SERBIA
 
Serbia: Meccanismo residuale Tribunale Aia condanna in appello leader radicale Seselj
Belgrado, 11 apr 2018 15:34 - (Agenzia Nova) - Il Meccanismo residuale del Tribunale penale internazionale dell'Aia per i crimini nella ex Jugoslavia (Mict) ha condannato in appello il leader radicale serbo Vojislav Seselj a 10 anni di reclusione. Secondo quanto riporta la stampa serba, la condanna è considerata già espletata in quanto Seselj è stato recluso per 11 anni nel carcere di Sheveningen in attesa di sentenza. Il leader del Partito radicale serbo (Srs) non era presente all'Aia al momento della sentenza che lo ha condannato per incitazione all'odio riguardo ai crimini commessi durante i conflitti in Croazia e Bosnia Erzegovina, oltre che per la persecuzione contro la popolazione croata della provincia serba della Vojvodina. Nei mesi scorsi lo stesso Seselj ha precisato che "non farà ritorno volontariamente presso le strutture del Tribunale penale internazionale".

In una conferenza stampa indetta presso il parlamento serbo lo scorso settembre, Seselj ha così ribadito l'intenzione di non recarsi alla seduta fissata dal tribunale a seguito del ricorso presentato dalla Procura del Tpi contro l'assoluzione di primo grado. "Volontariamente non ci vado, a meno che non mi ci mandi il regime progressista, a meno che non mi ci mandi il (presidente serbo) Aleksandar Vucic, ma questa è una domanda che dovete porre a lui e non a me", ha detto Seselj, aggiungendo che già un anno e mezzo fa aveva fatto sapere di "avere terminato" tutto quello che aveva a che fare con l'istituzione giudiziaria del Tpi. "Sono stato a disposizione 12 anni e non sono stati in grado di dimostrare neppure un'accusa, non sono stati in grado di condannarmi, non ho chiesto di venire mandato a casa ma mi hanno sbattuto fuori loro brutalmente", ha concluso Seselj. Riguardo alla possibilità di una nomina di ufficio di un suo difensore, il leader radicale ha infine detto che il tribunale può farlo se lui stesso non ne nominerà uno, ma "tale avvocato stand-by" potrà difenderlo solo se qualcuno calpesterà qualche suo diritto, e non avrà invece la facoltà di rispondere al procuratore al suo posto.

Il 31 marzo 2016 Seselj è stato assolto in primo grado da tutti e 9 i capi d'accusa presentati a suo carico dopo un processo avviato nel 2003. La Procura del Tpi ha richiesto in un ricorso presentato che Seselj venga condannato a 40 anni di reclusione. Seselj ha successivamente inviato una risposta scritta al ricorso rigettando tutte le accuse. La sentenza di primo grado è stata letta dal giudice Jean-Claude Antonetti, e ha trovato d'accordo tutti i membri del consiglio giudicante tranne il giudice Flavia Lattanzi, che si è opposta ad otto su nove punti. Secondo l'accusa, che aveva chiesto 28 anni di reclusione, Seselj avrebbe incitato e supportato con discorsi improntati all'odio i crimini commessi durante i conflitti in Croazia e Bosnia Erzegovina, oltre che la persecuzione contro la popolazione croata della provincia serba della Vojvodina. La Procura dell'Aia ha annunciato ricorso subito dopo l'emissione della sentenza. (Seb)
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