CINA
 
Cina: l'ex boss del costruttore di portaerei Csic potrebbe essere condannato a morte per spionaggio
 
 
Pechino, 19 dic 2018 09:21 - (Agenzia Nova) - Sun Bo, ex amministratore generale di China Shipbuilding Industry Corporation (Csic), il colosso statale della cantieristica cinese che ha sviluppato la prima portaerei della Marina cinese, potrebbe essere condannato a morte con l’accusa di aver divulgato segreti di Stato ad agenti d’intelligence stranieri. Lo riferisce il quotidiano “South China Morning Post”. L’agenzia anti-corruzione cinese ha già riconosciuto Sun Bo colpevole di aver ricevuto tangenti, ma almeno tre fonti citate dal quotidiano affermano che l’ex manager sia sospettato di aver violato informazioni confidenziali relative alla Liaoning, la prima portaerei della Marina militare cinese. Secondo le fonti, Sun “potrebbe essere condannato a morte”, o “subire almeno una condanna a morte sospesa”, a seconda dell’importanza delle informazioni trafugate. Nel caso gli investigatori stabilissero che Sun ha trasmesso ad agenti stranieri informazioni altamente confidenziali, la condanna a morte sarebbe pressoché certa. Un’altra fonte vicina alla Marina cinese citata dal “Scmp” sostiene che la leadership cinese intenda utilizzare il caso di Sun come “avvertimento” ad altri funzionari nell’ambito della campagna anti-corruzione intrapresa dal presidente Xi Jinping, che dal 2013 ad oggi ha portato a processare oltre 1,3 milioni di funzionari di partito a tutti i livelli del governo.

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha commentato ieri lo stato del processo di riforma e apertura dell’economia nazionale, riconoscendone la difficoltà, ed ha proclamato la vittoria della vasta campagna anti-corruzione intrapresa sotto la sua leadership. Xi ha tenuto un discorso di fronte alla Grande sala del Popolo in occasione del 40mo anniversario del processo di riforma e apertura intrapreso da Deng Xiaoping, e in concomitanza con il lancio dell'annuale Conferenza economica centrale per il lavoro. Il Partito comunista cinese, ha ammonito il presidente, deve esercitare un ruolo di guida e controllo ancor più rigoroso sul processo di apertura, e perseguire un ruolo di ulteriore centralità del paese negli affari globali. “Manterremo con risolutezza la leadership autorevole e centralizzata del Comitato centrale del Partito comunista, e ci assicureremo che la leadership del Partito sia attuata e riflessa nelle riforme, nello sviluppo, nella stabilità, negli affari domestici e internazionali, nella difesa nazionale, nel Partito, nello Stato, nelle Forze armate e in altri campi”, ha detto Xi.

Il presidente cinese ha dichiarato che la Cina “si sta muovendo verso il centro del palcoscenico globale, ed è ora riconosciuta dalla comunità internazionale come un edificatore di pace, un contributore dello sviluppo globale e un difensore dell’ordine internazionale”. Xi ha ammonito che “nessuno di trova nella posizione di dettare al popolo cinese quel che dovrebbe fare”. Nel corso del suo intervento, Xi ha anche dichiarato che la campagna contro la corruzione intrapresa sotto la sua guida ha conseguito una vittoria schiacciante. Il discorso tenuto stamattina segna il 40mo anniversario del processo di apertura intrapreso da Deng Xiaoping, che ha riorientato l’economia cinese verso un modello capitalistico orientato al mercato.

I vertici delle autorità decisionali cinesi si sono riuniti da ieri a Pechino per l’annuale Conferenza economica centrale per il lavoro, che definirà gli indirizzi di politica economica per il prossimo anno. La conferenza ha aperto i battenti dopo le celebrazioni per il 40mo anniversario della riforma e dell’apertura economica nazionale lanciata da Deng Xiaoping. All’evento prendono parte tutti i funzionari di maggior rango del Partito comunista cinese, inclusi il presidente Xi Jinping, il primo ministro Li Keqiang, il vicepremier Liu He, i vertici delle agenzie per la regolamentazione e la pianificazione e i governatori provinciali. Tra le priorità della conferenza di due giorni figura la stabilizzazione dell’economia, a fronte degli ostacoli alla crescita causati dal conflitto commerciale con gli Stati Uniti. (Cip)
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