SICUREZZA
 
Sicurezza: capo delegazione Serbia presso assemblea Nato Sormaz a "Nova", manteniamo posizione neutrale
Budua, 13 mag 2017 13:26 - (Agenzia Nova) - La Serbia è ferma nel mantenere una posizione neutrale dal punto di vista militare, secondo quanto ribadito dal capo della delegazione di Belgrado presso l'assemblea parlamentare Nato, Dragan Sormaz. "Perché non dovrebbe essere una posizione sostenibile, se lo è per paesi come l'Austria o l'Irlanda", ha detto Sormaz intervistato da "Agenzia Nova" a margine dei lavori del forum 2BS a Budua (Budva), in Montenegro. "In questo momento – ha osservato - non prevediamo un ingresso nella Nato come stato, né la Nato ce lo richiede, e sappiamo anche le ragioni di questo. Cipro ad esempio non è nella Nato, e ha dei problemi con i propri confini. La Serbia non riconosce l'autoproclamata indipendenza del Kosovo". Dal punto di vista dei rapporti internazionali, a chi osserva l'esistenza di un "rapporto particolare" della Serbia con la Russia, Sormaz replica precisando che Belgrado ha dei "rapporti particolari" con tutti i paesi, dalla Turchia all'Unione europea, e l'adesione a quest'ultima resta l'obiettivo strategico della politica estera della Serbia.

Riguardo alla Russia, "ci fu un tempo, con il Regno di Jugoslavia, in cui non avevamo neppure dei rapporti diplomatici". Tradizionalmente, ha aggiunto Sormaz, le relazioni con Mosca sono però sempre state positive e la Serbia desidera conservarle. "La Russia non ha riconosciuto l'indipendenza del Kosovo, non lo ha fatto neppure la Georgia e neanche l'Ucraina. Noi abbiamo con tutti questi stati dei rapporti positivi, anche se ad esempio l'Ucraina ha attualmente dei problemi con la Russia. Noi siamo un paese piccolo e collaboriamo con tutti. Se avremo dei problemi? Al momento abbiamo dei problemi, ad esempio nelle trattative con l'Unione europea, riguardo al capitolo 31 dei negoziati di adesione sull'allineamento della nostra politica estera a quella di Bruxelles. Ma non c'è scritto da nessuna parte che dobbiamo avere la stessa identica politica estera al 100 per cento fino a che non saremo entrati nell'Ue".

La Serbia, ha infine dichiarato Sormaz, auspica che l'Unione europea risolva i suoi attuali problemi con Mosca prima che Belgrado entri nell'Ue. "Fino ad allora noi manterremo i nostri rapporti amichevoli con la Russia", ha concluso. Sormaz, che è anche capo del gruppo di amicizia con gli Stati Uniti presso l'assemblea parlamentare serba, ha poi sottolineato la necessità di dare un ulteriore impulso anche alle relazioni con Washington. "Un tempo erano proprio gli Stati Uniti i nostri più grandi amici. Il presidente Wilson riconobbe per primo che la Vojvodina era parte del Regno di Serbia, e ha spinto tutti i paesi europei affinché facessero la stessa cosa. Gli Usa sono stati nostri alleati nella prima e nella Seconda guerra mondiale, hanno sempre avuto i più grandi investimenti e hanno sempre sostenuto la Serbia o la Jugoslavia. Quello che ci è successo negli anni '90 è in gran parte frutto dei nostri errori, sono sicuro che anche gli Stati Uniti avrebbero potuto avere un approccio diverso, ma in ogni caso credo che per noi sia molto importante mantenere i nostri rapporti con l'Unione europea, con la Russia e rinnovare dei rapporti improntati alla più grande amicizia con gli Stati Uniti". (Mop)
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