TUNISIA-UE

 
 

Tunisia-Ue: vicepresidente Europarlamento Castaldo a “Nova”, “Tunisi partner fondamentale”

Roma, 02 ott 2018 17:20 - (Agenzia Nova) - L’Europa intende “rafforzare la cooperazione con la Tunisia” per aiutare il paese nordafricano a superare “un momento delicato”. Lo ha detto oggi ad “Agenzia Nova” Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Movimento 5 Stelle (M5S), rientrato oggi a Strasburgo dopo una recente visita in Tunisia dove ha incontrato, fra gli altri, il capo dello Stato, Beji Caid Essebsi. “Ho ribadito la nostra attenzione sulla crisi economica e sociale che sta portando molti giovani a lasciare la Tunisia. Lui ci ha detto che è un momento delicato per il suo paese”, ha spiegato Castaldo in merito ai colloqui con il presidente tunisino ultranovantenne di origini italiane (per l'esattezza sarde: il bisnonno Isma'il Caid Essebsi, infatti, fu rapito da corsari tunisini in Sardegna all'inizio del XIX secolo). I migranti tunisini risultano al primo posto nelle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco in Italia. Secondo una tabella del Dipartimento di pubblica sicurezza aggiornata alle 8:00 di oggi, due ottobre, in Italia sono sbarcati soprattutto cittadini tunisini (4.575), eritrei (3.047), sudanesi (1.595), pachistani (1.353), nigeriani (1.248), ivoriani (1.047), algerini (976), maliani (875), guineani (809). Per una parte dei rimanenti 4.234 migranti sono ancora in corso le attività di identificazione.

“Le partenze illegali dovrebbero essere impedite sempre”, ha detto ancora Castaldo, sottolineando “l’impegno del governo tunisino” ribadito durante la visita a Tunisi del ministro dell’Interno e vicepremier italiano, Matteo Salvini. Sul fronte dell’immigrazione, in effetti, il titolare del Viminale ha ottenuto dalla Tunisia un impegno politico di rilievo: la promessa di riprendersi tutti i tunisini irregolari che verranno identificati in Italia, pur con modalità ancora da verificare. In cambio, le autorità nordafricane chiedono al governo italiano soprattutto assistenza tecnica: motovedette (due arriveranno a già ottobre), auto fuoristrada, addestramento e apparecchiature elettroniche. Una volta fermati i flussi irregolari, si potrà poi discutere di come meglio gestire la mobilità regolare. “Resta il fatto che la Tunisia è un partner fondamentale per l’Europa e per il Mediterraneo. Puntiamo a rafforzare la nostra cooperazione per aiutare quel paese superare le difficoltà e che si possa pensare al Mar Mediterraneo non come una barriera ma come una zona che porti benessere economico per tutti”, ha detto ancora Castaldo.

Con l’avvicinarsi delle consultazioni politiche e presidenziali, il governo guidato dal primo ministro Youssef Chahed appare sempre più al centro di una “guerra di posizioni” tra correnti, fazioni, e interessi politici divergenti che ne minano fortemente la stabilità. Il fronte laico riunito quattro anni fa dall’anziano e carismatico presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi, appare oggi diviso e indebolito dinanzi a Ennhada, il partito islamico moderato della “Rinascita” dello sceicco Rashid Ghannouchi, che sembra beneficiare di una maggiore compattezza. Il punto di rottura è stato raggiunto lo scorso mese di maggio dopo le prime elezioni elezioni municipali dal 2011. La consultazione si è conclusa con una batosta per l’intera classe politica ma soprattutto per Nidaa Tounes. Il partito leader della maggioranza è sceso da 1,3 milioni di voti nel 2014 ai 300 mila voti circa, un calo di circa 1 milione di voti. Anche il partito islamico moderato Ennahda, il secondo più forte del paese, ha perso voti, ma in maniera più contenuta passando da 950 mila voti nel 2014 ai circa 450 mila voti delle municipali. I veri vincitori sono state le liste indipendenti, che tuttavia ora subiscono la pressione dei partiti al potere centrale.

“Nel complesso le elezioni municipali sono state positive. Le procedure sono state rispettate così come i diritti degli elettori. Quello che ci preoccupa è la tenuta della democrazia, che significa difendere le autorità amministrative indipendenti”, ha detto Castaldo, auspicando inoltre “la messa a regime della Corte costituzionale”. A quasi otto anni dalla rivoluzione dei gelsomini, infatti, la Tunisia è ancora priva di alcuni organi costituzionali fondamentali per completare il processo di transizione democratica. “Crediamo che queste iniziative debbano esulare dal normale dibattito politico fra i diversi partiti. Vogliamo che la scelta di questi organi punti su competenza e professionalità dei membri”, ha concluso il vicepresidente dell’Europarlamento. (Asc)

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Lucia Azzolina
Deputata del Movimento 5 stelle ed ex Ministro dell’Istruzione
20 luglio 2021


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