GERMANIA
 
Germania: cancelliere Merkel, Grande coalizione “non esploderà” per Maassen
Berlino, 14 set 15:13 - (Agenzia Nova) - La Grande coalizione tra Unione democratico-cristiana (Cdu), Unione cristiano-sociale (Csu) e Partito socialdemocratico (Spd) al governo in Germania da marzo scorso “non esploderà “a causa del presidente dell'Ufficio federale per la protezione della Costituzione, Hans-Georg Maassen (Bfv). È quanto dichiarato dal cancelliere tedesco Angela Merkel durante la conferenza stampa con il presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, da cui è stata ricevuta oggi a Vilnius. Merkel è apparsa dunque ottimista sui possibili sviluppi della vicenda di Maassen, che rischia di provocare una crisi di governo in Germania. Alle origini della questione vi sono vvenuti a Chemnitz in Sassonia alla fine di agosto e dei loro sviluppi.

In una rissa avvenuta a Chemnitz nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso, un cittadino tedesco di 35 anni ha perso la vita. L'iscrizione di due immigrati, un iracheno e un siriano, nel registro degli indagati per la morte del 35enne ha provocato la mobilitazione dell'estrema destra, in un clima descritto dalla stampa tedesca come caccia allo straniero. A seguito della morte del 35enne, a Chemnitz sono state organizzate manifestazioni di protesta, cui hanno preso parte anche estremisti di destra, tra saluti hitleriani e slogan xenofobi. La dimostrazione è sfociata in disordini tra militanti di estrema destra e della sinistra radicale. La polizia è intervenuta per sedare gli scontri, in cui diversi dimostranti e agenti di sicurezza sono rimasti feriti. Numerosi manifestanti sono stati fermati e denunciati.

A soffiare sul fuoco prima che a Chemnitz scoppiassero i disordini era stato il partito di destra Alternativa per la Germania (Afd), all'opposizione nel Bundestag, il parlamento federale tedesco. Diversi esponenti della formazione, che raccoglie consensi anche tra ambienti della destra radicale, hanno infatti invitato i cittadini tedeschi a mobilitarsi e reagire autonomamente contro quelli che Afd denuncia come i pericoli dell'immigrazione, resi ancor più gravi da una reazione del governo giudicata assente o insufficiente. L'esecutivo del cancelliere Angela Merkel ha risposto con una netta condanna della xenofobia, al contempo affermando la propria comprensione per le preoccupazioni della cittadinanza legate alla questione migratoria. Tuttavia, il dibattito su Chemnitz e sul ritorno dell'estremismo di destra è stato ulteriormente complicato da Hans-Georg Maassen, il presidente dell'Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Bfv), i servizi segreti interni della Germania.

Il Partito socialdemocratico (Spd), che con l'Unione cristiano-democratica (Cdu) di Merkel e l'Unione cristiano-sociale (Csu) del ministro dell'Interno Horst Seehofer compone la maggioranza di governo, ha accusato Maassen di aver mancato di imparzialità nei fatti di Chemnitz. Il presidente del Bfv ha infatti incontrato esponenti di Afd e ha reso alcune dichiarazioni giudicate vicine alle posizioni di Alternativa per la Germania e contrarie alla condanna della xenofobia espressa da Merkel e dal governo tedesco. La Spd ha quindi chiesto le dimissioni di Maassen, venendo appoggiata dal Partito liberaldemocratico (Fdp) e dai Verdi, all'opposizione nel Bundestag. Seehofer ha, invece, ribadito il proprio sostegno al presidente del Bfv. Tuttavia, il ministro dell'Interno potrebbe ritirare il proprio appoggio a Maassen in vista delle elezioni statali che si terranno il 14 ottobre prossimo in Baviera, tradizionale bacino elettorale della Csu. L'appoggio a Maassen starebbe infatti costando numerosi consensi alla Csu, già data dagli ultimi sondaggi in netto calo in Baviera, dove potrebbe non raggiungere la maggioranza al voto del 14 ottobre.

Per discutere di Maassen e della sua eventuale destituzione, Merkel, Seehofer e la leader dell'Spd Andrea Nahles si sono incontrati a Berlino nella giornata di ieri, 13 settembre. La riunione è stata definita dalla stampa tedesca “critica” per la tenuta della Grande coalizione. Il contenuto di colloqui non è stato reso noto, ma l'agenzia di stampa tedesca “Dpa” ha definito l'incontro, durato 90 minuti, “positivo e serio” con obiettivo di “continuare a lavorare insieme come coalizione” condiviso da Merkel, Seehofer e Nahles. Le discussioni sul futuro di Maassen sono state quindi rinviate al 18 settembre prossimo. Il confronto tra Cdu, Csu ed Spd sul presidente del Bfv è dunque soltanto rinviato. Nel frattempo, Merkel deve far fronte a un altro motivo di divisione all'interno della Grande coalizione: la possibile partecipazione della Germania a un intervento militare internazionale contro la Siria. Cdu e Csu, con Fdp e Verdi, appoggiano un'azione militare qualora venisse accertata la responsabilità dell'esercito siriano nell'utilizzo di armi chimiche contro i ribelli nell'imminente offensiva governativa contro Idlib, regione della Siria nord-occidentale in gran parte controllata dagli insorti. Il 12 settembre scorso, il ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen (Cdu), ha dichiarato al Bundestag che la partecipazione della Germania a un intervento militare internazionale contro la Siria non è escludibile. La risposta di Nahles e dell'Spd è stata inequivocabile: un netto e categorico rifiuto a ogni azione militare in Siria da parte della Bundeswehr, le Forze armate tedesche. (Geb)
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