IMMIGRAZIONE
 
Immigrazione: dibattito in Europarlamento su emergenza nel Mediterraneo, serve immediata risposta Ue
Bruxelles , 13 giu 18:28 - (Agenzia Nova) - Si è svolto oggi in aula a Strasburgo il dibattito sull'emergenza migratoria nel Mediterraneo, dopo il caso della nave Aquarius. "L'Emergenza immigrazione – ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, aprendo il dibattito – richiede una reazione immediata da parte dell'Unione europea". Secondo Tajani, "il problema non può essere risolto a livello nazionale, né può essere risolto da polemiche tra Stati membri", che "rischiano soltanto di allontanare la soluzione del problema". "Se guardiamo a ciò che accadrà nei prossimi anni – ha sottolineato il presidente dell'Europarlamento – non possiamo non decidere in tempi rapidissimi il da farsi. Nel 2050 ci saranno 2 miliardi e mezzo di africani. Se non interverremo sul cambio climatico, contro il terrorismo, contro la siccità, contro la carestia, contro la povertà e in favore della pace, avremo migrazioni bibliche", ha osservato. Tajani ha ricordato che l'Europarlamento "ha approvato una riforma delle regole Dublino che può essere ottima base di confronto tra gli Stati membri. Non abbiamo adottato una scelta debole, ma abbiamo coniugato fermezza e solidarietà", ha sottolineato il presidente dell'Eurocamera. "Siamo disposti a compromessi, a trovare accordi, ma il prossimo Consiglio europeo non potrà rimanere senza decisioni – ha aggiunto – perché ne va dell'intero assetto dell'Unione europea". Secondo Tajani, infatti, "è in ballo la sopravvivenza dell'intera Unione europea".

Nel suo intervento in aula il commissario Ue per la Migrazione e gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, ha sottolineato che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. "Nel caso dell'Aquarius – ha affermato – saluto positivamente che si sia trovata una soluzione. Lodo la decisione del governo spagnolo", ma "voglio anche lodare l'Italia e i molti altri Stati membri" che si assumono le loro responsabilità da molti anni. "Non dobbiamo perdere di vista gli sforzi che gli Stati membri hanno fatto e continuano a fare", ha sottolineato Avramopoulos, ricordando che "mentre l'Aquarius sbarca in Spagna più di 900 persone sono sbarcate stamattina a Catania in Italia". Avramopoulos ha poi ricordato che l'obiettivo è "evitare che le persone fuggano da povertà, persecuzioni, violenza", e che "mettano le loro vite in viaggi pericolosi". "La nostra azione – ha sottolineato – è molto più efficace se inizia prima dei viaggi" dall'Africa. "Abbiamo già ottenuto risultati e dobbiamo rafforzare cooperazione con paesi terzi".

Secondo l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle (M5s), Laura Ferrara, serve un vero diritto di asilo europeo. "Poniamoci un interrogativo: perché chi ha diritto alla protezione internazionale, perché chi fugge da guerre e persecuzioni, perché chi è costretto ad abbandonare il proprio paese di origine, deve arrivare in Italia o in Europa in maniera illegale? La più grande contraddizione e la più grande ipocrisia che regna nell'Unione europea – ha sottolineato Ferrara – è il fatto di voler da un lato contrastare l'immigrazione illegale e dall'altro non offrire un'alternativa legale. Il fatto che chi è costretto a lasciare il proprio paese per guerre e persecuzioni – prosegue l'eurodeputata – deve pagare i i trafficanti e gli scafisti. Se veramente vogliamo parlare di riforma del sistema comune europea di asilo, se veramente vogliamo parlare di cooperazione e rispettare quanto previsto dai Trattati, allora cominciamo a parlare di un vero diritto di asilo europeo, cominciamo a parlare di vie legali di accesso all'Unione europea". Secondo l'europarlamentare pentastellata, è necessario "dare possibilità a chi fugge da guerra e persecuzioni di arrivare in via legale e sicura, senza essere costretta a imbarcarsi e attraversare il Mediterraneo in condizioni disumane, senza essere costretta a passare necessariamente dall'Italia come paese di transito. In questo caso avremmo una solidarietà concreta e non a parole".

