Esteri
 
I fatti del giorno - Africa sub-sahariana
Roma, 12 feb 12:00 - (Agenzia Nova) - Mali: comunità islamica chiede dimissioni premier Maiga - La comunità musulmana del Mali ha chiesto le dimissioni del primo ministro Souleymou Boubeye Maiga a causa dell’insicurezza e della corruzione diffusa nel paese. La richiesta, come riferiscono i media maliani, è avvenuta ieri a Bamako nel corso di una cerimonia organizzata dall'Alto consiglio islamico. La comunità islamica contesta inoltre l'intervento di alcuni paesi vicini nella gestione della crisi della sicurezza. Il Mali è precipitato nel caos il 21 marzo 2012, quando un colpo di Stato ha fatto cadere il presidente Amadou Toumani Toure, consentendo ai Tuareg di conquistare il nord del paese e ai gruppi islamici, alcuni dei quali legati ad al Qaeda, di imporre la sharia. L’intervento delle truppe francesi, nel 2013, ha impedito ai gruppi jihadisti di raggiungere la capitale Bamako. Ad oggi, tuttavia, intere zone nel nord del paese sfuggono ancora al controllo delle forze maliane e internazionali presenti nel paese, nonostante l’accordo di pace tra governo centrale e ribelli Tuareg siglato nel giugno 2015.

Nigeria: scontri fra opposte fazioni politiche, cinque morti nello stato del Delta - È di almeno cinque morti il bilancio degli scontri avvenuti nei giorni scorsi nello stato del Delta, nella Nigeria sud-orientale, fra i sostenitori del Congresso di tutti i progressisti (Apc) del presidente uscente Muhammadu Buhari e quelli dell’opposizione. È quanto riferito dal portavoce della polizia dello stato del Delta, Andrew Aniamaka, secondo cui gli scontri sono avvenuti nella città di Effurun, dove un gruppo di uomini armati non identificati ma sospettati di essere vicini all’opposizione ha ucciso cinque membri del partito Apc all’interno di un appartamento. Lo riferisce la stampa nigeriana. Il bilancio delle vittime è stato confermato dal presidente della circoscrizione di Uvwie, Ramson Onoyake, aggiungendo che sei persone sono state arrestate in relazione all’accaduto.

Energia: da imprese cinesi 95 per cento della capacità idroelettrica installata in Sudan - I tre progetti idroelettrici intrapresi in Sudan da imprese cinesi rappresentano il 95 per cento della capacità installata totale nel paese. Lo riporta la stampa cinese che cita il sito del progetto della Dida dell'Alta Atbara guidato dalla China Water Resources e Electric Power. Secondo l'azienda, a rimarcare l'importanza dei progetti, le tre dighe di Merowe, Roceres e dell'Alta Atbara sono state stampate sulle banconote da 100 sudanesi come immagini di sfondo. "Le imprese cinesi hanno dato un contributo eccezionale allo sviluppo della società sudanese e li ringraziamo per il loro duro lavoro: gli eccellenti progetti idrici che hanno costruito hanno fornito un forte slancio e un solido sostegno allo sviluppo del Sudan", ha dichiarato il ministro del Sudan per l'Acqua, l'irrigazione e l'elettricità, Heidel Mohamed. "Questi progetti sono pietre miliari e orgoglio nella storia dello sviluppo del Sudan e della cooperazione tra i due paesi. Sono lieto di poter utilizzare le tre dighe costruite dalle imprese cinesi come sfondo di nuove banconote: la diga porta le nostre aspettative e rappresenta il futuro del Sudan", ha detto Muhammad.

