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Foibe: premier sloveno Sarec, discorso di Tajani è "revisionismo storico senza precedenti"

Lubiana, 11 feb 2019 15:50 - (Agenzia Nova) - Revisionismo storico senza precedenti: così il premier sloveno Marin Sarec ha criticato oggi tramite il suo profilo Twitter ufficiale il discorso tenuto dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ieri a Basovizza in occasione del Giorno del ricordo. Oltre a quella di Sarec, nella giornata di oggi sono arrivate altre reazioni molto critiche al discorso del presidente del Parlamento europeo da parte di funzionari sloveni e croati. Tajani ha concluso il proprio discorso a Bassoviza in occasione del Giorno del ricordo delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata con le parole "viva Trieste, viva l'Istria italiana, viva la Dalmazia italiana, viva gli esuli italiani". Sarec ha ricordato di avere "parlato sabato del desiderio di alcuni di cambiare la storia slovena e la stessa cosa avviene in Italia, sfortunatamente da politici che sono anche funzionari dell'Ue". Sarec ha inoltre sottolineato che "il fascismo è stato indirizzato verso la distruzione della nazione slovena".

Il ministro degli Esteri sloveno Miro Cerar ha affermato con un altro tweet che "qualsiasi distorsione di fatti storici riguardanti eventi al confine tra la Slovenia e l'Italia è inaccettabile". Cerar ha inoltre annunciato l'intenzione di "chiedere con una lettera chiarimenti a Tajani per dichiarazioni che sono state del tutto inappropriate". L'eurodeputata croata Ruza Tomasic ha a propria volta annunciato l'intenzione di scrivere una lettera per chiedere chiarimenti. Secondo quanto riferisce il sito di informazione "Index.hr", Tomasic ha affermato di "condannare nel modo più duro il discorso di Tajani in cui saluta l'Istria e la Dalmazia italiane: queste due regioni croate conoscono molto bene il terrore italiano".

Il deputato del Partito social-democratico croato nel Parlamento europeo Tonino Picula ha affermato che "l'Istria e la Dalmazia sono storicamente regioni croate e nessun revisionismo della destra italiana, di Tajani o dei suoi alleati del Partito popolare europeo (Ppe), a cui appartiene anche l'Unione democratica croata (Hdz), riuscirà a cambiarlo". Picula ha affermato che "la Dalmazia e l'Istria hanno sofferto sotto lo stivale del fascismo italiano e hanno ottenuto la propria libertà e la propria annessione alla terra madre con la Guerra popolare per la liberazione nella quale hanno partecipato, oltre ai croati e agli sloveni, anche gli italiani antifascisti". Anche l'europarlamentare slovena Tanja Fajon ha criticato le frasi di Tajani, dicendosi sorpresa e parlando di "nazionalismo isterico" e "revisionismo storico".

Il rappresentante della minoranza italiana nel parlamento monocamerale croato, Furio Radin, ha detto all'emittente "N1" di essere "del tutto sorpreso". Radin ha affermato di conoscere Tajani e di essere "convinto che quella non è la sua posizione". Radin ha detto che "egli è un politico dalle posizioni moderate ed era presente all'evento non a nome del Parlamento europeo ma del partito Forza Italia". Radin ha evidenziato che "mai una dichiarazione del genere è stata rilasciata alle commemorazioni delle vittime di guerra e del terrore gettate nelle foibe in Istria: sia il presidente che il vicepresidente del governo italiano hanno evidenziato che il passato non può essere dimenticato, ma che è necessario guardare al futuro". (Lus)
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