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Osce: Bekkers, "il carcere non basta, bisogna reintegrare i foreign fighter”

Roma, 10 mag 2018 11:00 - (Agenzia Nova) - Individuare i terroristi che ritornano dalle zone di conflitto e gestire la loro reintegrazione. Sono queste le maggiori “sfide” relative al fenomeno dei “foreign fighter” secondo Paul Bekkers, direttore dell’Ufficio del segretariato generale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), oggi a Roma per la conferenza “The Reverse Flow of Foreign Terrorist Fighters (FTFs): Challenges for the Osce Area and Beyond”. La prima questione, che coinvolge soprattutto il controllo delle frontiere, prevede a sua volta quattro elementi cardine: migliorare lo screening; controllare i dati dei passeggeri; raccogliere i dati biometrici; scambiare le informazioni. “È stato facile per i terroristi trovare false identità per perpetrare attacchi a Berlino, Parigi e altrove: noi dell’Osce forniamo formazione ai funzionari in prima linea, li addestriamo a identificare falsi documenti”, ha aggiunto Bekkers. Quanto al reintegro dei “terroristi di ritorno”, per il funzionario dell'Osce “non basta il carcere: bisogna essere certi di avere un quadro giuridico e penale appropriato, prevenire è meglio che curare”. Le misure di contrasto da sole, secondo Bekkers, non bastano per sconfiggere il terrorismo: “L’Osce aiuta ad attuare un approccio di insieme, coinvolgendo anche i leader religiosi e femminili”. (Asc)
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