LIBIA
 
Libia: prosegue a Tobruk la campagna ostile all’ambasciatore italiano Perrone
Tripoli, 10 ago 09:43 - (Agenzia Nova) - Continua nell'est della Libia la campagna ostile all’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Giuseppe Perrone, dopo la lunga intervista in arabo di oltre due ore rilasciata il 4 agosto scorso dal diplomatico italiano all’emittente televisiva “Libya's Channel”. Il giornalista libico Faraj Aljarih ha pubblicato ieri, 9 agosto, un documento su carta intestata della commissione Affari esteri Camera dei rappresentanti di Tobruk, il parlamento libico che si riunisce nell’est del paese, in cui Perrone viene dichiarato “persona non grata” e si condanna "nei termini più forti" le dichiarazioni rilasciate dall'ambasciatore "a un'emittente satellitare" sulle elezioni in Libia, "in cui ha chiesto con insistenza di rinviare le elezioni", considerate una "flagrante interferenza” negli affari interni libici. L’ambasciata d’Italia a Tripoli ha diffuso un comunicato negando che Perrone abbia chiesto di rimandare le elezioni: “Al contrario, ha detto che ogni decisione che riguarda la data delle elezioni spetta ai libici soltanto”.

Va precisato inoltre che la commissione Esteri di Tobruk non ha espresso alcun voto, né tra l’altro avrebbe il potere di dichiarare Perrone “persona non grata”. Una misura, quest'ultima, difficilmente realizzabile dai deputati dal momento che la competenza sulle "persone non grate" - così come per le nomine degli ambasciatori - non spetta al parlamento ma al Consiglio presidenziale di Tripoli. Nel luglio dello scorso anno, del resto, anche la commissione per la Difesa e la Sicurezza nazionale del parlamento libico di Tobruk aveva dichiarato l’ambasciatore Perrone “persona non grata”: una dichiarazione tuttavia rimasta lettera morta. La vicenda va inquadrata nella campagna di “fake news” avviata contro Perrone e l'Italia da siti d’informazione e social network simpatizzanti del governo e delle istituzioni non riconosciute nell’est del paese. Le dichiarazioni di Perrone, infatti, sono state modificate ad arte da parte di alcuni media libici, secondo cui l’ambasciatore sarebbe “tout court” alle elezioni in Libia. Una posizione, quest’ultima, proposta a più riprese dall'intervistatore di “Libya's Channel” durante l’intervista e più volte smentita dal diplomatico italiano.

“Stiamo cercando di favorire la creazione di un quadro solido per consentire lo svolgimento delle elezioni per permettere al paese di superare la situazione attuale” di crisi, aveva spiegato il diplomatico a “Libya's Channel”. Perrone aveva evidenziato come la creazione di “appropriate condizioni” per lo svolgimento delle elezioni contribuirebbe al loro successo. A tal proposito, il diplomatico, nel contrastare più volte l'idea che l'Italia sia contraria alle elezioni, aveva precisato che l’Italia ritiene che affinché le elezioni siano l'effettivo inizio di un processo politico, e non un mero appuntamento elettorale, siano necessarie alcune precondizioni chiave, in termini di sicurezza sul terreno, riconciliazione nazionale e modifiche legislative (costituzione, referendum, legge elettorale). Per quanto riguarda la data in cui potrebbero svolgersi le elezioni, Perrone ha sottolineato la necessità che sia decisa dai libici. Lo scorso maggio, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva riunito a Parigi i principali esponenti delle istituzioni libiche che hanno raggiunto un’intesa verbale, poi dagli stessi non sottoscritta, sul possibile svolgimento delle elezioni il prossimo 10 dicembre. Tuttavia lo stesso parlamento di Tobruk non è riuscito a votare a favore della proposta di legge referendaria che consenta lo svolgimento delle elezioni entro quella data. (Lit)
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