LIBIA
 
Libia: deputato Dugheim a “Nova”, a Tobruk clima di sfiducia verso Conferenza nazionale
Tripoli, 15 mar 10:02 - (Agenzia Nova) - Nel parlamento libico con sede a Tobruk si registra un clima di sfiducia nei confronti della Conferenza nazionale che sta organizzando la missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). Lo ha detto ad “Agenzia Nova” il deputato libico Ziyad Dugheim. Il politico di Bengasi, leader del Raggruppamento federalista libico, è anche membro della commissione congiunta con l’Alto Consiglio di Stato di Tripoli incaricata di modificare alcuni articoli dell’Accordo politico firmato nel 2015 a Skhirat, in Marocco. Secondo Dugheim, noto anche per essere il più giovane tra i parlamentari libici, “tutti i risultati ottenuti dagli incontri di Abu Dhabi, di Parigi e di Palermo e tra breve dalla conferenza nazionale sono già vecchi e superati rispetto a quanto ottenuto da noi, dalla nostra commissione congiunta”.

Secondo alcuni media arabi, l’evento dovrebbe tenersi entro fine mese nella città di Ghadames, al confine con l’Algeria. Secondo il sito informativo tunisino “Le Maghreb”, che cita fonti di Ghadames e Tripoli, la conferenza potrebbe svolgersi il 23 e 24 marzo. Il sito informativo “Libya Akhbar” sostiene invece che l'evento potrebbe svolgersi invece il 19 e 20 marzo. I diplomatici stanno lavorando perché la Conferenza abbia luogo prima del summit della Lega araba in programma a Tunisi il 31 marzo prossimo, un obiettivo difficile dal punto di vista logistico. Il termine ultimo è comunque il 5 maggio, quando inizierà il mese del Ramadan. L’intenzione dell’inviato delle Nazioni Unite in Libia Ghassan Salamé è quella di replicare la riunione delle tribù libiche che nel 1951 portò all’indipendenza della Libia sotto Re Idris I. Dugheim, tuttavia, ha espresso un giudizio negativo nei confronti dei Salamè: “Ha sempre respinto i risultati che abbiamo ottenuto ed ha boicottato il nostro lavoro sin dal primo giorno, preferendo che a scegliere chi debba governare la Libia fossero le parti internazionali e non i libici”.

Dugheim si riferisce in particolare “agli incontri avuti a Tunisi alla fine del 2018, quando un cospicuo numero di deputati e membri dell’Alto Consiglio di Stato hanno dato vita ad una iniziativa globale (al Mubadara al Shamila) che Salamé ha fatto abortire nonostante fosse completa. La Comunità internazionale non vuole che siano le istituzioni libiche a comandare, ma vuole un solo uomo al comando con cui intendersi meglio, come ci ha detto Salamé”. Secondo il politico libico di Bengasi, l’inviato Onu è “un arabo scelto dai francesi e residente in Francia”. Non è un caso, a detta di Dugheim, che la Francia abbia “fatto un passo indietro rispetto alla Siria, zone storicamente di sua influenza, rafforzando la sua presenza in Libia”. Dugheim teme che il generale Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico e uomo forte della Cirenaica, possa comportarsi come il defunto colonello Muhammar Gheddafi perché questo, a suo giudizio, è il volere della Comunità internazionale e di Salamé: avere un uomo forte in Libia. “Sfortunatamente, la Libia ha deciso di rimanere uno Stato centrale centralizzato, una dittatura governata da un individuo che fa gli interessi dei paesi limitrofi, degli Stati regionali e dei progetti internazionali. Per questo fecero cadere il re Idris”.

Sia i deputati libici che i membri dell’Alto Consiglio di Stato hanno negato di essere a conoscenza della data della prossima conferenza nazionale, nonostante l’inviato dell’Onu abbia affermato che l’avrebbe annunciata a breve. Parlando all’agenzia di stampa russa “Sputnik”, il portavoce del presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Fathi al Marimi, ha spiegato che “finora il parlamento non ha ricevuto alcuna comunicazione riguardo la data della conferenza, né sull’ordine del giorno dei lavori”. Al Marimi ha aggiunto che “la missione Onu non ci ha detto nemmeno chi vi parteciperà e non è chiaro nulla di questa conferenza”. Adil Karmus, membro dell’Alto Consiglio di Stato, ha spiegato che nemmeno questo ente con sede a Tripoli ha ricevuto alcuna comunicazione a riguardo.

Salamé, intanto, è stato ricevuto ieri dal premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, presso il suo ufficio a Tripoli. Secondo quanto riferisce oggi la stampa libica, al centro del colloquio vi sono stati i preparativi per la conferenza nazionale che la missione Onu in Libia dovrebbe convocare nei prossimi giorni. Salamé, fa sapere l’ufficio stampa del governo di Tripoli, ha informato Sarraj circa “i risultati del giro di consultazioni tenuto nel quadro dei suoi sforzi per portare a successo il cammino democratico”. Prima di recarsi da Sarraj il diplomatico libanese ha incontrato a Bengasi il generale Haftar. (Lit)
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