ALBANIA
 
Albania: rimpasto di governo, presidente Meta respinge nomina nuovo ministro degli Esteri
 
 
Tirana, 10 gen 2019 14:31 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Repubblica albanese Ilir Meta ha respinto oggi la nomina di Gent Cakaj, 28enne kosovaro, all'incarico del nuovo ministro degli Esteri. In una lunga lettera inviata al premier di centro sinistra Edi Rama, il capo dello Stato sostiene che Cakaj, in qualità di vice ministro degli Esteri, avrebbe violato la legislazione che lo obbliga a essere munito di un certificato di sicurezza che gli permette di avere accesso alle informazioni riservate. "Per oltre sette mesi, Cakaj non ha rispettato la legislazione a riguardo, il che rappresenta anche un reato penale", ha sottolineato Meta, aggiungendo che "non avendo fatto domanda per l'ottenimento del certificato di sicurezza, oltre a mettere a rischio le informazioni segrete, Cakaj ha impedito anche la verifica delle istituzioni responsabili nei suoi confronti, poiché la procedura, secondo la legge, viene avviata solo dopo la richiesta del funzionario pubblico".

A parere di Meta, "tale comportamento nei confronti della legge dimostra una mancata responsabilità nell'esercitazione dell'incarico di vice ministro, ed è un chiaro segnale del pericolo che rappresenta la sua candidatura all'importantissimo incarico di ministro degli Esteri". Un altro aspetto contestato da Meta, riguarda alcune dichiarazioni pubbliche di Cakaj sul dialogo fra Pristina e Belgrado ed in particolare sull'idea dello scambio di territori, quale una soluzione per un'accordo definitivo fra i due paesi. In una trasmissione televisiva in Kosovo, invitato in qualità di vice ministro degli Esteri albanese, Cakaj ha dichiarato che quest'idea "si sta elaborando nell'ambito di una generale correzione dei confini che sta avvenendo nella regione dei Balcani occidentali". Secondo il presidente della Repubblica, si tratterebbe di "dichiarazioni pericolose, con imprevedibili conseguenze nella regione, e vanno contro la politica regionale dell'Albania, quella della Nato e dell'Unione europea".

Meta conclude la propria lettera, sottolineando che "la candidatura di Cakaj non soddisfa i requisiti, non offre affidabilità e le dovute garanzie per un'oggettiva esercitazione all'altezza richiesta dell'incarico di ministro degli Esteri". A parere di Meta, la diplomazia albanese si trova di fronte ad importanti sfide, quali la presidenza dell'Osce nel 2020 e la sua partecipazione alla troika di quest'organizzazione dall'inizio di quest'anno. Inoltre, "le prossime settimane e i prossimi mesi sono determinanti per il processo di integrazione europea del paese, in quanto l'Albania si attende l'avvio dei negoziati di adesione all'Ue". Il presidente della Repubblica non ha firmato nel frattempo, nemmeno il decreto per la rimozione del ministro degli Esteri in carica Ditmir Bushati.

La mossa di Rama alla guida della diplomazia ha suscitato infatti non solo stupore ma anche critiche nei suoi confronti. La rimozione di Bushati, una figura di grande esperienza il quale ha guidato la diplomazia albanese per oltre cinque anni giunge mentre il paese si trova di fronte a importanti sfide, elencate anche da Meta. Dall'altra parte, la nomina di Cakaj, originario del Kosovo e attuale viceministro degli Esteri, incaricato al processo di integrazione europea è stata vista con scetticismo, soprattutto per la sua giovane età, solo 28 anni, e la scarsa esperienza. Rama però lo ha difeso con tenacia, sostenendo che "Cakaj è tra le persone più sagge che abbia mai conosciuto".

Il rimpasto di governo è stato annunciato da Rama negli ultimi giorni di dicembre. La mossa radicale, che prevede la rimozione di oltre la metà dell'esecutivo, è giunta dopo le proteste degli studenti albanesi, i quali per due settimane hanno manifestato chiedendo la riduzione delle tariffe universitarie e il miglioramento delle condizioni negli atenei. "Dagli studenti abbiamo avuto un chiaro messaggio sulla via da seguire per ottenere i risultati che ci permetteranno di essere alla guida del paese anche per un terzo mandato", ha dichiarato Rama. Lo scorso fine settimana, a soli 24 ore dalla consegna da parte di Rama dei cambiamenti al suo gabinetto, Meta ha firmato solo alcuni dei decreti di nomina dei nuovi ministri. Il presidente della Repubblica ha inizialmente approvato la nomina del vicepremier Erion Brace; del ministro dell'Agricoltura Bledi Cuci; del sottosegretario alla Tutela delle imprese Eduard Shalsi; e del sottosegretario per i rapporti con il parlamento, Elisa Spiropali, un incarico nuovo. Tutti e quattro sono anche deputati e di seguito soddisfano automaticamente i criteri necessari per essere membri di governo.

I decreti per altri quattro ministri – Anila Denaj alle Finanze e Economia, Belinda Balluku alle Infrastrutture ed Energia, Besa Shahini all'Istruzione e Elva Margariti alla Cultura – di nomina puramente tecnica, sono stati firmati ieri sera. E' la secondo volta che tra governo e la presidenza della Repubblica nascono tensioni sulla nomina dei nuovi ministri. Lo scorso mese di novembre, il capo dello Stato ha rischiato di provocare una crisi istituzionale, quando ha rifiutato la nomina di Sander Lleshaj all'incarico di ministro dell'Interno, ritenendo che il suo status di militare, con il grado di generale, non coincideva con la posizione del ministro. Un'impasse superata solo dopo che Lleshaj ha rinunciato alla sua appartenenza, seppur formale, alle Forze armate. (Alt)
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