UNGHERIA
 
Ungheria: discorso Orban alla nazione, attacchi a Soros e a politica migratoria dell'Ue
Budapest, 10 feb 16:19 - (Agenzia Nova) - Non c’è mai stato un anno migliore del 2018: con queste parole il premier ungherese, Viktor Orban, ha iniziato il suo discorso sullo stato della nazione, richiamando così le tendenze positive dell’economia e delle politiche volte alla protezione della famiglia. “Abbiamo ottenuto per la terza volta la maggioranza dei due terzi della popolazione e una crescita economica del 5 per cento. I risultati non sono mai un prodotto di pura fortuna, la nostra economia è cresciuta per il settimo anno consecutivo”, ha detto Orban, secondo cui “dopo dieci anni di sforzi congiunti, gli ungheresi possono ancora una volta credere nel loro futuro”. Il premier si è detto parte di “coloro che sono convinti che la stragrande maggioranza dei bambini ungheresi sarà in grado di vivere meglio dei loro genitori. Non stiamo facendo politiche volte a servire ideologie alla moda, ma per garantire la sopravvivenza della nazione ungherese”. “Mi rifiuto di accettare la povertà in Ungheria, stiamo lavorando di conseguenza per eliminarla. Stiamo costruendo un paese in cui è bello essere ungheresi”, ha aggiunto Orban.

Il capo del governo di Budapest si è poi scagliato contro l’opposizione e i governi che lo hanno preceduto. Secondo Orban, l'ideologia comunista, che definisce "nuovo internazionalismo", rischia di minare i risultati raggiunti del suo esecutivo. Questo “nuovo internazionalismo” è stato portato in auge da coloro che sostengono l’immigrazione di massa e le società aperte, afferma Orban, ricordando che l'Ue si prepara a un nuovo dibattito sulle quote di ridistribuzione e nel mentre indebolisce la protezione e la sovranità delle frontiere. In questo contesto non manca l’accusa nei confronti di George Soros, magnate statunitense di origine ungherese spesso oggetto delle critiche del premier di Budapest. Secondo Orban, Soros avrebbe sovvenzionato l’opposizione ungherese tanto da favorire una collaborazione fra le forze politiche di sinistra e quelle di estrema destra. Per il capo del governo di Budapest, questa è “una vergogna per la sinistra europea e per Frans Timmermans”, attuale vicepresidente della Commissione Ue. Proprio Timmermans, peraltro, secondo Orban sarebbe stato indicato da Soros come l'uomo giusto “per guidare le forze pro immigrazione alle elezioni europee del 2019”.

Orban passa così all’attacco nei confronti delle pianificate misure europee che, oltre a favorire l’aumento dei flussi migratori, secondo il premier limitano la sovranità e limitano i fondi europei. “Coloro che sostengono l'immigrazione per qualsiasi motivo, creano società miste musulmano-cristiane, in cui le tradizioni cessano di esistere e la minoranza diventa rapidamente la maggioranza. Quelli che guidano quel treno arriveranno sino all'ultima stazione e non c'è alcun biglietto di ritorno”, ha detto il premier ungherese, secondo cui invece l’immigrazione irregolare è portatrice di terrorismo e dell’aumento dei reati di violenza contro le donne. “Qualcuno vuole prendersi cura del declino demografico con l'immigrazione, ma noi non vogliamo numeri, vogliamo figli ungheresi. L’immigrazione significa accettare la resa”, ha detto Orban.

In conclusione del suo discorso il capo del governo di Budapest ha annunciato un pacchetto di misure volte alla protezione della famiglia diviso in sette punti: aiuti finanziari significativi per le famiglie più giovani; più fondi per i crediti ipotecari delle famiglie; l’esenzione fiscale per le madri con più di quattro figli; sussidi per favorire l’acquisto di automobili; varie forme di assistenza all’infanzia; nuovi strumenti per aiutare i nonni e gli anziani. Inoltre, Orban ha annunciato “una svolta” nelle attività di apprendimento linguistico, ovvero “dei viaggi di studio all’estero gratuito per i ragazzi delle scuole superiori”. Infine il premier ha annunciato lo stanziamento di 700 miliardi di fiorini (2,1 miliardi di euro) per l’assistenza sanitaria. “Le nostre più grandi vittorie devono ancora arrivare. L’Ungheria prima di tutto”, ha concluso il primo ministro. (Res)
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