IMPRESE
Mostra l'articolo per intero...
 
Imprese: l’ad di Google torna a difendere il progetto per un motore di ricerca censurato in Cina
Washington, 09 nov 05:38 - (Agenzia Nova) - L’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, è tornato a difendere la contestatissima decisione del colosso tecnologico Usa di avviare segretamente lo sviluppo di un motore di ricerca sottoposto a censura per il mercato cinese. In una intervista al quotidiano “New York Times”, pubblicata nella giornata di ieri, Pichai afferma che l’azienda opera già in diversi paesi al mondo dove vigono sistemi di censura, e che quando Google pratica il “diritto all’oblio” - la rimozione volontaria delle informazioni di un soggetto dal web – pratica in un certo senso un atto di censura, poiché interviene sui risultati dei motori di ricerca per rispondere a legislazioni locali. Il nuovo tentativo di difesa d’ufficio dell’ad di Google tenta di placare le proteste suscitate tra i politici Usa e gli stessi dipendenti di Google dopo la divulgazione del “Progetto Libellula”, acronimo con cui l’azienda celava lo sviluppo del motore di ricerca censurato con cui intende rientrare sul mercato cinese. “Sono deciso a servire gli utenti cinesi”, ha dichiarato Pichai. “Cosa ciò richieda, è una domanda cui per ora non so rispondere”. (segue) (Was)
ARTICOLI CORRELATI