FRANCIA-IRAQ
 
Francia-Iraq: Macron, chiederemo a Baghdad commutazione pena per terroristi francesi condannati a morte
Parigi, 16 apr 11:12 - (Agenzia Nova) - Se i presunti terroristi francesi attualmente agli arresti in Iraq con l’accusa di appartenenza allo Stato islamico (Is) verranno condannati a morte, la Francia chiederà che la pena venga commutata in detenzione. Lo ha affermato il presidente francese, Emmanuel Macron, durante un’intervista rilasciata ieri, 15 aprile, alle emittenti televisive francesi Bfm Tv, Rmc e Mediapart. “Come abbiamo sempre fatto, chiederemo che la condanna a morte sia commutata in una pena conforme a quella prevista in Francia, ossia la detenzione”, ha dichiarato Macron. Dalla vittoria sullo Stato islamico, proclamata dal governo di Baghdad il 9 dicembre 2017, diversi terroristi e combattenti stranieri del sedicente califfato sono stati condannati a morte dalle autorità irachene. Il 25 febbraio scorso, la Corte penale centrale di Baghdad ha condannato alla pena capitale 15 cittadini turchi accusati di appartenere all’Is. Quella dei terroristi e dei combattenti stranieri dello Stato islamico catturati in Iraq è una delle principali questioni legate alla ricostruzione del paese. Il 30 gennaio scorso, il primo ministro iracheno, Haider al Abadi, aveva affermato che terroristi e combattenti stranieri del sedicente califfato catturati in Iraq verranno processati nello stesso paese. “Nessun governo ha chiesto la consegna dei terroristi”, aveva sottolineato il premier di Baghdad.

Secondo l'organizzazione non governativa Amnesty International, in Iraq sono state eseguite almeno 125 sentenze capitali nel 2017, tutte emesse dalle autorità centrali irachene. Nessuna esecuzione ha avuto luogo nella regione curda. Sono state comminate almeno 65 condanne a morte, 62 dalle autorità centrali irachene e tre dalle autorità del Kurdistan iracheno, per reati che includono principalmente atti legati al terrorismo, oltre a omicidi, rapimenti e reati connessi alla droga. Le condanne a morte sono state prevalentemente comminate a cittadini di nazionalità irachena, ma anche ad alcuni cittadini stranieri. La pena di morte, sottolinea Amnesty, ha continuato a essere utilizzata come strumento punitivo in risposta all’oltraggio pubblico subito a seguito di attacchi rivendicati dal gruppo dello Stato islamico. Durante il 2017 si sono registrate esecuzioni di massa. Decine di uomini sono stati messi a morte per reati legati al terrorismo il 25 settembre, 11 giorni dopo un attacco suicida dello Stato islamico a Nassiriya avvenuto il 14 settembre che ha ucciso almeno 84 persone. Il 14 dicembre, 38 persone sono state impiccate per reati connessi al terrorismo. (Irb)
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