LIBIA
 
Libia: intesa ad Abu Dhabi per ripresa produzione petrolifera Sharara
Tripoli, 26 feb 15:45 - (Agenzia Nova) - Il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, e il direttore della compagnia petrolifera libica National Oil Corporation (Noc), Mustafa Sanallah, hanno trovato un accordo per la ripresa della produzione nel sito di Al Sharara, il campo da 300 mila barili di petrolio al giorno gestito nel sud della Libia dalla Noc in collaborazione con la spagnola Repsol, la francese Total, l'austriaca Omv e la norvegese Equinor. Almeno questo è quanto annunciato dal governo di Tripoli, che parla di accordo trovato durante un incontro che i due hanno tenuto oggi ad Abu Dhabi. Nessuna menzione del protagonista della crisi libica, il generale Khalifa Haftar, la cui presenza ad Abu Dhabi era stata annunciata nei giorni scorsi dalla stampa libica.

Secondo quanto rende noto l'ufficio stampa del governo di Tripoli in una nota, Sanallah ha spiegato al premier la situazione del settore petrolifero in generale e degli impianti in particolare. I due hanno discusso di al Sharara decidendo di rimuovere lo stato di forza maggiore dopo aver contattato le milizie presenti in loco. La riapertura prevede che la Noc si assume l'onere di garantire la sicurezza dei lavoratori, evitando il ripetersi degli abusi avvenuti in passato. In questo caso quindi potrebbe riprendere la produzione di quello che è il più importante giacimento petrolifero del paese.

Non c'è stato quindi alcun vertice tra Sarraj e Haftar ad Abu Dhabi. Secondo quanto riferiscono fonti del governo di Tripoli all’emittente televisiva “Libya al Ahrar”, “non c’è possibilità di un incontro tra i due leader, in quanto l’invito ufficiale rivolto dal governo degli Emirati Arabi Uniti a Sarraj non prevede nell’ordine del giorno un incontro con Haftar, né se ne fa menzione alcuna”. Oltre a Sanallah è arrivato negli Emirati anche l’inviato dell’Onu, Ghassan Salamé, e un rappresentante diplomatico statunitense, di cui tuttavia non è stato rivelato il nome. Non è chiaro, inoltre, dove si trovi Haftar. Secondo il sito informativo dell’emittente “Libya Panorama”, il generale si trovava nei giorni scorsi nella capitale emiratina che avrebbe lasciato ieri, 25 febbraio, rifiutandosi di “accettare un accordo con Sarraj per sottoporre la guida dell’Esercito libico e del paese ad una leadership politica”.

Fonti parlamentari libiche vicine al generale di Bengasi riferiscono al giornale arabo “al Arabi al Jadid” che il capo dell’Esercito nazionale libico (Lna) ha deciso di non rispondere agli sforzi messi in campo da alcuni attori internazionali, tesi a organizzare un vertice con Sarraj ad Abu Dhabi. Secondo questa versione, dietro a questo summit, oltre agli Emirati, ci sarebbe stata anche la Francia. Il nuovo consigliere del presidente francese Emmanuel Macron per il Nord Africa, Marie Philippe, ha tenuto per l’occasione una serie di incontri con l’inviato dell’Onu Salamé, il quale di recente ha visitato Haftar a Rajma nella sua caserma, vicino Bengasi. Secondo queste fonti parlamentari pro-Haftar, Parigi avrebbe cercato di convincere il generale libico ad evitare lo scontro diretto con Tripoli dopo la conquista del Fezzan.

Il premier del governo libico si trova da ieri negli Emirati Arabi Uniti proveniente dall'Egitto. Al termine del summit Lega araba-Unione europea di Sharm el Sheikh, ieri sera, il capo del Consiglio di presidenza libico si è diretto verso Abu Dhabi, secondo quanto confermato dal suo portavoce, Mohammed Sallak. Quest’ultimo ha pubblicato un post su Facebook nel quale ha chiarito che Sarraj si trova ad Abu Dhabi su invito del governo emiratino e che discuterà con i vertici locali delle relazioni bilaterali e della situazione in Libia.

Anche il presidente della Noc, Sanallah, è arrivato ieri sera negli Emirati Arabi Uniti, in concomitanza con il premier libico. La questione libica, intanto, è sempre più tratta dalla stampa araba. Secondo un editoriale del quotidiano panarabo “al Sharq al Awsat”, di proprietà saudita, l’avanzata delle forze del generale libico Haftar nel sud della Libia “esercita forti pressioni sulla Tripolitania che resta l’unica regione controllata dalle forze del premier al Sarraj”. Il governo di Sarraj "è sempre più isolato a Tripoli", aggiunge il quotidiano. "Gli ufficiali delle forze di Haftar hanno rivelato al nostro giornale che la liberazione del sud aiuterà molto la missione dell’esercito, nel caso in cui dovesse arrivare l’ordine di muoversi verso la capitale". La stessa fonte ha spiegato che “nonostante i cittadini della capitale attendano e sostengano il nostro arrivo, la battaglia per Tripoli non sarebbe facile”.

Haftar si trova infatti in una posizione di forza ora nelle trattative con Tripoli sul futuro della Libia. Il portavoce dell'Lna, Ahmed al Mismari, ha annunciato che i suoi uomini sono pronti ad entrare nel villaggio di Umm al Aranib, dopo che controllano già “le quattro città più importanti del Fezzan”. Parlando ai media libici, al Mismari ha reso noto che i militari fedeli al generale Haftar sono entrati nell’area di al Qatrun dove si erano rifugiati i ribelli ciadiani fuggiti dopo l’arrivo degli uomini dell’Lna a Murzuq. Il prossimo obiettivo delle forze di Haftar resta Umm al Aranib dove si trovano ancora i ribelli ciadiani. “Controlliamo già le quattro città più importanti del sud - ha aggiunto - che sono: Sebha, Murzuq, Ubari e Ghat”. Al Mismari ha parlato inoltre della “presenza di milizie di terroristi provenienti da Misurata che si sono radunati a 140 chilometri da Sebha e che potremmo bombardare con l’aviazione”. Per quanto riguarda i giacimenti di petrolio, il portavoce di Haftar ha assicurato che “El Feel è in funzione regolarmente e produce 75 mila barili di petrolio al giorno mentre al Sharara riaprirà prossimamente”.

Per questo il capo del Consiglio della shura dei rivoluzionari di Bengasi, formazione islamista cacciata dalla Cirenaica dalle forze di Haftar, ha lanciato un appello affinché “si combatta contro le forze dell’operazione Dignità (Karama) nel sud della Libia prima che arrivino a Tripoli”. Parlando ieri sera nel corso di una trasmissione dell’emittente televisiva libica filo-islamista “al Tanasuh” che trasmette da Istanbul, Belam ha spiegato che “quanto sta facendo Haftar nel sud è molto negativo. La nomina di Ali Kuna come capo delle forze militari del sud da parte di Tripoli è una mossa arrivata in ritardo, considerato che la popolazione locale soffriva gli attacchi dei gruppi criminali da tempo. Haftar avanza ogni giorno e si prende una parte di terreno per poi trattare politicamente e fare pressioni sulla comunità internazionale e sul Consiglio di presidenza affinché gli consegni il paese su un piatto d’oro”. (Lit)
 
 
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