SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Sudan, nuove proteste a Omdurman, morti tre manifestanti
Khartum, 10 gen 16:30 - (Agenzia Nova) - È di almeno tre morti il bilancio degli scontri seguiti alle nuove proteste anti-governative avvenute nella città di Omdurman. È quanto rfiferisce l’agenzia di stampa sudanese “Suna”, secondo cui la polizia è intervenuta utilizzando gas lacrimogeni per disperdere le proteste non autorizzate dal governo. Secondo quanto riferiscono fonti citate dalla stessa agenzia, gli agenti di polizia hanno inseguito i manifestanti nelle strade secondarie della città, da dove questi ultimi si sono radunati per riprendere le proteste. Le proteste sono scoppiate contemporaneamente alla manifestazione convocata ieri a Khartum dai sostenitori del presidente Omar Bashir, il quale ha ribadito la sua intenzione di restare al potere. Lo stesso Bashir aveva già respinto nei giorni scorsi le richieste di dimissioni a fronte dell’ondata di proteste che ha interessato il paese nelle ultime settimane. Rivolgendosi ieri ai militari di stanza in una base militare nei pressi della città di Atbara, a nord-est della capitale Khartum, Bashir ha puntato il dito contro “i traditori e gli agenti stranieri” che complottano contro il Sudan. “Non abbiamo alcun problema perché l'esercito non sosterrà i traditori, ma sostiene la patria e le sue conquiste”, ha detto Bashir, secondo quanto riferiscono i media locali. Inoltre, sempre nei giorni scorso il ministro dell’Interno, Ahmed Bilal, aveva dichiarato che le proteste in atto non porteranno alle dimissioni del presidente Bashir. “Il cambiamento del regime non avverrà senza elezioni, le proteste non sono sufficienti dal punto di vista costituzionale”, ha dichiarato il ministro in un intervento davanti al parlamento di Khartum. Le proteste, scoppiate lo scorso 19 dicembre in seguito al rincaro dei prezzi del pane e del carburante, hanno provocato finora la morte di diverse persone (22 secondo il governo, almeno 40 secondo Amnesty International) e l’arresto di almeno 816 dimostranti, come reso noto ieri dal ministero dell’Interno. Nel tentativo di sedare le proteste, Bashir è corso ai ripari rimuovendo dall’incarico il ministro della Salute, Mohammed Abu Zayr Mustafa, dal momento che l’aumento dei prezzi dei medicinali è tra le cause scatenanti dell’ondata di manifestazioni in corso nel paese. Al suo posto è stato nominato Kheir al Nur. Il capo dello Stato, da parte sua, sembra tutt’altro che intenzionato a farsi da parte e ha di recente ribadito la sua intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2020. In un’intervista rilasciata all’emittente televisiva in lingua araba con sede a Londra “al Mustaqilla”, Bashir ha spiegato che “esiste un appuntamento popolare per stabilire chi deve andare al potere, e sono le elezioni controllate dalla Commissione elettorale, riconosciuta da tutte le forze politiche. La Costituzione c’è attualmente e su di essa concordano tutti”. Nonostante questo, il presidente ha promesso al popolo di “continuare a lavorare per migliorare le condizioni di vita del popolo e la sicurezza al servizio del paese”. (Res)
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