Sudan: summit Ua, presidente Bashir incontra segretario generale Onu Guterres - Il presidente sudanese Omar al Bashir ha incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a margine del summit dell’Unione Africana di Addis Abeba, che si è concluso ieri. È quanto riferito all’agenzia di stampa “Suna” dal ministro degli Esteri sudanese El Dirdeiry Ahmed, secondo cui al centro dei colloqui ci sono state le iniziative portate avanti dal governo di Khartum per raggiungere la pace e la stabilità in Sud Sudan e nella Repubblica centrafricana (Rca), con il segretario generale che ha elogiato gli sforzi profusi dal Sudan per la stabilità regionale e ha ribadito il sostegno delle Nazioni Unite al processo di attuazione dell’accordo di pace nella Rca, firmato la scorsa settimana a Khartoum. Quello di ieri è stato il secondo incontro tra Bashir e Guterres a margine di un summit dell'Unione Africana, dopo quello avvenuto il 28 gennaio 2018 sempre ad Addis Abeba. In passato la partecipazione di Bashir ai vertici regionali e internazionali è stata spesso fonte di controversie per via dei mandati di arresto che pendono nei suoi confronti da parte della Corte penale internazionale (Cpi) per genocidio e crimini di guerra in relazione al conflitto nel Darfur.

Sud Sudan: Unhcr, migliaia di persone in fuga dai combattimenti nello stato dell'Equatoria - Negli ultimi giorni migliaia di persone in Sud Sudan hanno varcato il confine con la Repubblica democratica del Congo (Rdc) per sfuggire ai combattimenti e alle violenze contro i civili. È quanto denunciato oggi dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), secondo cui si stima che circa 5 mila rifugiati siano arrivati in diversi villaggi di confine vicino alla città di Ingbokolo, nella provincia di Ituri, nel nord-est della Rdc, mentre altre 8 mila persone sono state costrette a sfollare all'interno del Sud Sudan, alla periferia della città di Yei. Secondo quanto dichiarato oggi dal portavoce dell’Unhcr, Babar Baloch, nel corso di un briefing con la stampa a Ginevra, i rifugiati fuggono dagli scontri iniziati lo scorso 19 gennaio nello stato dell'Equatoria, che confina con la Rdc e l'Uganda, tra l'esercito e uno dei gruppi ribelli, il Fronte di salvezza nazionale (Nas). Gli scontri, ha denunciato il portavoce, stanno bloccando l'accesso umanitario alle aree colpite. La maggior parte delle persone in fuga, ha proseguito il portavoce, sono donne, bambini e anziani che spesso arrivano esausti, affamati e assetati, mentre tra di loro ci sono anche persone affette da malaria o da altre malattie.

Congo-Kinshasa: quattro miliziani Adf uccisi nella regione di Beni - Quattro miliziani delle Forze democratiche alleate (Adf), i ribelli ugandesi che agiscono nel nord della Repubblica democratica del Congo (Rdc), sono morti negli scontri avvenuti oggi con le forze di sicurezza congolesi a Mamove, nella regione nord-orientale di Beni. È quanto reso noto da fonti della sicurezza citate dall’emittente radiofonica “Radio Okapi”, secondo cui nell’operazione sono stati anche rilasciati quattro ostaggi e recuperate armi e munizioni. Nei mesi scorsi l’organizzazione Human Rights Watch (Hrw) ha sollecitato un'indagine sulle ripetute violenze nella regione, denunciando l’uccisione di oltre 200 civili soltanto lo scorso anno, molti dei quali a colpi di machete di arma da fuoco, e ha chiesto alla Corte penale internazionale (Cpi) e alle forze di pace delle Nazioni Unite di indagare e di perseguire i responsabili dei massacri, per i quali le autorità congolesi accusano i ribelli ugandesi delle Adf ma che Hrw attribuisce anche ad altri gruppi armati e all'esercito congolese. Secondo le stime delle Nazioni Unite, la campagna contro l'Adf ha provocato finora lo sfollamento di 196.300 persone nella regione di Beni, nella provincia orientale del Nord Kivu, e di altre 173.200 persone nel vicino territorio di Lubero.

