TUNISIA
 
Tunisia: continua la lotta per i diritti delle donne nel paese leader della parità di genere nel mondo arabo
Tunisi, 08 mar 14:31 - (Agenzia Nova) - Si celebra oggi in Tunisia, paese leader nel mondo arabo nel campo della parità di genere, la Giornata internazionale della donna. Sempre in prima fila nella lotta per l'indipendenza, nella costruzione della moderna Tunisia e durante la rivoluzione del 2011, le donne tunisine temono tuttavia che il proprio status possa essere messo in discussone dagli oscurantisti e da chi le vorrebbe sottomesse ed escluse dalla vita sociale, politica ed economica del paese. L'8 marzo è considerato dalle donne tunisine come un'altra occasione per far sentire la loro voce e dimostrare, ancora una volta, la propria determinazione e capacità di affrontare tutte le sfide attuali e future. Le donne in Tunisia sono oggi considerate come un attore politico, economico e sociale a pieno titolo, con gli stessi diritti e doveri degli uomini. La Tunisia, nona caso, è stata scelta come capitale delle donne arabe 2018-2019. Eppure in alcune questioni, come l'eredità, l'uguaglianza di genere nel paese è ancora lontana.

Una legge storica e pionieristica contro la violenza contro le donne, votata il 26 luglio 2017 dall'Assemblea dei rappresentanti del Popolo (Arp, in parlamento monocamerale tunisino), ha rafforzato la protezione delle donne vittime di violenza e aboblito alcune disposizioni retrograde, come la possibilità per uno stupratore di sposare la sua vittima. La Tunisia, inoltre, ha ritirato una famosa circolare del 1973 che impediva i matrimoni delle donne musulmane tunisine con i cittadini non musulmani. Dopo cinque anni di lotta politica, il 14 giugno 2016 l’Arp ha adottato l'inclusione della parità di genere nella nuova Costituzione. Il principio della cosiddetta “parità orizzontale” sarà applicato per la prima volta durante le prossime elezioni municipali previste il 6 maggio 2018, le prime consultazioni di questo tipo dalla rivoluzione dei gelsomini del 2011. La parità di genere in Tunisia è talmente radicata che il paese celebra il 13 agosto una propria Giornata nazionale delle donne.

E proprio nel giorno dedicato alle donne tunisine, la scorsa estate, il presidente Beji Caid Essebsi ha invitato a sciogliere uno degli ultimi nodi relativi alla parità di genere: quello legato all’eredità che ancora non accomuna uomini e donne nel paese rivierasco. Secondo le disposizioni dell'Islam, in vigore nel paese, i maschi hanno diritto a ereditare i due terzi del patrimonio. "Non dobbiamo credere che questo vada contro la religione. La nostra costituzione è quella di uno Stato civile. L’uguaglianza non è una questione religiosa", aveva detto l’anziano presidente Essebsi. A tal riguardo, è stata creata una commissione legislativa “ad hoc” - presieduta dalla deputata Bochra Bel Haj Hmida, femminista progressista ed ex presidente dell'Associazione tunisina delle donne democratiche - per preparare una relazione sulla questione delle libertà individuali e dell'uguaglianza di genere. Nel redarre la sua relazione, la commissione cerca di promuovere l'adeguatezza del sistema giuridico inerente alle libertà individuali e all'eguaglianza con la Costituzione del 2014 e le convenzioni internazionali. La commissione ha deciso di rinviare al prossimo giugno 2018 la consegna della relazione finale alla luce di nuovi sviluppi, tra cui la data delle elezioni municipali fissata al 6 maggio.

Il ministero delle Donne ha adottato nell’agosto 2017 una strategia nazionale per l'emancipazione economica e sociale delle donne nelle zone rurali 2017-2020, la cui attuazione è iniziata per responsabilizzare le donne, facilitare la loro partecipazione alla vita pubblica, migliorare la loro qualità di vita e fornire loro servizi di base. In previsione delle elezioni comunali del 6 maggio, il ministero delle Donne punta a garantire una partecipazione efficiente e importante delle donne nella vita pubblica e nella gestione degli affari locali, annunciando il lancio di una campagna di sensibilizzazione pubblica. Per quanto riguarda la lotta alla violenza di genere, il ministero ricorda, in una nota diffusa oggi, il voto della legge organica sull'eliminazione della violenza contro le donne nel luglio 2017 e l’entrata in vigore della stessa legislazione all'inizio di febbraio. Questo testo copre aspetti come “la prevenzione, protezione, cura e trattamento" delle donne vittime di violenza.

E’ stato firmato, inoltre, un accordo congiunto tra i dicasteri di Donne, Giustizia, Interno, Salute e Affari sociali per il trattamento delle donne vittime di violenza e la creazione di unità di sicurezza specializzate nei casi di violenza contro le donne. Nell’ambito di questa iniziativa, sono stati inviati messaggi Sms per sensibilizzare i tunisini ai casi di molestie e di violenze, invitando a denunciare gli abusi attraverso il numero verde 1899. Le unità di sicurezza specializzate nella violenza contro le donne hanno ricevuto 900 denunce da inizio anno al 16 febbraio 2018, secondo quanto riferito da Ahlem Kharbech, direttore generale degli Affari legali presso il ministero degli Interni. "Circa 90 persone sono state prese in custodia", ha aggiunto Kharbech durante una discussione parlamentare sull'attuazione della legge organica per combattere la violenza contro le donne. I governatorati che hanno registrato più denunce sono Tunisi, Sousse, Nabeul e Kairouan, a differenza invece delle province meridionali.

Kharbech ha spiegato che vi è una mancanza cronica di centri di assistenza per le donne vittime di violenza. Sono solo sei i centri specializzati situati a Gafsa, Tunisi e Mahdia. "Questo numero è insufficiente in relazione al numero di casi di violenza registrati", ha detto l’esponente del ministero dell’Interno, invitando le parti interessate a raddoppiare gli sforzi per aumentare la presenza di queste istituzioni. L'Associazione tunisina delle donne democratiche (Atfd), intanto, ha invitato le donne tunisine a mobilitarsi e ad incontrarsi in grande numero il prossimo 10 marzo, due giorni dopo la Giornata internazionale della donna: la manifestazione avrà luogo a Tunisi per chiedere l'uguaglianza tra donne e uomini nell'eredità. (Tut)
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