SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: summit Ua, intesa fra presidenti di Egitto, Etiopia Sudan su Diga della rinascita
Il Cairo, 11 feb 14:45 - (Agenzia Nova) - I presidenti di Egitto, Etiopia e Sudan, rispettivamente Abdel Fatah al Sisi, Sahle-Work Zewde e Omar al Bashir, si sono impegnati a “non danneggiare gli interessi” dei rispettivi paesi nell’ambito del progetto della Grande diga della rinascita (Gerd), la mega-struttura per costruire la più grande centrale idroelettrica dell’Africa. È quanto emerge dalla riunione trilaterale avvenuta ieri ad Addis Abeba tra i leader dei tre paesi a margine del summit dell’Unione Africana, secondo quanto reso noto dal portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi, su Facebook. "Il vertice trilaterale si inserisce nel solco dei precedenti incontri avviati nel gennaio 2018 con l'obiettivo di dare slancio politico ai negoziati tecnici in corso sul progetto Gerd e di superare ogni ostacolo al riguardo", ha detto Radi. Secondo il portavoce egiziano, Al Sisi ha sottolineato la necessità che vi sia una “visione equilibrata e cooperativa” in merito al funzionamento della diga e al riempimento del suo bacino, tenendo sempre presenti “gli interessi e gli obiettivi dei paesi” coinvolti. I tre leader hanno concordato di “non danneggiare gli interessi dei loro popoli”, un principio che deve essere “alla base dei negoziati per raggiungere lo sviluppo comune”. Ogni soluzione tecnica, ha aggiunto Radi, “deve tenere conto del destino comune dei tre paesi”. Lanciato nel 2011, il progetto avrebbe dovuto essere completato nel 2017, tuttavia, a causa di modifiche al progetto iniziale, la realizzazione dell’infrastruttura è stata posticipata. La diga, che sarà costruita dall’italiana Salini, è attualmente in fase di costruzione vicino al confine occidentale dell’Etiopia con il Sudan e, una volta completata, sarà la più grande dell’Africa. Una volta ultimata la diga, il cui costo complessivo stimato è di 4 miliardi di dollari, avrà una capacità di 6.450 megawatt (Mw) per un volume totale di 74 mila metri cubi. Il progetto vede da mesi contrapposti Egitto, da una parte, ed Etiopia e Sudan, dall’altra, in relazione alla spartizione delle acque del fiume Nilo. Il nuovo ciclo di colloqui tecnici sugli impatti della diga Gerd è fallito dopo che nel settembre 2017 Addis Abeba ha respinto la relazione consegnata dalle società di consulenza francesi Brl e Artelia, che avvertivano dell'impatto negativo della diga etiope sul flusso dell'acqua del Nilo in Egitto e sulla produttività della diga di Assuan. Per questo motivo dal 2010 l’Egitto boicotta l'Iniziativa del bacino del Nilo, istituita con l’accordo di Entebbe firmato da sei paesi: Etiopia, Kenya, Ruanda, Tanzania, Uganda e Burundi. All’accordo non hanno tuttavia aderito l’Egitto e il Sudan, a causa della riassegnazione delle quote d'acqua del Nilo che sfavorirebbe questi due paesi. (Cae)
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