SIRIA
 
Siria: portavoce ministero Esteri Russia, Usa sembrano lasciare il paese “per restare”
Mosca, 11 gen 12:59 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti sembrano voler lasciare la Siria “per restarci”. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri della Federazione russa, Maria Zakharova. “Noi giudichiamo prima dei post pubblicati su Twitter (dal presidente Usa Donald Trump), poi i commenti a quei post pubblicati immediatamente dopo. Al momento, c’è la sensazione che (gli statunitensi) lascino il paese in modo tale da trovare poi una ragione per restare”, ha dichiarato la Zakharova nel corso di un briefing con i giornalisti. “Abbiamo ripetutamente detto – ha quindi proseguito la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca - che vorremmo familiarizzare con questa strategia. Io credo che la comunità internazionale abbia il diritto di sapere che cosa gli Stati Uniti abbiano intenzione di fare in Siria e in che tempi, così come lungo i loro confini. Non posso condividere la vostra fiducia sul loro ritiro, dal momento che non abbiamo ancora una strategia ufficiale”. La Zakharova ha anche ribadito che i territori precedentemente controllati dalle forze Usa in Siria saranno trasferiti al governo di Damasco. “A questo proposito – ha aggiunto – assume particolare rilevanza stabilire un dialogo tra i curdi e Damasco. Dopo tutto, i curdi sono parte integrante della società siriana”.

Le parole della funzionaria russa arrivano tuttavia dopo che l’Osservatorio siriano per i diritti umani, gruppo di attivisti dell’opposizione con sede a Londra, ha dato notizia dell’avvio delle operazioni di ritiro delle forze statunitensi dalla Siria, con dieci veicoli armati usciti ieri sera dalla base militare di Rmelan, nella provincia nord-orientale di al Hasaka, in attuazione della decisione del presidente Donald Trump annunciata il 19 dicembre scorso. Contestualmente sarebbero state portate fuori dal paese alcune delle strumentazioni in uso nella base militare. La decisione sarebbe stata comunicata ai vertici delle Forze siriane democratiche (Fds), alleanza ribelle a maggioranza curda impegnata nell’area a contrastare lo Stato islamico con il sostegno aereo della Coalizione internazionale a guida Usa, i quali avrebbero accolto con “stupore” la notizia dell’imminente ritiro degli statunitensi dall'intera area a est del fiume Eufrate e dalla regione di Manbij. Nel frattempo, infatti, la Turchia continua a minacciare il lancio di una nuova operazione militare nelle stesse aree, diretta in particolare contro le Unità di protezione dei popoli curdo-siriane (Ypg), che costituiscono buona parte delle Fds e che Ankara considera un’organizzazione terroristica. La notizia dell’avvio delle operazioni di ritiro è stata confermata dal portavoce della Coalizione internazionale, Sean Ryan, in un comunicato nel quale non vengono tuttavia precisati i dettagli dei movimenti delle forze Usa. (Res)
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