AZERBAIGIAN
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Azerbaigian: la linea di contatto nel Nagorno-Karabakh e il lavoro per la sicurezza dei profughi (6)
 
 
Baku, 27 gen 10:45 - (Agenzia Nova) - "Vogliamo una soluzione che garantisca il rispetto del diritto internazionale ma, se le trattative fallissero, siamo pronti a riprendere le armi", dichiara Huseynov, il quale è stato alla guida delle truppe di autodifesa del Khojavand durante il conflitto. "Si può accettare tutto ma non la sottrazione del proprio territorio. La costruzione di questi campi profughi non significa che ci vogliamo rimanere; intendiamo a tutti i costi liberare il nostro territorio", aggiunge. Huseynov è molto critico riguardo l'attuale formato con cui sono condotte le trattative, considerando che i paesi co-presidenti del gruppo di Minsk (Francia, Russia e Stati Uniti) "sono tutti influenzati dalla presenza di una forte comunità armena". "Chiediamo solo il rispetto del diritto internazionale e delle quattro risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu, che prevedono il riconoscimento dell'integrità territoriale dell'Azerbaigian", afferma osservando anche che la soluzione della questione del Nagorno Karabakh sarebbe anche nell'interesse dell'Armenia, che senza questo problema sarebbe stata coinvolta in tutti nei progetti infrastrutturali ed energetici strategici per la regione del Caucaso. In questo senso, il rappresentante delle istituzioni locali evidenzia che Erevan è mossa dalla volontà di creare "la Grande Armenia" e non da progetti di sviluppo per la regione del Nagorno-Karabakh, dove oggi vivrebbero solo 50 mila armeni a fronte dei 140 mila "che convivevano pacificamente con gli azerbaigiani" prima del 1988. (Pav)
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