SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Tunisia, equipaggiamento militare nave Ural sequestrata a Sfax destinato a un esercito irregolare
Tunisi, 23 feb 15:00 - (Agenzia Nova) - Le attrezzature militari trovate a bordo della nave Ural, bloccata nel porto tunisino di Sfax lo scorso 15 febbraio, sarebbero state destinate ad un “esercito irregolare”. È quanto confermato dal portavoce delle Direzione generale delle dogane della Tunisia, Haythem Zanned, citato dai media tunisini. Secondo il funzionario, i servizi doganali del porto di Sfax hanno completato le indagini a bordo della portacontainer, battente bandiera panamense e diretta dalla Russia al Camerun. I controlli sono iniziati a seguito della scoperta di 24 container non dichiarati. Zanned ha sottolineato che l'esercito tunisino, che ha ispezionato le attrezzature sequestrate, presuppone che l'equipaggiamento militare ritrovato all’interno dei 24 container sarebbe destinato a un campo militare appartenente a un esercito irregolare. Le attrezzature ritrovate sono: bulldozer, ambulanze, camion cisterna, auto blindate, mezzi di trasporto militari, generatori elettrici, uniformi militari e apparecchiature di comunicazione radio e satellitare. L'ufficio del pubblico ministero ha trasferito il caso al polo giudiziario antiterrorismo tunisino per ulteriori indagini.

Come sottolineato nei giorni scorsi dallo stesso Zanned, "la nave proveniente dalla Russia doveva raggiungere il Camerun, ma non seguiva il percorso dichiarato. La nave ha attraversato le acque italiane, quelle libiche e in seguito le acque territoriali tunisine, mentre avrebbe dovuto passare vicino alle coste marocchine e attraversare lo stretto di Gibilterra". In precedenza il portavoce della direzione delle dogane aveva dichiarato: “È una nave panamense, noleggiata da un armatore turco, che è partita dalla Russia per il Camerun”. Secondo Zanned, le autorità tunisine sono state insospettite dal fatto che l’unità attraversava le acque territoriali turche e trascorreva molto tempo nelle acque italiane, “senza dirigersi allo Stretto di Gibilterra, la rotta normale per il Camerun”. Diversamente, aveva proseguito il portavoce, la nave “faceva rotta verso la Libia e trascorreva del tempo a Tripoli e Bengasi, prima di giungere nel porto di Sfax e chiedere una sosta di due giorni in ragione di un guasto tecnico”. Zanned aveva poi precisato che il carico di equipaggiamenti militari non era menzionato su alcun documento della nave. (Tut)
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