SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: ministero Interno Algeria, persone respinte in Niger sono combattenti Esercito libero siriano
Algeri, 04 gen 15:00 - (Agenzia Nova) - I migranti arabi respinti in Niger “non sono migranti, ma combattenti dell’Esercito libero siriano”. Lo ha detto il direttore dell’ufficio Immigrazione del ministero dell’Interno, Hassan Kacimi, all’agenzia di stampa “Aps”. Il 2 gennaio, una fonte della sicurezza algerina aveva riferito che il paese “respingerà sistematicamente tutti i migranti arabi che cercano di entrare nel paese dal confine meridionale” a causa “dell’aumento del rischio jihadista”. Kacimi ha osservato: “Questi jihadisti, quando sono arrivati in Turchia, se davvero fossero in pericolo di vita, perché non hanno chiesto asilo in Turchia?”. Inoltre, il funzionario si interroga come sia possibile che un migrante “possa permettersi il lusso di viaggiare in tante capitali e di pagare oltre 20 mila dollari per raggiungere i confini meridionali dell’Algeria”. Nel suo intervento Kacimi si domanda chi “finanzi l’organizzazione, la supervisione e la protezione di questi jihadisti”. Secondo il rappresentante del ministero dell’Interno esistono due rotte attraverso cui transitano i presunti terroristi: una dalla Mauritania e una dal Sudan. “Questi jihadisti dalla Mauritania rientrano verso il nord del Mali, protetti da gruppi terroristici che li conducono a Ain Khalil (in Mali) per poi farli entrare nel territorio nazionale attraverso Timiaouine”, nel sud dell’Algeria, ha spiegato. La seconda è una rotta aerea che “passa dal Sudan verso Bamako (capitale del Mali), dove c’è complicità locale che consente di farli arrivare ad Agadez (in Niger), dove finiscono nelle mani di gruppi armati che li portano fino alla frontiera algerina”, ha spiegato Kacimi. (Ala)
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