USA-CINA
 
Usa-Cina: Fmi e Banca mondiale rivolgono appello a rispetto norme del commercio internazionale
Giacarta, 11 ott 12:44 - (Agenzia Nova) - I direttori del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, riunitisi a Bali, in Indonesia, per l’annuale incontro delle due organizzazioni, hanno rivolto a Stati Uniti e Cina un appello a rispettare le norme del commercio internazionale, nel pieno della guerra dei dazi in atto tra i due paesi. Christine Lagarde, direttore del Fondo, ha suggerito ai due paesi di placare le tensioni e cooperare per rivedere gli aspetti del sistema del commercio globale che necessitano di aggiustamenti, “anziché distruggerlo”. Lagarde e il presidente della Banca mondiale, Jim Yong-kim, hanno tenuto due interventi distinti in occasione dell’evento annuale che quest’anno è ospitato da Bali, in Indonesia. L’incontro riunisce ministri delle Finanze, banchieri centrali e leader da diversi paesi, tra ingenti misure di sicurezza.

La Cina e altri paesi asiatici vedranno rallentare la crescita delle loro economia per effetto delle perturbazioni del commercio globale, teatro del conflitto tra Stati Uniti e Cina. E’ la previsione formulata dal Fondo monetario internazionale (Fmi) nell’ultima edizione del “World Economic Outlook”. Il Fondo prevede che “i disturbi causati dalla escalation delle restrizioni commerciali potrebbero essere particolarmente rilevanti negli Stati Uniti in Cina, con perdite in termini di prodotto interno lordo di oltre lo 0,9 per cento negli Usa e di oltre l’1,6 per cento in Cina nel 2019”. Il Fmi ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per Cina e India rispetto al precedente rapporto, pubblicato nel mese di agosto.

Il Fondo monetario ha pubblicato martedì una nuova edizione del suo “World Economic Outlook”, il rapporto annuale contenente le proiezioni di crescita dell’economia globale. Nel documento, il Fondo rivede al ribasso le previsioni di crescita, alla luce del conflitto commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina. Stando all’Fmi, le tensioni tra le due maggiori potenze mondiali hanno cominciato ad influire sulle attività produttive globali: per quest’anno il Fondo prevede una crescita dell’economia mondiale del 3,7 per cento, due decimi di punto in mento rispetto alle precedenti previsioni pubblicate dall’organizzazione con sede a Washington. Il Fondo monetario pubblica il suo “World Economic Outlook” due volte l’anno, nei mesi di aprile e ottobre; il rapporto fornisce un quadro autorevole dell’andamento dell’economia globale. La precedente edizione del rapporto era stata pubblicata in concomitanza con il summit annuale della Banca mondiale a Bali, in Indonesia.

Nelle ultime settimane, invece, la Banca mondiale ha avvertito che Thailandia e Indonesia rischiano una carenza di liquidità e problemi di rifinanziamento del debito, in un contesto economico internazionale segnato da crescente volatilità e pressioni sulle economie emergenti. Nel suo periodico East Asia and Pacific Economic Update, l’istituzione con sede a Washington avverte che il deflusso di capitali potrebbe complicare l’emissione e il rinnovo (rollover) del debito denominato in valuta estera da parte di Stati e aziende della regione. La carenza di liquidità, avverte l’analisi, rischia di arrecare disturbi alle attività delle aziende e al finanziamento dei deficit di bilancio, gravando così sulla sostenibilità del debito. “I rischi legati al rollover sono potenzialmente acuti per l’Indonesia e la Thailandia, dato il loro volume consistente di debito a breve scadenza (circa 50 e 63 miliardi di dollari, rispettivamente)”, recita il documento della Banca mondiale.

Per il momento, l’istituzione finanziaria esclude che i problemi di liquidità possano sfociare in veri e propri rischi di insolvenza, dato il livello di indebitamento estero relativamente basso dei due paesi in questione. La Banca mondiale avverte però che l’Asia Orientale affronta una doppia minaccia alle prospettive di crescita economica: l’aumento del protezionismo da una parte, e la crescente volatilità dei mercati finanziari dall’altra. Questi fattori rischiano di complicare la gestione macroeconomica ed esacerbare le vulnerabilità a breve termine, minando le prospettive di crescita regionali. Sudhir Shetty, capo economista della Banca mondiale per l’Asia Orientale e il Pacifico, ha dichiarato che i deflussi di capitale potrebbero accelerare, nel caso i mercati percepissero il conflitto commerciale tra Usa e Cina come una minaccia per le economie asiatiche emergenti.

Le banche centrali delle economie asiatiche emergenti sono state costrette a intraprendere una nuova stretta alla circolazione monetaria in risposta all’ultimo aumento dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve Statunitense (Fed), per tamponare il deprezzamento delle valute rispetto al dollaro e le pressioni inflazionistiche. Bank Indonesia ha alzato ieri il suo tasso di deposito bancario (reverse repo rate) di 25 punti base, al 5,75 per cento, mentre la Banca centrale filippina ha effettuato un aumento di 50 punti base del tasso di riferimento, al 4,5 per cento. L’aumento effettuato dalla banca centrale indonesiana è il quinto dallo scorso maggio, mentre per quanto riguarda le Filippine, il tasso di riferimento è ai massimi da marzo 2009. (Fim)
ARTICOLI CORRELATI