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I fatti del giorno - Nord Africa (5)
Roma, 04 gen 17:00 - (Agenzia Nova) - Immigrazione: Unhcr esprime “preoccupazione” per respingimenti dell’Algeria in Niger - L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) si è detto “preoccupato per la sicurezza delle persone vulnerabili provenienti dalla Siria, dallo Yemen e dalla Palestina bloccate al confine meridionale dell'Algeria con il Niger”. Attraverso un comunicato stampa, infatti, l’agenzia Onu riferisce che un gruppo composto da circa 120 individui siriani, palestinesi e yemeniti detenuti nel centro Tamanrasset, nel sud dell'Algeria, sono stati trasferiti il 26 dicembre nei pressi del valico di frontiera con il Niger di Guezzam. Secondo le informazioni a disposizione di Unhcr, alcune di queste persone erano state registrate da Unhcr come rifugiati scappati da conflitti e persecuzioni. Almeno 20 individui sono ancora attualmente bloccati nel deserto, a tre chilometri da Guezzam, mentre degli altri 100 si sono perse le tracce. L’agenzia Onu smentisce di essere stata coinvolto nel trasferimento dei migranti in Niger, lanciando un appello alle autorità algerine ad identificare coloro che necessitano di protezione internazionale. L'Algeria ha già aperto le sue porte a circa 50.000 rifugiati siriani: “Chiediamo di estendere questa ospitalità a coloro che ne hanno bisogno”, afferma ancora l’Unhcr. Secondo il direttore dell’ufficio Immigrazione del ministero dell’Interno, Hassan Kacimi, gli individui respinti in Niger “non sono migranti, ma combattenti dell’Esercito libero siriano. Il 2 gennaio, una fonte della sicurezza algerina aveva riferito che il paese “respingerà sistematicamente tutti i migranti arabi che cercano di entrare nel paese dal confine meridionale” a causa “dell’aumento del rischio jihadista”. Kacimi ha osservato all’agenzia di stampa “Aps”: “Questi jihadisti, quando sono arrivati in Turchia, se davvero fossero in pericolo di vita, perché non hanno chiesto asilo in Turchia?”. Inoltre, il funzionario si interroga come sia possibile che un migrante “possa permettersi il lusso di viaggiare in tante capitali e di pagare oltre 20 mila dollari per raggiungere i confini meridionali dell’Algeria”. Nel suo intervento Kacimi si è domandato chi “finanzi l’organizzazione, la supervisione e la protezione di questi jihadisti”. Secondo il rappresentante del ministero dell’Interno esistono due rotte attraverso cui transitano i presunti terroristi: una dalla Mauritania e una dal Sudan. “Questi jihadisti dalla Mauritania rientrano verso il nord del Mali, protetti da gruppi terroristici che li conducono a Ain Khalil (in Mali) per poi farli entrare nel territorio nazionale attraverso Timiaouine”, nel sud dell’Algeria, ha spiegato. La seconda è una rotta aerea che “passa dal Sudan verso Bamako (capitale del Mali), dove c’è complicità locale che consente di farli arrivare ad Agadez (in Niger), dove finiscono nelle mani di gruppi armati che li portano fino alla frontiera algerina”, ha spiegato Kacimi. Il funzionario del ministero dell’Interno nutre forti dubbi sul fatto che si tratti realmente di migranti. “Se davvero fossero stati migranti in difficoltà e avessero avuto bisogno della protezione delle autorità algerine, perché quanto sono arrivati alle frontiere algerine non si sono rivolti a loro, ma le hanno evitate per sfuggire ai controlli delle autorità pubbliche”, ha sottolineato Kacimi. Queste persone sono state intercettate “in flagranza di reato per aver attraversato illegalmente le frontiere algerine e sono state portate nel centro di accoglienza di Tamanrasset, dove hanno confermato la loro provenienza e il percorso fatto”, ha spiegato ancora il rappresentante del ministero dell’Interno algerino. La Lega algerina per i diritti umani (Laddh) ha denunciato la repressione in Niger di 50 migranti, tra cui siriani, yemeniti e palestinesi, entrati illegalmente lo scorso settembre dal confine meridionale con il Mali. Il 2 gennaio, una fonte della sicurezza algerina ha detto che “l’Algeria è preoccupata che il Niger, attraverso la città di Agadez, stia creando una rotta per i jihadisti siriani, provenienti soprattutto da Aleppo”. Per questa ragione Algeri “ha deciso di respingere tutti i migranti arabi che transitano dal Mali e dal Niger illegalmente”, ha aggiunto. La fonte ha proseguito: “Ancora più gravemente, questi migranti arabi in Niger e mali sono scortati da gruppi armati. Seguiamo il fenomeno con molta preoccupazione”. In questo contesto, “l’Esercito algerino si sta mobilitando per fronteggiare queste minacce”. Tra gli espulsi da parte delle autorità di Algeri vi sono circa 20 siriani che hanno combattuto nell’Esercito libero siriano. (Res)