SPECIALE INFRASTRUTTURE
 
Speciale infrastrutture: Ungheria accede a fondi per 10 miliardi di euro per ampliamento centrale nucleare Paks
Budapest, 08 nov 2017 18:45 - (Agenzia Nova) - L'Ungheria presto inizierà ad accedere a un prestito di 10 miliardi di euro dello stato russo per l'aggiornamento della centrale nucleare di Paks. Lo ha dichiarato Attila Aszodi, segretario di Stato responsabile per gli investimenti nel corso di una conferenza a Budapest, come riferisce il "Budapest Business Journal". Sono già stati avviati i pagamenti a Rosatom, corporazione russa che gestisce il settore nucleare e che gestisce l’appalto generale dei lavori, ha riferito Aszodi, per un totale di 98 milioni di euro. Il capitale della società Paks II Atomeromu sarà aumentato in concomitanza al primo pagamento per la pianificazione dell'aggiornamento, nota Aszodi. Sono già stati acquisiti i più importanti permessi di base per la costruzione dei due reattori aggiuntivi presso l'impianto di Paks. I reattori potrebbero essere operativi nel 2026 e nel 2027, ha aggiunto Aszodi.

Il 28 agosto scorso il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro ungherese Viktor Orban si sono incontrati a Budapest e hanno discusso di vari progetti congiunti, su tutti quello che prevede l’ampliamento della centrale nucleare di Paks. I due nel corso di un pranzo di lavoro hanno discusso in maniera approfondita per oltre un’ora e mezzo dello sviluppo delle relazioni bilaterali e dell’attuazione di alcuni grandi progetti congiunti, oltre a conversare su alcune questioni relative all’Unione europea. Durante l’incontro i co-presidenti della commissione intergovernativa russo-ungherese hanno presentato le loro relazioni, indicanti una dinamica positiva e una crescita di oltre il 30 per cento, dettata soprattutto da investimenti reciproci, apertura di nuove imprese e iniziative industriali congiunte.

I rapporti fra Ungheria e Russia sono decisamente consolidati, in particolare nel settore dell'energia. Mvm, la compagnia energetica statale ungherese, nei giorni scorsi riferiva che circa il 54 per cento dei cittadini ungheresi sostiene la costruzione di due nuove unità della centrale nucleare di Paks. Secondo l’indagine, due terzi degli ungheresi ritengono che l'aggiornamento dell’impianto ridurrà la dipendenza energetica dell'Ungheria. Il sondaggio ha mostrato che il 36 per cento degli ungheresi si oppongono alla costruzione delle due unità, mentre il 10 per cento hanno preferito non prendere una posizione definita. Il 51 per cento degli intervistati ha dichiarato di non essere disposto a pagare di più per l’energia elettrica, qualora questa venisse prodotta da fonti rinnovabili anziché dall’energia nucleare. La maggior parte degli ungheresi ha dichiarato che l'energia nucleare è l’opzione migliore per garantire continui approvvigionamenti elettrici. Come riferito ieri dal senato accademico dell’Università di Debrecen, l’ateneo ha deciso di conferire un riconoscimento al presidente russo Vladimir Putin per il ruolo che la Federazione Russa nelle attività di ammodernamento della centrale di Paks.

Mvm e la società russa Rosatom, principale committente del progetto di aggiornamento dell'impianto nucleare di Paks, hanno firmato un memorandum d'intesa alla fiera Atomexpo 2017 lo scorso 20 giugno a Mosca. Le due aziende, secondo quanto stabilito dal memorandum, intendono rafforzare la loro cooperazione per la manutenzione della centrale di Paks, garantendo le forniture all'impianto a combustibile nucleare, realizzando progetti nucleari in Russia e in paesi terzi, olte a garantire formazione specialistica e iniziative di ricerca e sviluppo. L’amministratore delegato e presidente di Mvm, Peter Csiba, aveva dichiarato che le aziende sono legate da un passato che costituisce una base affidabile per la cooperazione in aree tradizionali ma anche in nuove attività. Il vice amministratore delegato di Rosatom, Kirill Komarov, ha dichiarato che la cooperazione tra le due società contribuirà all'innovazione tecnologica.

Il premier ungherese Viktor Orban aveva tenuto dei colloqui il 15 giugno scorso con i rappresentanti di Rosatom per discutere del progetto di espansione della centrale nucleare di Paks. Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del governo, all’incontro hanno presenziato, oltre Orban, anche il ministro senza portafoglio responsabile del progetto Janos Suli; l’amministratore delegato di Rosatom Aleksei Likhachev e il suo vice Kirill Komarov. Durante la riunione le parti hanno esaminato lo stato dell'investimento nella centrale di Paks e hanno concordato ulteriori passi da intraprendere nel prossimo periodo. Lo scorso 26 maggio Orban e il presidente russo Vladimir Putin avevano avuto una conversazione telefonica durante la quale si è discusso della costruzione, in cooperazione con Rosatom, di due nuove unità della centrale nucleare ungherese di Paks.

Nel corso del colloquio telefonico, il presidente russo e il premier ungherese avevano inoltre concordato sulla prosecuzione dei contatti personali. "Particolare attenzione è stata rivolta alla costruzione, con la partecipazione della società statale Rosatom delle due nuove unità della centrale nucleare ungherese di Paks, così come di progetti congiunti nel settore del gas. Hanno concordato il proseguimento dei contatti personali", si legge nel comunicato. Secondo l'ufficio stampa del Cremlino, nel corso della conversazione telefonica i due avevano discusso di temi di attualità delle relazioni russo-ungheresi nel quadro dell'attuazione degli accordi raggiunti durante la visita del presidente russo a Budapest il 2 febbraio.

Di recente il ministro ungherese responsabile dell'avvio del progetto dei due nuovi reattori della centrale nucleare di Paks, Janos Suli, ha auspicato che il cosiddetto impianto "Paks II" possa essere operativo entro il 2026. Secondo quanto diffuso nel comunicato del governo di Budapest, i lavori per rendere operativo il progetto inizieranno il prossimo anno. La Russia ha aperto una linea di credito per l'attuazione del contratto. L'Ungheria ha commissionato a Rosatom la realizzazione dei due nuovi impianti nucleari. Il ministro ungherese ha sottolineato che circa 10-11 mila persone lavoreranno sul sito e disporranno di alloggi, pasti e assistenza sanitaria. Suli ha inoltre enfatizzato l'obiettivo di rilanciare uno sviluppo regionale sostenibile a lungo termine e un'economia locale altamente capitalizzata.

La centrale nucleare di Paks è l'unica di questo tipo in Ungheria e attualmente produce oltre il 35 per cento dell'elettricità prodotta nel paese. L'obiettivo del governo di Budapest è quello di garantire che in futuro la centrale di Paks II produca oltre il 50 per cento dell'elettricità utile all'Ungheria, mentre la parte restante dovrebbe provenire da fonti di energia rinnovabile, in primo luogo solare. Suli ha inoltre precisato che i rapporti con l'Unione europea, che aveva inizialmente bloccato di progetto di Paks II, saranno tenuti da Janos Lazar, capo dello staff del primo ministro Viktor Orban. Il via libera dell'Ue al progetto di Paks II è giunto all'inizio di marzo. "L'Ungheria ha deciso di investire nella costruzione della centrale nucleare di Paks II, come è suo diritto in base ai trattati dell'Unione", aveva affermato il commissario Ue alla concorrenza Margrethe Vestager in merito al sostegno finanziario dell'Ungheria per la costruzione di due nuovi reattori nucleari che sostituiranno i quattro attualmente in funzione che sono stati costruiti negli anni Ottanta. (Res)
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