Il capogruppo della Lega al Parlamento Europeo, Mara Bizzotto, ha affermato che sull'immigrazione "non accettiamo lezioni da nessuno, tanto meno dalla Francia di Macron e dei bulletti del suo partito che dovrebbero vergognarsi e scusarsi con gli italiani e con il ministro (Matteo) Salvini". Bizzotto ha poi rievocato l'intervento a guida Nato del 2011 che ha deposto il leader libico Muammar Gheddafi. "Pensino alla guerra che la Francia ha scatenato in Libia – ha aggiunto – causando ondate di immigrati in Italia e pensino agli oltre 10 mila immigrati che la Francia ha respinto alla frontiera italiana nel solo 2018". Il ministro Salvini e il nuovo governo di Roma, ha sottolineato Bozzotto, "fermeranno il business dell'immigrazione clandestina che in questi anni, per colpa dei governi Letta, Renzi, Gentiloni, ha trasformato l'Italia nel campo profughi d'Europa". Per questo, ha aggiunto Bizzotto, "noi chiuderemo i porti e difenderemo gli interessi dei cittadini italiani, non quelli di qualche petroliere francese o di qualche miliardario che finanzia le navi Ong per portare i clandestini in Italia. L'Europa ha davanti a sé due strade: dare veramente una mano all'Italia e difendere le frontiere esterne, o continuare con la politica ipocrita di Macron".

L'eurodeputato del Partito democratico (Pd), Daniele Viotti, si è invece rivolto ai parlamentari cinquestelle chiedendo dove sia finita la loro umanità. "Dove siete finiti?", ha chiesto intervenendo in aula. "Dove è finita la vostra umanità? Raccoglievate i soldi per le Ong, una volta, e oggi lasciate che le Ong e le loro navi stiano in mezzo al mare perché avete abdicato alle politiche fasciste del governo Salvini". Viotti si è inoltre rivolto al governo francese. "Io vorrei dire al presidente Macron e agli altri membri del Consiglio, che se oggi abbiamo un governo che a loro non piace per nulla, e per altro non piace nemmeno a me, forse è anche per le politiche che molti Stati hanno fatto contro l'Italia, non aiutando il nostro paese negli anni passati. E ricordo al presidente Macron che tre mesi fa lo invitai a Bardonecchia e Ventimiglia a vedere la situazione che si è creata e ancora sussiste".

L'eurodeputata di Forza Italia Alessandra Mussolini ha invece posto l'attenzione sulla necessità di iniziare a parlare di hotspot in Libia e in Tunisia. "Bisogna difendere il governo italiano. Io qui sono italiana e difendo questo governo, anche se non ne faccio parte", ha detto intervenendo in aula. "Il governo ha chiuso i porti? Certo, è facile parlare da quei banchi di solidarietà di Europa con i porti degli altri". Mussolini ha sottolineato che è necessario parlare della "creazione di hotspot nei paesi di transito, in Libia e in Tunisia", oltre che del "coordinamento che ci deve essere a livello europeo degli sbarchi e di dare all'Europa un'esatta valutazione degli strumenti per vedere se un paese è o no in forte pressione". "Non facciamo – ha aggiunto – degli insulti a paesi che si sono fatto carico del lavoro sporco dell'Europa. Sciacquatevi la bocca quando parlate dell'Italia".

Da parte sua, l'eurodeputato del Movimento 5 Stelle (M5s), Ignazio Corrao, ha sottolineato che l'Italia "è stata lasciata sola da tutti gli altri Stati dell'Unione europea" ad affrontare "un fenomeno epocale, un fenomeno globale, di un continente che si sposta". "Era logico – ha sottolineato Corrao – che prima o poi qualcuno, che non fa business sulla pelle dei migranti, avrebbe dovuto dire 'basta, non si può continuare così'. Cerchiamo di essere seri. Pretendiamo da parte di tutti gli Stati europei di prendersi le proprie responsabilità, a partire dalla Francia", ha affermato Corrao. Il "trend topic del momento" è dire che il governo italiano è "populista", ma "il governo italiano – ha sottolineato Corrao – ha fatto molto meno di quello che fanno tutti gli altri governi dell'Unione europea. Non mi risulta che il governo francese, il governo europeista di Macron, sia stato additato da voi come un governo nazista, xenofobo per quello che ha fatto a Bardonecchia, con blitz nel territorio italiano dove c'erano donne incinta e bambini. Non mi risulta – ha aggiunto – che sia stato considerato xenofobo Macron per aver chiuso i suoi porti o per quello che fa a Ventimiglia. Non mi risulta che il governo spagnolo, che faceva respingimenti a caldo, che non è quello che ha fatto l'Italia – ha concluso Corrao – sia stato additato come fascista, xenofobo, contrario ai diritti umani e genocida. Non è successo. Cominciamo ad adottare lo stesso metro e la stessa misura". (Beb)
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