ALBANIA
 
Albania: presidente Meta insiste, "firma su nomina ministro non è atto formale"
Tirana, 09 nov 2018 16:20 - (Agenzia Nova) - Il presidente albanese Ilir Meta ha considerato del tutto leggittima la sua decisione di repingere la nomina del generale dell'esercito Sander Lleshi all'incarico di ministro dell'Interno "perché non del tutto convinto a dargli la fiducia". Rispondendo ai giornalisti, il capo dello Stato ha dichiarato che "senza voler dare lezioni sulla Costituzione, inviterei tutti i dilettanti e quelli che sono di parte, a leggere nuovamente il testo della costituzione, le competenze del presidente della Repubblica ed il fatto che solo la prestazione del giuramento al capo dello Stato è un atto formale o di protocollo", ha detto Meta rispondendo alle dichiarazioni del premier Edi Rama secondo il quale "il presidente della Repubblica non ha la competenza di respingere la nomina di un membro del governo".

"A quelli che dicono che la Costituzione non prevede esplicitamente il rifiuto di una proposta a ministro, avrei una domanda da fargli: Potrebbe il parlamento votare contro il decreto del presidente della Repubblica per un ministro. Perché nemmeno questa ipotesi è espresso eplicitamente nel testo della costituzione", ha sottolineato Meta. Il premier Rama, da parte sua ha annunciato oggi di essersi rivolto nuovamente al presidente della Repubblica per la questione del ministro dell'Interno, riproponendo Lleshi. Il premier, ha sottolineato che la sua richiesta per la nomina di Lleshi "è stata accompagnata da una relazione con dettagliate spiegazioni, in funzione di una firma del presidente della Repubblica". Ieri sera, in un'intervista all'emittente televisiva albanese "Vizion Plus", Rama aveva spiegato che tale mossa "serve a dare la possibilità al presidente della Repubblica di crearsi una piena convinzione e proseguire quindi sulla via stabilita dalla costituzione". Meta ha evitato oggi di rispondere su quello che farà dopo la seconda richiesta avanzata da Rama.

Secondo la Costituzione albanese, "il ministro viene nominato e rimosso dal presidente della Repubblica su proposta del premier entro 7 giorni". In un'intervista rilasciata prima della sua decisione, Meta aveva sottolineato che "il presidente della Repubblica non può firmare un decreto solo formalmente, perché sarebbe un atto irresponsabile, tanto più quando si tratta di un'incarico molto importante come quello del ministro dell'Interno". La guida del ministero è stata comunque affidata a Lleshi, nominato da Rama all'incarico di vice ministro, da pochi giorni. Sulla situazione è intervenuta anche la Delegazione dell'Unione europea a Tirana, il cui ambasciatore, Luigi Soreca, ha dichiarato che "un ministero dell'Interno, pienamente funzionante, in grado di lottare con forza contro la criminalità organizzata, è essenziale per l'Albania nel suo percorso di integrazione europea". La stessa linea è stata ribadita ieri anche dall'ambasciata statunitense a Tirana, secondo la quale "un ministero dell'Interno pienamente funzionante è un elemento chiave per garantire la continuità degli sforzi e dei risultati raggiunti fino adesso nella lotta alla criminalità organizzata ed alla corruzione". (Alt)
 
 
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