Zimbabwe: Banca centrale e governo smentiscono introduzione nuova valuta dalla prossima settimana - La Banca centrale e il governo dello Zimbabwe hanno smentito le voci diffuse dai social media secondo cui una nuova valuta nazionale sarà emessa a partire dalla prossima settimana. “Questa notizia non ha alcun fondamento nella realtà”, ha dichiarato su Twitter il ministero dell'Informazione, aggiungendo che le voci devono “essere respinte con il disprezzo che meritano”. Sempre su Twitter, la Banca centrale ha confermato che “il paese continuerà ad utilizzare il sistema multivaluta”. Le autorità di Harare, che al momento utilizzano solo il dollaro dopo aver abbandonato la sua valuta (il dollaro zimbabwiano) nel 2009 a causa dell’iperinflazione, prevedono di introdurre una nuova valuta entro quest’anno. Inoltre, per contrastare la carenza di carburante, la più grave degli ultimi dieci anni, il mese scorso il presidente Mnangagwa ha annunciato il rincaro dei prezzi della benzina, aumentati da 1,24 dollari 3,31 dollari al litro, provocando violente proteste nel paese.

Nigeria: economia cresciuta dell’1,9 per cento nel 2018 - L'economia della Nigeria è cresciuta dell'1,9 per cento nel 2018, il ritmo più sostenuto degli ultimi due anni. È quanto emerge dalle stime diffuse oggi dall'Ufficio nazionale di statistica, secondo cui la crescita è stata pari al 2,4 per cento nel quarto trimestre. La cifra è in leggero ribasso rispetto alle stime formulate dal governo nella legge di bilancio approvata nel dicembre scorso, che prevedeva una crescita del 2 per cento, ma in netto rialzo rispetto alla crescita dello 0,8 per cento registrata nel 2017. A determinare la ripresa dell’economia nigeriana, secondo gli esperti, è stato in particolare l'aumento dei prezzi del petrolio, tuttavia le prospettive a lungo termine dipenderanno in buona parte anche dall’esito delle elezioni presidenziali di sabato prossimo. Secondo le stime, nel 2018 il settore non petrolifero è cresciuto del 2 per cento nel 2018, più di quello petrolifero, cresciuto dell'1,1 per cento, mentre la produzione di petrolio si è attestata a 1,91 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre dell’anno appena trascorso.

Francia-Costa d’Avorio: presidente Ouattara in visita a Parigi venerdì prossimo - Il presidente ivoriano Alassane Ouattara sarà in visita venerdì prossimo all’Eliseo per incontrare l’omologo francese Emmanuel Macron. Lo riferiscono fonti dell’Eliseo citate dall’agenzia di stampa “Apa”. L’ultima visita di Ouattara a Parigi è avvenuta lo scorso aprile, nel corso della quale le due parti hanno discusso di diverse questioni bilaterali, fra cui il progetto di costruzione della linea 1 della metropolitana di Abidjan, la cui consegna è prevista al più tardi per il 2021, e del centro anti-terrorismo regionale con sede a Jacqueville, in Costa d'Avorio. Prima della visita in Francia, Ouattara ha ha partecipato al 32mo vertice dell’Unione Africana ad Addis Abeba, a margine del quale ha preso parte al 28mo Forum dei capi di Stato e di governo del Meccanismo africano di revisione tra pari (Aprm) e ha avuto dei colloqui con alcune delle sue controparti.

Niger-Stati Uniti: sottosegretario Affari politici Usa Hale in visita a Niamey - Il sottosegretario agli Affari politici del dipartimento di Stato Usa, David Hale, è oggi in visita ufficiale in Niger, seconda tappa del suo tour in Africa occidentale che l'ha già visto in Costa d'Avorio. A Niamey il sottosegretario terrà dei colloqui con le autorità locali incentrati sulla sicurezza nel Sahel, oltre ad incontrare esponenti del settore privato nigerino e i rappresentanti della Young African Leadership Initiative (Yali), lanciata dall’ex presidente statunitense Barack Obama nel 2010 con l’obiettivo di sostenere i giovani leader africani, di rafforzare la governance democratica e di incentivare la pace e la sicurezza in Africa sub-sahariana. La missione di Hale, si legge in un comunicato del dipartimento di Stato, mira a rafforzare i legami commerciali, a promuovere la pace e la sicurezza attraverso partenariati regionali. (Res)
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