TERRORISMO
 
Terrorismo: ministro Esteri tunisino, fenomeno non è stato ancora sconfitto
Monaco, 17 feb 19:40 - (Agenzia Nova) - I terroristi dopo la cacciata dall’Iraq e della Siria stanno “guardando a come nascondersi in altri paesi” come Libia, Tunisia e paesi dell’Africa sub-sahariana. Quanto accaduto in Iraq è stata “solo una battaglia di una lunga guerra”. È quanto dichiarato dal ministro degli Esteri tunisino, Khemaies Jhinaoui, intervenendo oggi alla Conferenza internazionale sulla sicurezza in corso a Monaco di Baviera. “Oggi stiamo celebrando la sconfitta di Daesh, ma penso che il terrorismo sia stato solamente espulso da Iraq e Siria e abbiamo cambiato indirizzo e nome”. Secondo il ministro tunisino per poter essere vinta la guerra contro il terrorismo deve essere combattuta su tre fronti: ideologico, economico e cooperazione internazionale. Per quanto riguarda il primo punto, Jhinaoui ha sottolineato: “Dobbiamo sradicare l’ideologia estremista che attrae le persone, dobbiamo riformare l’educazione, promuovere la tolleranza, l’accettazione dell’altro, non solo nel mondo arabo ma anche in Europa”. In merito il ministro ha criticato la posizione di alcuni paesi europei che vogliono bloccare le frontiere e fomentare la xenofobia contro le popolazioni migranti che giungono dalla sponda sud del Mediterraneo. Per quanto riguarda la sfida economica, il ministro degli Esteri tunino ha osservato che oggi non possibile assistere in mondo globalizzato che vi siano paesi poveri a poche centinaia di chilometri da nazioni prospere. “La gente scappa per ragioni economiche, ma purtroppo anche se sono laureati l’economia nazionale non è in grado di soddisfare le loro aspettative”, ha dichiarato il ministro. Infine Jhinaoui ha dichiarato che è necessaria la cooperazione internazionale per combattere il terrorismo dato che nessun paese ha le forze e le risorse per combattere da solo questa battaglia.
(Res)
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