SPECIALE ICT
 
Speciale Ict: Telecom multata, cambiano per tutti le regole del telemarketing (Nova/Key4biz)
Roma, 09 feb 10:27 - (Agenzia Nova) - Ieri e' stato il giorno della maxi-multa irrogata dal Garante Privacy a Telecom: 840 mila euro per aver effettuato chiamate promozionali in modo illecito, senza cioe' il consenso dei contattati. La sanzione e' arrivata all'esito di un procedimento iniziato nel 2016, e a tre giorni dall'entrata in vigore della Legge 11 gennaio 2018, n. 5[1], che ha innovato il quadro regolamentare del telemarketing. Per meglio comprendere come cambia la disciplina, e' opportuno un breve cenno al punto di partenza: la regola per le telefonate di marketing presupponeva, prima della novella citata, che le aziende chiamanti ottenessero il consenso preventivo degli interessati (cioe' le persone fisiche titolari delle numerazioni chiamate); tale regime veniva derogato soltanto per le telefonate effettuate tramite operatore su numerazioni (fisse), pubblicate in elenchi telefonici: per queste infatti l'ordinamento ammetteva il contatto senza consenso, a condizione pero' che tale numerazione non fosse iscritta nel registro delle opposizioni istituito dal D.p.r. 178/2010. In buona sostanza, prima di telefonare, gli operatori erano tenuti a verificare la presenza delle numerazioni - solo quelle fisse - nel Registro, e a depennare dalla propria lista quelle li' iscritte. La riforma appena entrata in vigore estende l'ambito di operativita' del Registro. Intanto perche' l'iscrizione al Registro puo' essere richiesta adesso dall'interessato anche per le utenze mobili di cui e' intestatario, e indipendentemente dal fatto che tali numerazioni siano o meno riportate negli elenchi di abbonati. Inoltre, con l'iscrizione si intendono adesso revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, per il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili effettuato mediante operatore con l'impiego del telefono per finalita' di marketing, comunicazione commerciale o profilazione. Dunque, le societa' che avevano ricevuto il consenso al trattamento del dato telefonico, con l'iscrizione dell'interessato al Registro non potranno in alcun modo effettuare comunicazioni per le finalita' di cui sopra, mentre restano valide le operazioni di marketing effettuate via e-mail, sempre previo consenso dell'interessato. E inoltre, innovazione di grande rilievo per il mercato delle liste di utenti, l'iscrizione preclude anche la circolazione successiva delle numerazioni contenute in tali liste; si tratta di quelle compilate da "brokers" sulla base di consensi specifici degli interessati alla comunicazione dei propri dati a terzi per finalita' di marketing: adesso l'opt-out cancella anche quelle manifestazioni di volonta', e cio' ridurra' molto il valore del mercato degli intermediari in questo settore. La legge fa salvi comunque quei trattamenti fondati su consensi prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali in essere con oggetto la fornitura di beni o servizi, ovvero cessati da non piu' di trenta giorni. Si tratta di una disposizione mal concepita, perche' sia il Codice Privacy che il nuovo Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati personali distinguono il consenso dal contratto come base giuridica di un trattamento. Non e' chiaro in questo caso cosa significhi "consenso prestato nell'ambito di un rapporto contrattuale in essere": forse che il marketing e' consentito solo se, oltre a un consenso specifico, vi e' anche un contratto con il titolare (ad esempio per la fornitura di servizi telefonici)? Viene poi sottratto al regime di opt-out quel trattamento per il quale sara' concesso dall'interessato un consenso successivamente all'iscrizione nel Registro. Il che pone un problema pratico e giuridico che gli operatori farebbero bene a non sottovalutare.
 
Agenzia Nova
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