobre e il 10 novembre prossimi; in caso di ballottaggio alle presidenziali, i tunisini saranno chiamati alle urne due settimane dopo, ovvero il 24 novembre, dopo l’annuncio dei risultati del primo turno. Il 2019 è dunque un anno cruciale per la Tunisia. Le consultazioni politiche e presidenziali potrebbero modificare sensibilmente o addirittura bloccare il percorso del paese verso la democrazia iniziato con la rivoluzione dei gelsomini del 2011. La campagna elettorale non è ancora iniziata, ma la situazione politica è tesa e l’esito del voto appare incerto. Tutte le indicazioni mostrano che il paese vedrà un ulteriore deterioramento del clima politico, il che rischia di ritardare qualsiasi approccio concertato e consensuale che porti a riforme affidabili e attuabili, di cui la Tunisia ha un disperato bisogno. Il paese è governato da un giovane primo ministro, Youssef Chaed, sostenuto da un nuovo soggetto politico di ispirazione laico-modernista chiamato Tahya Tounes (“Viva la Tunisia"). Quest’ultimo è nato da una costola di Nidaa Tounes, la formazione politica fondata dal 92enne presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi, per raggruppare i laici contro il fronte islamista: un obiettivo evidentemente fallito, dal momento che Nidaa è ancora oggi dilaniato al suo interno da diverse correnti. Lo dimostrano anche le recenti difficoltà a organizzare il congresso del partito, appuntamento che dovrebbe formalmente ufficializzare l'affidamento della guida di Nidaa Tounes a Hafedh Caid Essebsi, figlio del presidente. Il Comitato organizzatore del congresso ha deciso di ritirarsi e di “lasciare alla dirigenza del partito la piena responsabilità nella preparazione e nell'organizzazione dell’evento” che, a questo punto, non neanche certo che si tenga. (Tut)
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