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Speciale Ict: 5G, da gennaio 2020 per le Tv parte lo switch off graduale per il rilascio delle frequenze (banda 700 MHz)
Roma, 10 ago 18:40 - (Agenzia Nova/Key4biz) - Da oggi la strada che porta il 5G in Italia ha un percorso più delineato. Il ministero dello Sviluppo economico (MiSe) ha fissato il calendario per il rilascio della banda 700 MHz, la più pregiata, da parte dei broadcaster nazionali e locali per rendere disponibile le frequenze alle Telco (l’asta si terrà a settembre) per i servizi sviluppati in 5G, la tecnologia abilitante della quarta rivoluzione industriale. Nel nostro Paese, la banda 700 è occupata al 60 per cento da emittenti nazionali e locali. Dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2022 dovrà avvenire il graduale switch off, come previsto dal decreto firmato oggi dal ministro Luigi Di Maio. Si parte dalle frequenze televisive della Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna, che fanno parte di una delle quattro aree con cui il Mise ha diviso il territorio nazionale per questa migrazione ancora una volta rivoluzionaria per il sistema televisivo su standard DVBT. S’inizia dalla Liguria per evitare il rischio interferenze da parte del nostro “vecchio” digitale terrestre con il segnale Lte sui 700 MHz dei nostri vicini francesi, che hanno già fatto l’asta in banda 700 e a breve cominceranno ad accendere il segnale in patria. Il nuovo standard MPEG4Dunque partirà dal 2020 lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti Tv (a cui il Mise assegnerà nuove frequenze) e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione, di due anni, non prevede in alcun modo l'introduzione di tecnologia T2-HEVC ma l'uso di tecnologia MPEG-4 già diffusa da qualche anno nei televisori e che nel 2020 sarà disponibile per tutta la popolazione. Il vecchio standard del digitale terrestre nel nostro Paese, MPEG2, andrà in pensione il primo luglio 2022 e per allora emittenti televisive e telespettatori dovranno essere pronti all’accensione del DVBT2, il nuovo standard tecnologico che aprirà le porte all’ultra HD e al 4K, comprimendo il doppio canali sui mux residui, che nel 2022 saranno 14. Questo significherà anche che entro 4 anni le attuali tv digitali dovranno essere sostituite con quelle di nuova generazione DVBT2, oppure dotarle di un decoder esterno. Il Mise, come previsto dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205 e secondo quanto richiesto dalla decisione europea del 2017/n. 899, ha suddiviso il territorio nazionale in quattro aree geografiche per il rilascio delle frequenze in banda 700 MHz da parte dei broadcaster: Area 1: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna; Area 2: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, province di: Trento, Bolzano, Parma e Piacenza; Area 3: Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna tranne le province di Parma e Piacenza, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Province di Cosenza e Crotone; Area: 4 Sicilia, province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. (K4b)
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