SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Cavusoglu, Usa non possono chiedere a Turchia di annullare acquisto S-400 in cambio dei Patriot
Ankara, 11 gen 15:00 - (Agenzia Nova) - Se chiedessero alla Turchia di cancellare il contratto per l’acquisto dei sistemi di difesa aerea S-400 dalla Federazione russa in cambio della fornitura dei propri sistemi Patriot, gli Stati Uniti non otterrebbero nulla. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, in un’intervista all’emittente “Ntv”. "Possiamo acquistare i sistemi Patriot se le condizioni sono in linea con le aspettative di Ankara in termini di coproduzione, tempi di consegna, trasferimento tecnologico e condizioni di credito: si tratta di un accordo commerciale. Il requisito ‘annullare l'affare con un altro e comprare da me’ è inaccettabile", ha dichiarato il capo della diplomazia di Ankara. Martedì 8 gennaio il sottosegretario all’Industria per la difesa turco, Ismail Demir, ha affermato in conferenza stampa che la Turchia è disposta ad ascoltare le preoccupazioni degli Stati Uniti in merito all’acquisto dei sistemi di difesa antimissile di fabbricazione russa S-400. Nelle prossime settimane, inoltre, gli Stati Uniti invieranno un team tecnico in Turchia per esprimere le proprie preoccupazioni sull'acquisto da parte del governo turco dei sistemi russi di difesa aerea S-400, in particolare per quanto riguarda la sicurezza del volo degli aerei statunitensi F-35. "Abbiamo costantemente sentito parlare dei potenziali danni e dei problemi relativi alla qualificazione degli aerei da combattimento stealth F-35 in caso di installazione in un luogo vicino agli S-400. E abbiamo sempre informato le nostre controparti delle misure che abbiamo preso. Ma nonostante questi problemi siano stati discussi per oltre un anno, nessuna squadra tecnica statunitense è giunta in visita (in Turchia) per fare chiarezza sui rischi”, ha detto Demir. "Abbiamo più volte invitato gli Stati Uniti a venire (in Turchia) per spiegare tutte le loro preoccupazioni se pensano che siano gravi. Solo di recente ci hanno informato che manderanno una squadra nelle prossime settimane”, ha aggiunto Demir. Gli Stati Uniti chiedono da tempo alla Turchia di cancellare i suoi piani per l'acquisto del sistema S-400, temendo la sicurezza dei caccia di quinta generazione F-35 prodotti dalla statunitense Lockheed Martin e inquadrati all’interno delle aviazioni dei paesi Nato, con la Ankara che ha anche partecipato al programma di produzione del velivolo. Secondo il dipartimento di Stato Usa, l’impiego da parte delle Forze armate turche del sistema antimissile S-400 offrirebbe a Mosca la possibilità di studiare da vicino gli F-35 e scoprirne eventuali debolezze. Lo scorso novembre il Pentagono aveva suggerito la rimozione della Turchia dal programma di produzione F-35 se non avesse rinunciato all’acquisto degli S-400. Nella conferenza stampa ad Ankara, Demir ha sottolineato che la Turchia utilizzerà gli S-400 come sistema autonomo senza integrarlo con altri sistemi di armamenti o radar. "Il sistema che useremo avrà il suo radar, il proprio rilevamento delle minacce e il proprio sistema di tracciamento. Stiamo pensando ad un'architettura che non sarà integrata con altri sistemi", ha affermato Demir. Il sottosegretario ha inoltre sottolineato che vi è un accordo con la Russia sull'introduzione da parte della Turchia del proprio software per il controllo del sistema antimissile e sui codici di identificazione “del sistema amico-nemico agli S-400”. L’invio del team tecnico statunitense in Turchia giunge dopo l’offerta presentata da Washington lo scorso 3 gennaio del sistema di difesa aerea Patriot, che era stata preceduta dal via libera del dipartimento di Stato lo scorso 18 dicembre alla possibile vendita del sistema ad Ankara per un valore stimato in 3,5 miliardi di dollari. In particolare, la diplomazia di Washington ha approvato l’eventuale vendita di 80 missili Patriot Mim-104E tipo Gem-T, di 60 missili Patriot tipo Pac-3 e del relativo equipaggiamento. L’affare, già notificato al Congresso, include anche set di radar, stazioni di controllo, stazioni di lancio, strumenti di comunicazione, programmi test ed equipaggiamento di supporto. "La nostra decisione di acquistare gli S-400 non significa che tutti i nostri bisogni (in termini di protezione dello spazio aereo) siano pienamente soddisfatti", ha detto Demir, parlando ai giornalisti, ricordando che la Turchia ha dovuto scegliere i sistemi russi per coprire il suo spazio aereo contro “imminenti minacce missilistiche”. "La Turchia è un grande paese ed è un dato di fatto che abbiamo bisogno di più sistemi di difesa aerea", ha detto il sottosegretario aggiungendo che verrà valutata l'offerta sui Patriot. La Turchia ha bisogno di quattro sistemi di difesa aerea e due di questi saranno forniti attraverso gli S-400, ha detto Demir. A seguito dei colloqui della scorsa settimana, Demir ha osservato che si terranno ulteriori negoziati sui dettagli e gli aspetti tecnici dell'offerta statunitense sui Patriot a livello aziendale, precisando che la Turchia ha "linee rigorose" quando acquista attrezzature per la difesa. “Uno dei problemi che devono essere discussi in termini tecnici sui Patriot è fino a che punto possiamo ottenere il controllo del software e dell'identificazione del sistema amico-nemico. Queste erano le stesse condizioni che avevamo introdotto nei nostri passati colloqui con gli Stati Uniti. Parleremo di tutto questo ", ha detto Demir. Per quanto riguarda la richiesta da parte di Ankara agli Stati Uniti del trasferimento della tecnologia Patriot, Demir ha sottolineato che i colloqui commerciali non sono ancora iniziati, ma tutti i dettagli saranno sul tavolo una volta che le aziende avvieranno i negoziati. Demir ha inoltre sottolineato che sono in corso anche i colloqui tra il governo turco con il consorzio franco-italiano Eurosam per lo sviluppo di un sistema nazionale anti-missile a lungo raggio che possa essere integrato con i sistemi Nato. Nella conferenza stampa, Demir ha inoltre chiarito che gli F-35 verranno dispiegate all’interno dell’aviazione turca nell’autunno 2019, come prevede la tabella di marcia concordata con Washington. “Da un lato, le consegne continueranno e dall’altro proseguirà l'addestramento dei piloti negli Stati Uniti", ha sottolineato Demir. (Tua)
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