SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Ue-Cina, Prodi, Italia si svegli, prenda i traffici verso est
Bruxelles, 15 mar 17:30 - (Agenzia Nova) - Nei rapporti con l'est, è ora che l'Italia si svegli. Lo ha detto l'ex presidente della Commissione europea Romano Prodi a margine del convegno Connecting Eurasia Dialogue a Bruxelles. "Quello che ho scritto è molto semplice: abbiamo le regole europee sul commercio e queste penso che siano del tutto rispettate dall'accordo (il memorandum of understanding n.d.r.). Nell'ambito di queste regole abbiamo degli interessi nazionali che i tedeschi hanno perseguito con forza facendo il loro terminale ferroviario a Duisburg, i porti del nord hanno fatto gli accordi con la Cina, la Grecia ha addirittura venduto parte del Pireo alla Cina, mi sembra che l'Italia debba svegliarsi e prendere la parte dei traffici verso est, e non parlo solo di Cina", ha detto Prodi. "Il Mediterraneo è tornato centrale perché il commercio verso est si è svegliato: cosa siamo solo noi che non ne approfittiamo? - ha continuato -. Genova e Trieste sono a un passo dalle grandi aree dell'Europa. Dal porto di Shangai ci si mettono quattro giorni in più che dal porto di Shangai a Trieste. Dico che è talmente ovvio, anzi non capisco perché si sia ritardato tanto tempo a fare quello che ha fatto Rotterdam, Marsiglia, la Grecia". In merito alle preoccupazioni emerse su una eventuale gestione del 5G da parte della Cina, Prodi ha detto di vedere "che non c'è nulla che riguardi il 5G ed essendoci queste rassicurazioni non vedo perché debbano esserci queste preoccupazioni. Probabilmente non c'è stata sufficiente chiarezza, sufficiente dialogo, un dialogo preventivo. Tutto quello che dico, lo dico con la riserva di chi non ha potuto leggere il rapporto. Ma siccome c'è una assicurazione del presidente della Repubblica (Sergio Mattarella) e del presidente del Consiglio (Giuseppe Conte), sono portato a credere che non c'è nulla che contrasti i nostri rapporti con gli Stati Uniti che devono essere solidi, leali e che sono quasi secolari", ha proseguito. Secondo l'ex presidente della Commissione europea, "l'Ue non è che possa agire nei rapporti con la Cina con l'unità che non ha negli altri rapporti. Quando dico che Amsterdam ha fatto i suoi interessi, che la Grecia ha fatto i suoi interessi (...) succede come nella politica energetica: ognuno fa i suoi interessi. Il problema è che l'Europa è un pane mezzo cotto e mezzo crudo e dobbiamo cuocerlo del tutto". "Dobbiamo fare anche questi accordi comuni - ha aggiunto - dare poteri alla Commissione di chiudere anche su questi aspetti. O dobbiamo rassegnarci che ogni paese faccia concorrenza all'altro. La politica e le regole comuni, ma, nell'ambito di queste regole, rapporti sui singoli affari in cui ogni paese porta avanti se stesso e l'Italia è stata estremamente lenta nel capire la necessità di andare avanti". "Noi abbiamo perduto l'occasione di Gioia Tauro e di Taranto - ha evidenziato Prodi -. Ricordo a Taranto che firmai con la compagnia di Taiwan perché divenisse un grande porto, avevamo solo da approfondire un po' i fondali perché il porto era perfettamente pronto. Ma un ritardo, un problema di ecologia, la magistratura, eccetera, e i cinesi se ne sono andati e sono andati al Pireo. Questo è il problema: un paese che non decide e un paese che è fuori dal gioco", ha sottolineato l'ex presidente del Consiglio italiano. "Un treno ha 50 o cento vagoni, una nave ne porta ventimila di vagoni. Ci metterà venti giorni in più, ma se è merce preziosissima viaggia in aereo, quella preziosa in treno, ma quella normale va in nave. Perché dico questo? Perché nonostante la Germania e la Polonia siano il terminale del trasporto ferroviario, la grande massa la possiamo prendere noi col trasporto marittimo. Non snobbo il trasporto ferroviario, solo che ha dei limiti quantitativi", ha concluso. (Beb)
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