SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: l'industria cinese delle batterie per auto si prepara al taglio dei sussidi
Tokyo, 11 feb 14:30 - (Agenzia Nova) - La fine dei sussidi dello Stato cinese all'elettromobilità, il prossimo anno, innescherà un brusco consolidamento del settore, che lascerà in vita solo gli attori più grandi e affermati, come Contemporary Amperex Technology (Catl) e Byd. Dal 2012 ad oggi Pechino ha riversato sulle aziende produttrici di batterie per auto elettriche oltre 10 miliardi di dollari, consentendo la nascita di una serie di attori di piccole dimensioni che ad oggi non paiono in grado di sopravvivere in un ordinario contesto di mercato. Pechino ha già iniziato la fase di "phaseout" dei sussidi nel 2017, e prevede la loro completa dismissione nel 2020. La fase di transizione è stata concepita proprio per incoraggiare le aziende a tagliare i costi e divenire più competitive. Secondo un esperto del settore citato dal quotidiano "Nikkei", la fine dei sussidi comporterà il fallimento di circa 70 delle 90 aziende cinesi attive nel settore lo scorso anno. Pechino ha annunciato ieri che intende mantenere in vigore ed anzi aumentare i sussidi all'acquisto di auto elettriche, che però verrà applicato solo ad alcuni modelli, e che non invertirà la tendenza generale alla riduzione del sostegno pubblico. I sussidi garantiti da Pechino sino a questo momento sono stati ingenti: ben 10mila dollari per ogni vettura elettrica prodotta e venduta. Lo Stato si è anche fatto carico di gran parte dei costi degli stabilimenti industriali per la produzione di batterie. Tra i principali beneficiari di questi programmi d'incentivo figura Byd, che però non è ancora in grado di competere sul piano tecnologico con rivali internazionali quali l'azienda giapponese Panasonic o quella sudcoreana Lg Chem. (Res)
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